5 modi per connetterti con te stessa

5 modi per connetterti con te stessa

Può succedere che tu perda facilmente di vista te stessa quando la vita diventa più frenetica, stressante o opprimente. Siamo esseri energetici e siamo
facilmente influenzati dall’energia o dalle persone che ci circondano. L’unico modo per assicurarti davvero di connetterti con te stessa
è rimanere in costante contatto con la tua verità,
le tue passioni, il tuo scopo. 

 

Cosa significa connetterti con te stessa

E’ un processo quotidiano. Implica sintonizzarti con i tuoi bisogni emozionali, fisici e spirituali e onorarli. Concentrarsi sui tuoi sentimenti, lasciar andare il giudizio ed essere gentile con te stessa. Significa conoscere e accettare le tue emozioni, sentire e ascoltare i messaggi che il corpo ti invia, rispondere al bisogno di dare un senso alla tua vita.
Man mano che ottieni una maggiore capacità di connetterti con te stessa, ti renderai conto che avrai più rispetto e amore per te. Troverai più facile accettarti esattamente come sei. Scoprirai che nella quiete e nell’immobilità dell’essere sola, sei perfetta.

Perchè è importante connetterti con te stessa

Vivi con te stessa ogni giorno. Quindi, perchè non dovresti aver bisogno di fermarti, prenderti una pausa e stare in tuo ascolto?
Molti di noi attraversano la vita disconnessi dal proprio io interiore, alla ricerca di qualcos’altro (o qualcun altro) che ci completi. Quando diventiamo più consapevoli e andiamo più in profondità, cominciamo a sentirci supportati, guidati e in pace con noi stessi.

I benefici di essere in ascolto e connessione con il tuo io interiore sono molteplici:

  • dai più valore al tuo tempo
  • vivi allineata con i tuoi valori e desideri
  • hai una bussola interiore che ti dice quando stai andando fuori strada
  • ti prendi più cura della tua salute fisica ed emotiva
  • pratichi l’auto-compassione
  • hai una connessione più profonda con gli esseri umani e la natura

Come ogni relazione, quella che abbiamo con noi stessi richiede tempo e impegno per essere costruita.

5 modi per connetterti con te stessa

Nessuno vive in perfetta connessione con se stesso. Dopotutto, siamo solo umani! Il meglio che possiamo fare è sviluppare abitudini che ci assicurino di verificare regolarmente il nostro stato emotivo e fisico, onorare le nostre priorità e aiutarci a ripristinare la connessione quando (inevitabilmente) è persa o attutita dal clamore della vita moderna.

1. Trova il tempo per stare sola con te stessa e…respirare

Anche solo brevi momenti o pochi minuti per rimanere in silenzio e ascoltarti, sono sufficienti per allontanarti dal caos della vita là fuori e connetterti con i tuoi pensieri e il tuo respiro. Concentrarti sul respiro ti aiuta a radicarti e a portarti più a fondo nel tuo io interiore. Porta consapevolezza sul tuo respiro quindi seguilo e segui i movimenti del tuo corpo mentre inspiri ed espiri. Ripeti per tutto il tempo che ritieni necessario.

 2. Senti il tuo corpo e le tue emozioni  

Ogni emozione si accompagna con sensazioni fisiche. Ti sarà sicuramente capitato di sentire rigidità nel tuo corpo oppure un nodo alla gola, di percepire rossore sulle guance o di sentirti agitata o rabbiosa. Ascolta i movimenti del tuo corpo e fai una scan mentale dalla punta dei piedi alla testa. Come ti senti? Ascolta le tue emozioni, seppure fastidiose, scomode e incomprensibili. Dai loro un nome, prendine nota, e accettale senza respingerle o giudicarle, ciò potrà farti sentirti più radicata e ti aiuterà a ridurre lo stress. Se vuoi, puoi fare una meditazione guidata per sentirti sostenuta in questa ricerca.

3. Ascolta il tuo intuito

L’intuizione è la saggezza interiore, è l’insieme di istinti, sentimenti viscerali, intuizioni, premonizioni definito come la capacità di comprendere qualcosa immediatamente, senza la necessità di un ragionamento cosciente. Anche tu possiedi un sistema di guida interiore e più impari ad usarlo e ascoltarlo, più diventerai sicura delle tue azioni e del tuo cammino e meno avrai bisogno dell’approvazione o consigli degli altri. Abbi fiducia nel tuo istinto, che spesso ti manda messaggi per suggerirti come agire o reagire ad una determinata situazione. Fidati della tua bussola emotiva.

4. Stai vicino alla natura

Concediti dei momenti in cui poter entrare nella natura. Come? Usa tutti i sensi e stai in silenzio. Cammina sull’erba o sulla spiaggia a piedi nudi, eh sì, anche in inverno. Cammina o corri sotto la pioggia. Svegliati per vedere l’alba o immergiti in un tramonto. Tocca gli alberi e le piante e sentine l’odore. Ascolta i suoni della natura. E poi, presta attenzione a come ti senti. Annota le tue sensazioni.

5. Presta attenzione alle sincronicità

Si presume che la sincronicità sia, anch’essa, una guida del nostro stato d’essere più autentico, del nostro io interiore. Jung credeva che le sincronicità rispecchiassero processi psicologici profondi, trasportassero messaggi come fanno i sogni, assumessero significato e fornissero una guida nella misura in cui corrispondono a stati emotivi ed esperienze interiori. La sincronicità sorge spesso quando abbiamo bisogno di risposte e soluzioni. Quindi, mantieni un mindset aperto e ricettivo e esplora i simbolismi nascosti nelle sincronicità che ti accadono. L’Universo ci sostiene inviandoci le circostanze, le persone, le opportunità e le situazioni che porteranno a evolvere nella tua vita.

E ora, dimmi, quali fra le 5 modalità proposte per connetterti conte stessa, hai già utilizzato? Quali altre pratiche che ti piacciono vorresti aggiungere?
Se vuoi, condividi nei commenti.

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Ti senti disconnessa? Vuoi coltivare una relazione più amorevole, sana e forte con te stessa?  Mi piacerebbe aiutarti. Leggi di più sul mio servizio “Back to You” che, per tutto il mese di Dicembre, potrai acquistare con il 15% di sconto.
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With love,
Alessandra

 

Intelligenza emotiva e resilienza

Intelligenza emotiva e resilienza

Intelligenza emotiva e resilienza. Esiste una relazione? Come sono connesse?
La resilienza può essere definita come la capacità di resistere alle avversità, adattarsi e crescere nonostante ll momento di crisi.
L’intelligenza emotiva aiuta a sviluppare questa abilità?

 

Che cos’è l’Intelligenza Emotiva

La teoria dell’intelligenza emotiva è stata introdotta da due psicologi americani, Peter Salovey e John D. Mayer, negli anni ’90; ulteriormente sviluppata e divulgata da Daniel Goleman, psicologo, scrittore e giornalista scientifico con il suo libro “Intelligenza emotiva”.
In questo libro l’autore afferma che abbiamo due menti, una che pensa e l’altra che sente. Queste due modalità della conoscenza, così fondamentalmente diverse, interagiscono per costruire la nostra vita mentale.
L’intelligenza emotiva o quoziente emotivo ( (QE, o EQ dall’inglese Emotional Quotient) è la capacità di entrare in risonanza con se stessi e con gli altri e di conoscere e gestire le proprie e altrui emozioni in maniera efficace. E’ un requisito fondamentale per sviluppare relazioni solide, profonde e positive sia nella sfera privata che in quella professionale.

 

Il modello di Intelligenza Emotiva

Per diventare più intelligenti emozionalmente, è necessario sviluppare le seguenti abilità:

  • Consapevolezza emotiva: saper identificare i propri stati emotivi e l’effetto che questi possono avere su di sé e sugli altri;
  • Autogestione: la capacità di regolare o controllare le proprie emozioni e adattarsi bene ai cambiamenti;
  • Automotivazione: trovare l’energia necessaria per affrontare le sfide che dobbiamo affrontare e raggiungere i propri obiettivi con determinazione e concentrazione;
  • Empatia: la capacità di comprendere e interpretare appieno e addirittura identificarsi nello stato d’animo delle altre persone;
  • Gestione delle relazioni/comunicazione: la capacità di gestire le relazioni con gli altri attraverso l’ascolto e la comprensione delle esigenze e dei sentimenti altrui per creare legami collaborativi e gestire i conflitti.

Ognuno di noi può allenare e sviluppare queste abilità. Vivere in questo mondo significa interagire con tanti tipi diversi di persone, oltre a dover far fronte a continui cambiamenti e sorprese. Essere emotivamente intelligenti è la chiave per rispondere al meglio a ciò che la vita ci propone. È anche una componente chiave della compassione e della comprensione delle ragioni più profonde dietro le azioni degli altri.
Le persone che comprendono bene se stesse e che capiscono come relazionarsi e connettersi con gli altri, tendono ad essere più felici, più sicure di sé, più produttive e hanno relazioni sane e ricche per tutta la vita.

 

 

Puoi avere tutte le emozioni possibili, ma non devi lasciare che siano loro a manovrarti. – Daniel Goleman

 

 

Che cos’è la Resilienza

I psicologi definiscono la resilienza come il processo di adattamento di fronte a avversità, traumi, tragedie, minacce o fonti  di stress, come problemi familiari e relazionali, gravi problemi di salute o preoccupazioni finanziarie e/o lavorative. Diventare più resilienti non solo aiuta a superare circostanze difficili, ma consente anche di crescere e persino di migliorare la propria vita. Le persone resilienti non solo hanno la capacità di “rialzarsi”  ma anche di trasformare l’evento negativo in una fonte di apprendimento e crescita personale, acquisendo così nuovi e utili strumenti per imparare a affrontare sfide future.

Secondo varie ricerche, le persone resilienti possiedono varie caratteristiche:

  • hanno un’immagine positiva del futuro e sono realistici;
  • hanno obiettivi solidi e il desiderio di raggiungerli;
  • sono empatiche e compassionevoli;
  • mantengono relazioni sane;
  • non si considerano mai vittime: concentrano il loro tempo e le loro energie nel cambiare le cose su cui hanno il controllo;
  • sono consapevoli delle loro emozioni e di come reagiscono di fronte agli eventi della vita.

 

La resilienza appartiene a chi traccia strade dove c’erano ostacoli, a chi camuffa una caduta con un magnifico volo, a chi sa che qualcosa sta nascendo, proprio lì,
sotto quel sasso arido e sterile che tutti ignorano.  – Fabrizio Caramagna

 

 

Relazione fra Intelligenza Emotiva e Resilienza?

Come abbiamo visto l’intelligenza emotiva è senza dubbio uno strumento prezioso da utilizzare di fronte alle avversità; coloro che mostrano livelli più elevati di intelligenza emotiva hanno meno probabilità di restare sopraffatto dagli impatti negativi dei fattori di stress e diventare sempre più resilienti.

Secondo Goleman, una persona consapevole di sé, empatica, che si adatta socialmente è in grado di sopravvivere e prosperare di fronte agli ostacoli della vita.
Questo perché ha le capacità sociali e relazionali per poter gestire circostanze impreviste e sfortunate. Le persone che sviluppano una maggiore conoscenza di sé e che capiscono come relazionarsi e connettersi con gli altri, tendono ad essere più felici, più sicure, più produttive e hanno relazioni sane e ricche per tutta la vita.

Hai mai valutato le tue abilità di intelligenza emotiva?  Credi di essere resiliente?  In quale area del modello di IE ti senti più forte e quale pensi abbia bisogno di essere sviluppata? Mi piacerebbe leggere i tuoi pensieri nei commenti qui sotto: condividi i tuoi dubbi e eventuali suggerimenti.

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Matrice di Eisenhower: una tecnica efficace di gestione del tempo

Matrice di Eisenhower: una tecnica efficace di gestione del tempo

Il tempo è una risorsa importante e limitata, e il modo in cui lo utilizziamo ha conseguenze notevoli
sul nostro benessere e rendimento; possiamo e dobbiamo gestirlo in modo efficace per goderne appieno, dal punto di vista personale e professionale. Per farlo, esistono tante tecniche: una delle più conosciute è la Matrice di Eisenhower.

 

Che cos’è la Matrice di Eisenhower

 

Dwight D. Eisenhower è stato il trentaquattresimo Presidente degli Stati Uniti, dal 1953 al 1961. Eppure, tutti coloro che si siano anche solo vagamente interessati alla gestione del tempo, lo conoscono più che altro per la cosiddetta Matrice di Eisenhower, una delle tecniche più efficaci per aumentare la produttività e definire le priorità della giornata.

Eisenhower dice:

Ciò che è importante raramente è urgente, ciò che è urgente raramente è importante.

Ai tempi in cui era generale comandante delle forze alleate durante la Seconda Guerra Mondiale, si dice che avesse l’abitudine di disegnare quattro quadranti tra cui scomporre la lista delle pratiche da svolgere; c’erano quelle che doveva fare lui stesso, e quelle che potevano essere delegate, pianificate o eliminate. Seppur in contesti diversi, questa Matrice di Eisenhower (o Matrice urgente/importante) è stata recuperata dagli esperti di gestione del tempo; il suo successo è dovuto alla semplicità di esecuzione e all’immediatezza d’uso.

 

Matrice di Eisenhower: concetti base e vantaggi

 

Alla base della Matrice di Eisenhower, ci sono quei due concetti che ritornano nella citazione del comandante: urgenza e importanza. La maggior parte dei nostri compiti, infatti, può essere classificato secondo questi due criteri:

  • un’attività o un compito sono urgenti quando hanno una scadenza pressante, o devono comunque essere svolti affinché possano essere svolte attività successive. Sul lavoro e nella vita personale, l’urgenza di un compito è sempre oggettiva: una scadenza, un’emergenza o un imprevisto, una nuova richiesta da parte del capo, un appuntamento già prefissato.
  • un’attività o un compito sono importanti quando mirano ai tuoi obiettivi più significativi, siano essi personali o professionali; sono ciò che, passo dopo passo, ti avvicinano agli obiettivi a lungo termine della tua vita e, quindi, hanno per te un valore soggettivo e rilevante.

Che siano oggettivi o soggettivi, i compiti definiti per loro importanza o urgenza ti aiutano a definire le priorità della tua vita; quello della priorità è il concetto chiave della Matrice di Eisenhower, ed è anche il suo principale vantaggio. La priorità definisce la precedenza che certe cose devono avere sulle altre: utilizzando la Matrice di Eisenhower in modo efficace, è come se ogni tuo compito occupasse un posto ben preciso nella tua giornata e nella tua vita; in questo modo, ti sarà più semplice svolgere le attività solo nell’ordine cronologico (urgenti) e di rilevanza (importanti) che sia più congeniale a te, al tuo stile di vita e ai tuoi obiettivi.

 

© caricavincente.it

 

Utilizzare la Matrice di Eisenhower per la gestione del tempo

 

Invece di stilare una semplice lista di cose da fare giornaliera, da domani prova a utilizzare la Matrice di Eisenhower: ti basterà disegnare 4 quadranti e inserire i tuoi compiti in ognuno, in base alla loro importanza o urgenza.

1. Primo quadrante

Nel primo quadrante, in alto a sinistra, scrivi i compiti che, oggi, sono sia urgenti sia importanti. Dev’essere quindi un’attività che va oggettivamente eseguita per una sua precisa scadenza temporale, ma che è anche fondamentale per te, oppure che non può essere fatta da nessun altro, se non da te. Può trattarsi dell’appuntamento dal medico, ma anche di un improrogabile impegno lavorativo; del rinnovo dell’abbonamento in palestra prima che scada, o dell’improvvisa richiesta di aiuto da parte di un’amica a cui tieni molto.

Le attività che si trovano nel primo quadrante vanno svolte da te stessa, e vanno svolte oggi: sono le prime di cui ti dovrai occupare per portare a termine la “missione” della giornata.

2. Secondo quadrante

Nel secondo quadrante, in alto a destra, scrivi i compiti che non sono urgenti oggi, ma che sono comunque importanti per te e per il raggiungimento dei tuoi obiettivi. Spesso, qui rientrano le attività che riguardano la crescita personale o la coltivazione degli affetti come fermarsi a pranzo con il collega, andare a fare una corsa, preparare i pasti della settimana o frequentare quel corso che ti ispira tanto.

Le attività che si trovano in questo quadrante devono solitamente essere svolte da te – perché per te sono essenziali –, ma non necessariamente oggi; pianificale per un momento successivo della giornata, cioè per quando avrai terminato i compiti del primo quadrante, oppure per tempi più tranquilli.

3. Terzo quadrante

Nel terzo quadrante, in basso a sinistra, rientrano quei compiti che sono effettivamente urgenti, ma che per te non hanno una particolare rilevanza. Spesso, in questo caso si tratta di interruzioni che richiedono la tua attenzione con “urgenza”, ma di cui avresti volentieri fatto a meno: una telefonata di una persona che ti chiede un favore mentre stai lavorando, una qualche richiesta da parte di un collega. Oppure, può trattarsi di scadenze e appuntamenti a cui però, non devi pensare per forza tu.

Le attività che si trovano in questo quadrante possono essere delegate a qualcun altro meno impegnato di te (chiedi al tuo partner di pagare le bollette, questo mese, se tu oggi sei impegnata in altro), oppure possono essere declinate e interrotte con un gentile, assertivo ma fermo “no”.

4. Quarto quadrante

Nel quarto quadrante, infine, ci sono le attività che non sono urgenti né importanti. Può capitare che nella tua to-do list ci siano cose come “scegliere che serie TV guardare stasera” o “chiamare Marta” (perché devi anche se non ne hai proprio voglia). Si tratta di attività che non sono impellenti, e che non sono neanche fondamentali perché non ti avvicinano ai tuoi obiettivi, né ti arricchiscono a livello personale o professionale; possono essere distrazioni, passatempi che però non ti danno particolari stimoli, oppure “obblighi” imposti da qualcun altro che non senti tuoi.

In questo caso, vale la pena rendersi conto di quanto certe cose sono irrilevanti per te, e che guardare l’ennesimo episodio di una serie o scrollare su Instagram per ore non ti apportano niente. Se così fosse, elimina queste attività dalla tua vita o, almeno, relegale a una piccolissima percentuale del tuo tempo (massimo un’ora al giorno).

 

Ricorda sempre che urgenza e importanza sono nomi generici per determinare due caratteristiche fondamentali delle attività che svolgiamo ogni giorno, cioè la loro rilevanza temporale e il loro significato per noi. Ma, nella tua Matrice di Eisenhower, puoi distribuire le attività anche in base ad altri fattori correlati, come “vantaggio”, “compenso”, “noia”, “soddisfazione”. Come tutte le tecniche di gestione del tempo, anche la Matrice di Eisenhower può (e deve!) essere personalizzata secondo le tue esigenze; sono le tecniche a doversi adattare alla nostra vita, non il contrario. Con un po’ di personalizzazione e tanta, tanta pratica – prova la Matrice di Eisenhower per almeno due settimane –, è molto probabile che questa tecnica ti renderà più produttiva e soddisfatta sul lungo termine.

Conoscevi la Matrice di Eisenhower? Prova a utilizzarla per qualche settimana: scoprirai quanto ti può essere utile per gestire il tuo tempo a lavoro, in famiglia e oltre!


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Self-care: cosa significa per me

Self-care: cosa significa per me

Self-care. Quante volte ne hai sentito parlare o hai letto articoli sull’argomento? Credo molte! Questo termine viene spesso abusato e, a volte, mal interpretato.
Il Self-care è qualcosa di molto personale, è un insieme di pratiche utili per il nostro benessere e equilibrio, che si costruiscono nel tempo e variano da persona a persona. Nel mio articolo di oggi, ti parlo di cosa vuol dire per me “cura di sé” e dei suoi vari aspetti.
Perché sì, il self-care per me, non è di certo un insieme di routine statiche e ripetitive. Scopriamolo insieme…

 

Self-care: cosa significa per me

 

Prendermi cura di me stessa non è stato un percorso facile. Capire, con consapevolezza, cosa è il self-care e come creare le mie routine e pratiche, non è avvenuto grazie all’uso di una bacchetta magica e a un pò di fantasia ma è stato un obiettivo perseguito con determinazione e desiderio di esplorare. Ci è voluto tempo e ascolto profondo di me stessa per trovare e mettere insieme i pezzi del puzzle.
Capire i miei desideri, riscoprire i miei valori, ascoltare i miei bisogni, le mie emozioni e comprendere i miei limiti, è stato un lavoro intenso che, nonostante gli sforzi e le difficoltà, mi ha condotto in un luogo di pace e equilibrio, in uno spazio sacro dove il rispetto di me stessa è la luce che illumina il mio cammino. Ma non è sempre così, ci vuole impegno quotidiano per non perdere la bussola! In sintesi, il self-care per me è:

  • diventare consapevoli di meritare tempo, attenzione, cura e compassione
  • crearsi una vita su misura, allineata con i propri valori
  • prendersi cura del proprio corpo, della propria mente e della propria vita spirituale e emozionale
  • prendersi cura di ciò che ci circonda e di chi ci circonda
  • ristabilire priorità nella vita
  • imparare a fare una cosa per volta (monotasking)
  • dedicarsi a ciò che ci nutre
  • imprescindibile per diventare più resilienti
  • equilibrio


La vita è come andare in bicicletta. Devi muoverti per rimanere in equilibrio. – A. Einstein

 


I 5 aspetti del self-care

 

Per ciascuna area che riguarda la cura di sé, ho selezionato tre pratiche o strategie che utilizzo per mantenere la mia vita in equilibrio e per sentirmi bene con me stessa, anche se so perfettamente che è un processo in costante evoluzione che richiede flessibilità e adattabilità. Ci vuole anche tanta pazienza e capacità di accettare le proprie “imperfezioni”…e quindi, sapersi perdonare!

1) SELF-CARE FISICO

  • Pilates due o tre volte alla settimana
  • Una passeggiata di mezz’ora a passo svelto negli altri giorni
  • Mangiare sano

2) SELF-CARE MENTALE

  • Leggere libri
  • Imparare qualcosa di nuovo ogni giorno (anche piccole cose)
  • Fare journaling

3) SELF-CARE SPIRITUALE

  • Stare in riva al mare e perdermi nello spazio davanti a me (non in piena estate!)
  • Respirare consapevolmente
  • Prendere distanze dalla tecnologia per qualche ora al giorno

4) SELF-CARE EMOTIVO

  • Praticare/Insegnare Biodanza per connettermi con le mie emozioni
  • Scrivere, prima di andare a letto, le 3 cose migliori che mi sono capitate durante la giornata
  • Decifrare e dare un nome alle mie emozioni

5) SELF-CARE SOCIALE

  • Coltivare le mie amicizie
  • Rispettare le differenze
  • Aiutare gli altri, fare volontariato

Il motivo più comune per trascurare la cura di sé è: “Non riesco a trovare il tempo!” In realtà, questa è solo una scusa per non dare la priorità a te stessa. La gratificazione immediata non sempre si accompagna con il self-care e potrebbe sembrarti difficile impegnarti in attività che non offrono ricompense immediate. Tuttavia, i benefici a lungo termine della pratica del self-care saranno più evidenti man mano che la tua routine diventerà un’abitudine regolare.

Prova a creare il tuo piano di self-care e ricordati che sei tu a scegliere la direzione della tua vita e quindi sta a te decidere in che direzione vuoi andare, nessuno lo farà per te. Se vuoi il meglio per la tua vita, fai il meglio che puoi per averlo. Ma ricorda di fissare degli obiettivi raggiungibili, sarai più motivata e concentrata e di lasciare andare quella vocina critica interiore che tenderebbe a punirti e a fari sentire inadeguata rispetto alle tue aspettative.

Cosa significa per te prenderti cura di te stessa? Mi piacerebbe leggere i tuoi pensieri nei commenti qui sotto: condividi le tue pratiche, le tue difficoltà e come ti senti quando pratichi il self-care.

 


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6 buoni motivi per rivolgersi a un Life Coach.

6 buoni motivi per rivolgersi a un Life Coach.

6 buoni motivi per rivolgersi a un Life Coach

 

Da alcuni anni a questa parte, si sente molto parlare di Coaching. La richiesta di essere affiancati da un/una Coach, per fare chiarezza nella propria vita e nelle proprie relazioni o per raggiungere obiettivi di performance professionale, è in forte aumento. Rivolgersi a un Life Coach è una decisione importante e prima di approcciarti a questo percorso, è necessario sapere quali sono i motivi per cui potrebbe esserci utile.

 

Potresti avere bisogno di un Life Coach se:

 

 

1. Ti occorre far chiarezza e trovare la direzione giusta

Se ti senti persa e senza direzione, se non sai bene dove vuoi arrivare e quale percorso intraprendere, se hai bisogno di chiarezza, non ti preoccupare. Molti di noi, prima o poi si trovano senza un piano preciso e non sanno quale direzione prendere. Un Life Coach ti guida a fare chiarezza, facendoti le domande giuste, valorizzando le tue potenzialità e migliorando la tua capacità decisionale. Ti accompagna a valutare la tua situazione attuale, a trovare strategie e a creare piani d’azione per definire la direzione da prendere. Ti aiuta a focalizzarti sui tuoi obiettivi e a pianificare quei piccoli passi da fare per arrivare alla meta desiderata.

 

2. Devi superare un cambiamento o un evento traumatico

Se sei stata licenziata, se hai deciso di vivere all’estero sola o con la tua famiglia, se vuoi cambiare lavoro, se ti stai separando, se i tuoi figli hanno lasciato il nido, se sei in menopausa…beh, sicuramente devi trovare molte energie per superare questi momenti difficili della tua vita. Un Life Coach può offrirti uno spazio sicuro e accogliente dove affrontare il periodo di transizione che ogni cambiamento porta con sé, darti l’energia e la concentrazione per poter superare il dolore provocato da questi eventi. Ti può aiutare a trarre dal tuo dolore un’insegnamento e a andare avanti nel tuo percorso di vita con più sicurezza e determinazione.

 

3. Ti senti bloccata

Potresti sentirti bloccata, a un bivio o senza opzioni. Potresti sentirti sconfitta, rassegnata o confusa. In questo caso, l’intervento di un Life Coach può farti imparare a identificare e dissolvere quelle convinzioni auto-limitanti che ti impediscono di andare avanti. Se hai pensieri che rafforzano le convinzioni auto-limitanti, sarà difficile sbloccarsi. Le storie negative ti impediscono di vivere la vita che desideri. Cambiare i tuoi pensieri per allinearti con ciò che desideri nella vita ti consentirà di riconnetterti con il tuo subconscio e apportare i cambiamenti necessari, a riconnetterti con i tuoi valori fondanti e con i tuoi punti di forza.

 

4. Vuoi una prospettiva differente

Un Life Coach non offre mai soluzioni ma ti aiuta a analizzare, riflettere e agire. Ti sostiene e, con tecniche collaudate, ti aiuta a trovare le tue risposte, a sviluppare il tuo potenziale bloccato e a valutare gli eventi o le problematiche da differenti punti di vista. Ti fa pensare fuori dagli schemi, dandoti prospettive diverse e permettendoti così di aprirti a nuove possibilità di cambiamento, espansione e crescita.

 

5. Hai bisogno di ispirazione e di essere incoraggiata

Ti senti mai demotivata e stanca? Se hai bisogno di un sostegno, qualcuno che ti supporti nel tuo cammino e che ti dia l’incoraggiamento giusto, che ti aiuti a ritrovare energia e motivazione, allora devi assolutamente assumere un Life Coach! Ti ispira a diventare la migliore versione di te stessa e ti guida alla ricerca del tuo “fuoco”interiore, dei motivi che ti spingono a agire con passione e forza.

 

6. Vuoi aumentare la tua auto-stima 

L’autostima è il modo in cui ciascuno vede se stesso, si giudica e il tipo di valore che si attribuisce. Se ti accade di non credere nelle tue capacità, di non sentirti all’altezza o di sentirti inadeguata oppure tendi a confrontarti con gli altri sentendoti inferiore, non preoccuparti, c’è una buona notizia: puoi allnearti a sviluppare la tua auto-stime. E un Life Coach può guidarti in questo percorso. Ti aiuta a iscoprire le tue potenzialità, a costruirti un mindset positivo, a identificare e rimuovere le fonti di negatività dalla tua vita, a concentrarti sui tuoi successi e a perdonarti per i tuoi errori.

 


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5 consigli per amare te stessa

5 consigli per amare te stessa

5 consigli per amare te stessa

 

Lo diceva già Oscar Wilde “Amare se stessi è l’inizio di una lunga storia d’amore”. Molte di noi pensano che amare se stesse significhi essere narcisiste o egoiste oppure che fare una passeggiata all’aria aperta, prendersi una pausa per un bagno caldo o permettersi una seduta dall’estetista sia sufficiente per avere cura di noi stesse.
Certamente queste sono attività che possono aiutarci a sentirci meglio e a gratificarci ma, l’inafferrabile amore di sé che cerchiamo, richiede qualcosa di più profondo di qualsiasi cosa che possiamo “fare” per noi stesse. Ma cosa significa veramente amarsi e prendersi cura di noi stesse?

Significa trovare la pace dentro di noi, riposare comodamente nelle profondità del nostro essere. Richiede coltivare un certo modo di stare con noi stesse – un atteggiamento accogliente e nutriente verso ciò che si muove, dentro di noi. Significa considerarsi importanti e riconoscere il proprio valore intrinseco, a prescindere da ciò che si fa e realizza nella vita, senza condizioni. Significa dare a noi stesse ciò di cui il corpo, il cervello e l’anima hanno bisogno per quella maratona che è la vita.

 

5 consigli per mettere in pratica il “Self-Love”


1. Conosci te stessa

E’ impossibile amare te stessa se non sai nemmeno chi sei. Inizia a indagare sulle tue abitudini quotidiane, sui tuoi valori, le tue credenze e le tue passioni, sulle tue emozioni. Non è facile, richiede tempo, pazienza e determinazione ma se inizi a porti qualche domanda, poco a poco, scoprirai molto più di quanto potevi immaginare. Sono soddisfatta del mio lavoro? Quali sono i miei processi emozionali? Quali sono i miei valori portanti? In che cosa eccello? Quali attività mi fanno passare il tempo senza accorgermene? Quando analizzerai le risposte e comincerai a scoprire la vera te, inizierai a vivere una vita più allineata e imparerai ad accettarti e ad amarti di più.

2. Conosci  e usa i tuoi punti di forza

Abbiamo tutti doni straordinari, ma molti di loro passano inosservati. Quando sei impegnata e distratta dalla tua quotidianità, è difficile che tu riesca ad accedere a queste grandi qualità. Concentrarti sui tuoi punti di forza alimenterà i tuoi sentimenti positivi verso te stessa. Se vuoi  fare un test per riconoscere le tue risorse personali e approfondire l’argomento, leggi qui.

3. Stabilisci “sani” confini

Stabilire “sani” confini serve a definire la tua identità, a proteggerti e a prenderti cura di te stessa. Questi confini fanno sapere agli altri che meriti e ti aspetti rispetto.
Nel lavoro o nelle nostre relazioni personali, scarsi confini portano al risentimento, alla rabbia e al burnout. Per questo saper porre dei limiti è l’espressione massima di self-love. Ecco come puoi fare: identifica il limite che vuoi porre, comunica ciò di cui hai bisogno, fallo con semplicità, spiega perchè è importante.

4. Abbraccia i tuoi errori e imperfezioni

Prima di poter amare veramente te stessa, devi accettare la tua umanità ovvero di essere imperfetta e di commettere degli errori. Esercitati a essere meno dura con te stessa e ricorda, non ci sono fallimenti, se hai imparato e sei cresciuta grazie ai tuoi errori; ci sono solo lezioni apprese. Sii compassionevole verso te stessa come lo saresti verso qualunque altra persona in difficoltà, la perfezione non è di questo mondo e rincorrerla non fa altro che succhiarti energie e gioia di vivere. Se vuoi, puoi approfondire l’argomento e fare un test per riconoscere le tue risorse personali.

5. Sii onesta con te stessa

L’onestà è fondamentale in tutte le relazioni e la tua relazione con te stessa non è diversa. Essere onesta con te stessa significa separarti dalla tua narrativa personale.
Hai mai esaminato la tua narrativa personale? Quali storie racconti di te stessa? Hai mai considerato che alcune di quelle storie potrebbero non essere vere? Hai mai esaminato da dove provengono le storie che racconti di te stessa? Parli di te in maniera positiva o negativa? Metti in risalto i tuoi successi oppure ti focalizzi su cosa non funziona nella tua vita? Ti togli valore? Quando tutto ciò accade, in qualsiasi area della nostra vita, c’è una disarmonia tra il cuore e la mente che ci impedisce di essere felici, di trovare la nostra strada, di essere fedeli a noi stessi e di amare e mostrarci come siamo.

Sei d’accordo con questi consigli? Quali sono le tue difficoltà nel mettere in pratica il self-love? Hai suggerimenti da dare?


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