Sindrome da espatrio.

Sindrome da espatrio.

Da 10 anni sono una donna in espatrio, scelta che ha completamente rivoluzionato il mio modo di vivere, di pensare e di sentire. Non me ne sono mai pentita, nonostante non abbia vissuto e non stia vivendo in paesi “facili”.

Conosco bene la sindrome da espatrio ma sono riuscita a superarla ogni volta che ho cambiato paese!

Vivere all’estero è senz’altro un’esperienza emozionante, avvincente e piena di sorprese.
Apre nuovi orizzonti e apre la mente. Ti rende più flessibile e adattabile, spingendoti a uscire dalla tua comfort zone.
Ti offre la possibilità di fare nuovi incontri, a volte speciali, di imparare nuove lingue e nuovi modi di vivere, di dedicare spazio e tempo alla tua crescita personale e professionale.

Ma è anche una sfida, direi quotidiana.
Trasferirsi e vivere in un nuovo paese significa gestire cambiamenti culturali, ambientali, linguistici e tutto ciò può essere molto stressante e destabilizzante.
Tante sono le domande che frullano nella mente dopo il primo periodo di assestamento e quando l’entusiasmo comincia a calare.

Ho ascoltato molte donne che mi hanno confidato che dietro quella maschera da “wonder woman” si cela una donna che lotta per rimanere centrata, per sé e per la sua famiglia.
E come non capirle! Sono una di loro! Solo che ho qualche strumento in più per affrontare e superare queste sfide.

Come Life Coach, mi sono sempre più specializzata in problematiche legate alle varie transizioni della vita e alle difficoltà legate all’espatrio. Per questo oggi mi definisco come “Transition&Expat Coach”.

Per ogni problema una soluzione, o forse più.

“Trailing/accompanying spouses” (definizione che mi fa venire l’orticaria!) sono  coloro che accompagnano coniugi o partner nella loro carriera mobile all’estero.
Nella maggior parte dei casi, si preoccupano di gestire tutto ciò che riguarda la famiglia, i figli (se ci sono), la casa e le relazioni sociali, con le conseguenze che vedremo più avanti. Nella maggior parte dei casi, hanno lasciato la loro carriera e tutta la rete di supporto necessaria come famiglia e amicizie nel paese d’origine.

Alcune delle emozioni o sfide che accomunano i partner o coniugi accompagnanti e relative possibili soluzioni che hanno funzionato per me.

Vuoto emotivo.

Sentirsi senza una rete di appoggio (famiglia e amicizie), può evocare emozioni come nostalgia e solitudine.
Inoltre, se si hanno figli, il carico sulle proprie spalle aumenta perchè il coniuge è super impegnato a inserirsi nel nuovo ambiente di lavoro.           

Suggerimenti:
a) Tieni un piccolo diario delle tue emozioni e annota perché e quando ti senti sola;
c) Parlane con un’ amica expat che sia dotata di capacità di ascolto e che ha sperimentato le tue stesse difficoltà;
d) Essere più attiva e distrarti quando arrivano quei pensieri. Un aiuto potrebbe venire dalla riscoperta o scoperta di un hobby;

Bassa autostima e mancanza di fiducia in se stesse.

Adattarsi a una nuova vita in modo costruttivo può essere molto stressante.
Suggerimenti:
a) Scrivi tutto ciò che di positivo sai di essere e rileggilo nei momenti peggiori;
b) Ascolta musica che ti tira su, l’importante è che ti porti a uno stato d’animo più leggero e che ti faccia star bene;
c) Esplora da sola la città in cui vivi, ti farà sentire di nuovo capace di organizzarti senza chiedere aiuto;

Crisi di identità.

Spesso, lasciare la propria carriera alle spalle e non sentirsi più identificate in un ruolo preciso, fa sorgere domande come: sto vivendo la mia vita o quella del mio coniuge? Chi sono?
Suggerimenti:
a) Sfrutta il tempo a disposizione per sviluppare le tue competenze, seguire quel corso che per tanto tempo hai desiderato ma non avevi energie e tempo di fare;
b) Pensa che l’espatrio è una scelta e nulla di definitivo esiste. Cerca di indirizzare le energie nel trovare la “tua strada” nel luogo dove stai vivendo, ti darà più autonomia e senso di completezza;
c) Occupati degli altri facendo volontariato. Sentirti utile farà bene alla considerazione che hai di te stessa.

Shock culturale.

Adattarsi a un clima differente, a usi, costumi, credi religiosi, a una realtà culturale nuova a volte incomprensibile, valori e stili di vita “distanti” da noi, può rappresentare un vero e proprio shock.
Suggerimenti:
a) capire, accettare e adattarsi. Ciò significa stare con una mente aperta, pronta a scoprire la nuova cultura, a accettarla come possibilità di apprendere e adattarsi per quanto possibile ai costumi del paese ospitante. Questo richiede un grande sforzo ma sarà ricompensato da una conoscenza e comprensione maggiori;
b) impara la lingua locale o almeno le parole e frasi chiave che possono darti accesso a una comunicazione di base con la popolazione del luogo;
c) viaggia nel nuovo paese e scopri luoghi che ti piacciono nella città che ti ospita e dove tornare per sentirti accolta e in pace con te stessa

Difficoltà nel crearsi una nuova rete di amicizie.

Nella comunità di espatriati, dipendentemente dalla città in cui vivi, non è difficile conoscere persone, ma da lì a instaurare rapporti che non siano solo di conoscenza superficiale ma più profondi, il passo è lungo.
Inoltre, gli amici expat dopo qualche anno partono e quindi ricominciare da capo non è facile. Ne so qualcosa!
Suggerimenti:
a) Iscriviti a un’associazione o club di expat o presentati ai tuoi vicini di casa, magari locali, per poter allargare le tue amicizie;
b) invita a casa tua, per pranzo o cena, persone, locali e expat, che hai conosciuto e che ti hanno fatto una buona impressione;
c) per chi ha figli in età scolare, potrebbe essere più facile incontrare persone con cui instaurare un’amicizia. Fatti coinvolgere nelle attività scolastiche e partecipa a incontri con i genitori

Problemi con il partner.

Le relazioni di coppia soffrono maggiormente in espatrio.
Le statistiche dicono che i divorzi fra coppie expat sono più frequenti. Sicuramente la coppia barcolla.
Il nuovo stile di vita fa cambiare ritmi e abitudini.
Se si è donne “al seguito”, sentirsi di dipendere economicamente, socialmente e emozionalmente può creare vere difficoltà, da non sottovalutare.
Il coniuge che lavora deve adattarsi a un nuovo ambiente di lavoro, dedicando meno tempo alla famiglia.
Suggerimenti:
a) fidati del tuo partner e parla con lui apertamente di cosa senti e delle difficoltà che stai affrontando;
b) cerca di capire cosa desideri, esplora nuovi percorsi e punti di vista, vedendo l’espatrio come occasione di cambiamento, non solo personale ma anche nella coppia
c) accettare il momento di crisi e farsi aiutare, se è il caso, da un professionista per cercare una strada da percorrere insieme

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Alessandra

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