Vita da expat: 8 lezioni positive che ho imparato

Le lezioni positive che ho imparato dalla vita da expat, derivano dall’aver passato più di 10 anni all’estero, in paesi “difficili”. Sono stati anni intensi e ricchi di sorprese e insegnamenti ma anche di momenti difficili e tristi.
In questo articolo troverai un elenco, sicuramente non esaustivo, che rispecchia il mio vissuto ed è la base e la motivazione per cui è iniziata e continua la mia esperienza in espatrio.
Questo è ciò che tengo sempre a mente nei momenti di sconforto…perchè ce ne sono stati e ce ne saranno ancora! Ma mai mi sono pentita della scelta che ho fatto.

 

Viandante non esiste il cammino

Viandante, sono le tue orme
il sentiero e niente più;
viandante, non esiste il cammino,
il cammino si fa camminando.
Camminando si fa il cammino
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai più
si tornerà a calpestare.
Viandante non esiste il cammino
ma solamente scie nel mare.

Antonio Machado

LE 8 LEZIONI POSITIVE CHE HO  IMPARATO DALLA VITA DA EXPAT

 

  1. UN NUOVO INIZIO
    Ho scelto di scrivere un nuovo capitolo nella mia vita. Ho fatto una scelta importante per me stessa e per amore. Abbandonare le certezze per andare verso lo sconosciuto non è stato facile ma questa scelta si è rivalata come una nuova grande opportunità e un nuovo inizio. La fatica è stata ripagata da esperienze che non avrei mai immaginato di fare e che mi hanno fatto crescere come essere umano.

  2. VIVERE IN MANIERA PIU’ SEMPLICE
    Prima di arrivare a Gerusalemme, ho vissuto per due anni e mezzo in Repubblica Centrafricana e Ciad, due dei paesi più poveri e meno conosciuti al mondo. In quegli anni, ho imparato a vivere con lo stretto necessario. Non c’erano negozi per fare shopping, nè varietà di cibo da acquistare.Tutto era ridotto all’essenziale e nelle valigie davo sempre più spazio a cibo e medicinali che all’abbigliamento o altre cose meno importanti. La conseguenza è che ho imparato a vivere in maniera minimilasta e mi sono resa conto quanto il consumismo ci abbia obbligato e ci obblighi a vivere con il superfluo, soddisfacendo dei bisogni indotti e non reali.
    .
  3. LA CAPACITA’ DI ESSERE RESILIENTE
    Vivendo lontana dalla mia rete di supporto familiare e dalle mie amicizie, ho dovuto contare sulle mie forze e essere in grado di andare avanti senza perdere il controllo. Quando ho avuto problemi di salute o sul lavoro oppure quando mi sono sentita persa e impaurita, ho assunto un atteggiamento positivo. Mi sono concentrata sulle mie potenzialità interne e sulle risorse esterne a disposizione, mettendo in moto un circolo virtuoso che mi ha aiutato nelle difficoltà. E, alla fine, ho scoperto di essere più forte e resiliente di quanto immaginavo, e questo è stato un grande successo! Clicca qui per leggere un mio articolo sulla resilienza.
  4. AMPLIARE LO SGUARDO SULLA VITA
    Forse è un cliché ma vivere all’estero ha cambiato il mio sguardo sulla vita e sugli altri. Vivere in contatto con culture diverse, incontrare persone di tutto il mondo, lavorare in ambienti multietnici, mi ha aiutato a vedere le sfaccettature della vita, a capire e accettare punti di vista diversi, a scoprire modi differenti di affrontare la vita. E sono cambiata…non me ne sono accorta subito ma con il tempo ho realizzato quanto il mio modo di sentire e di pensare erano diventati più sensibili all’altro, alla condivisione, alla compassione. Alcuni vecchi valori sono rimasti, altri hanno lasciato spazio a quelli nuovi che ho acquisito man mano che andavo avanti nella mia vita e nell’espatrio. Una scoperta di nuovi orizzonti che allargano la mente e il cuore.
  5. AVERE AMICI IN TUTTO IL MONDO
    Ho incontrato tante persone. Con alcune ho stretto rapporti più profondi, con altre più superficiali ma tutte hanno lasciato un’impronta. E non c’è cosa più bella, almeno per me, ascoltare le storie degli altri, addentrarmi nel loro mondo interiore e trarne una lezione. E poi, come è bello avere qualcuno che ti accoglie in varie parti del mondo! Madrid, New York, Ginevra, Budapest, e molte altre, sono città in cui le persone con cui ho legato amicizie in questi anni mi stanno aspettando. E non vedo l’ora di riabbracciarle!
  6. VIVERE NEL MOMENTO PRESENTE (continuo a lavorarci sopra)
    Spesso sentiamo sulle nostre spalle il peso del passato o le preoccupazioni per il futuro, senza renderci conto che la vita è adesso, che la vita accade. Ma non è forse vero che il passato non tornerà più e il futuro è solo parzialmente controllabile? Ecco, questo ho imparato. Ho capito che vivere nel qui e ora non significa non avere piani ma vivere con quello che si ha nel momento presente e questo approccio mi ha aiutato a vivere con più consapevolezza la mia condizione di espatriata e di “accompanying spouse”. Se cambi prospettiva, ti sentirai nel luogo giusto, al momento giusto.
  7. USCIRE DALLA COMFORT ZONE
    Decidere di lasciare l’Italia, con annessi e connessi, e raggiungere in Africa il mio compagno, è stato un grandissimo salto fuori della mia comfort zone e nulla è ritornato a essere come prima. Ho imparato che la vita da expat ti spinge a uscire costantemente dalla zona di comfort e non è poi così male! Mi sono resa conto di quanto alcune paure che avevo prima, sono sparite man mano che superavo i miei limiti, quei limiti che prima mi sembravano invalicabili! Certo, non è indolore, ma ti aiuta a crescere e a sviluppare le tue potenzialità, in alcuni casi prima sconosciute.
  8. MAI DIRE MAI
    Se 10 anni fa mi avessero detto che sarei salita su un aereo della Air France e che sarei sbarcata all’aereoporto di Bangui, capitale della Repubblica Centroafricana, e che ci avrei vissuto circa due anni, gli/le avrei detto: “non succederà mai”! E se qualcun’altro mi avesse detto che dopo sarei andata a vivere a N’Djamena, capitale del Ciad e poi a Gerusalemme, avrei risposto la stessa cosa. Invece, adesso, è evidente che “mai dire mai” è una verità!
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