Conosci i tuoi punti di forza

Conosci i tuoi punti di forza

Quali sono i tuoi talenti? Quali sono i tuoi punti di forza? Sapresti rispondere a queste domande senza pensarci troppo?
Di solito, ci concentriamo più sulle nostre debolezze e su come poterle correggere invece di scoprire, apprezzare e coltivare i nostri punti di forza. Identificare i tuoi punti di forza, ti aiuterà ad ottenere più chiarezza, ispirazione e motivazione.

 

Cosa sono i punti di forza


I punti di forza sono una combinazione unica delle tue capacità, talenti, conoscenze ed esperienza. Esempi: curiosità, gentilezza, imparzialità, perseveranza, umiltà e speranza. Queste doti le usi tutti i giorni, sia nella vita personale che nel lavoro, ma spesso non te ne rendi conto o ne sottovaluti l’importanza.

I punti di forza, tuttavia, possono essere usati troppo o troppo poco. Immagina che un’amica sia arrabbiata con te perché sei stata eccessivamente curiosa riguardo a una delicata questione familiare. In questa situazione, potresti aver usato in maniera eccessiva la tua “curiosità”. Invece, per esempio, se non ridi quando una amica condivide un aneddoto divertente su di te, allora l’uso della forza dell’umorismo è scarso.

Cosa dice la psicologia positiva


Uno dei contributi chiave della psicologia positiva, è quello di aiutare le persone a riflettere, considerare e identificare i loro punti di forza fondamentali, per vivere una vita più appagante e autentica. All’interno della psicologia positiva, le risorse personali sono definite come le nostre capacità innate e particolari di pensare, sentire e comportarci. Tutti possediamo punti di forza associati alle sei virtù della teoria della psicologia positiva (Seligman, 2002):

  1. Saggezza
  2. Coraggio
  3. Umanità
  4. Giustizia
  5. Temperanza
  6. Trascendenza

La ricerca mostra che quando attingiamo alle parti positive della nostra personalità, possiamo avere un impatto più significativo sugli altri, migliorare le nostre relazioni, il nostro benessere e sviluppare la nostra resilienza.
Quindi, da dove cominciare? Riconoscendo i nostri punti di forza, ovviamente! 
Oltre a identificarli, è ugualmente importante sapere quando e come usarli. Comprendere in quali contesti queste risorse sono utilizzabili al meglio, ci permette di acquisire una maggiore comprensione di noi stessi, maggiore autostima e migliore capacità di raggiungere obiettivi.

 

Condividere la tua debolezza è rendere te stesso vulnerabile; rendere te stesso vulnerabile è mostrare la tua forza. Criss Jami

 

Come riconoscere le tue risorse personali


Ci sono vari strumenti per identificarle. Uno di quelli che io uso di più con le mie clienti è il VIA test. E’ in inglese ma vale la pena tentare perchè è veramente uno strumento utile, ed è gratuito! Dopo che ti sarai registrato, potrai accedere alle domande e alla fine del questionario, otterrai l’elenco delle tue 24 caratteristiche personali, in ordine di importanza. Ti consiglio di provarci, non te ne pentirai! Sarà una bella scoperta.
Ci sono altri test, molti a pagamento, tra cui Myers-Briggs, DISC e StrengthsFinder, altrettanto validi e che ti aiutano a iniziare il tuo percorso verso una conoscenza maggiore delle tue potenzialità e talenti.

Se vuoi fare un percorso di approfondimento, con esercizi specifici per il lavoro sui punti di forza, puoi contattarmi qui per una sessione di 30′ gratuita e sarò felice di darti tutte le spiegazioni necessarie sul mio metodo e sugli strumenti che uso. 

Se invece vuoi conoscermi meglio e ricevere aggiornamenti su vari argomenti riguardanti  il Life Balance, la crescita personale e il self-care, puoi  iscriverti alla mia Newsletter e riceverai un mini-corso gratuito “Come mantenere la rotta nei momenti di transizione”.

 

Consigli per affrontare la Fase 2

Consigli per affrontare la Fase 2

8 CONSIGLI PER AFFRONTARE LA FASE 2

 

Dal 4 Maggio dovrebbe cominciare la cosiddetta Fase 2 ed è indubbio che entreremo in un intenso periodo di transizione che richiederà una grande energia mentale e fisica, capacità di adattamento e creatività per affrontarlo.

 

In questi giorni, mi chiedo come mi sentirò quando potremo uscire di più, incontrare più persone, frequentare luoghi sicuramente più affollati di quello che frequento adesso, casa mia. Mi ascolto e sento che, dentro di me, alberga un misto di sentimenti che vanno dal desiderio di tornare ad una vita “normale”  alla paura di come reagirò quando sarò immersa nella nuova realtà. Ma so anche che sentire un certo disagio e impotenza è più che comprensibile ed è sano riconoscerlo.
E’ il primo passo per uscire dal senso di incertezza e paura.

Le nuove sfide della Fase 2

  • un mondo che non sarà come quello che avevamo lasciato all’inizio di questa quarantena
  • l’approccio all’altro che, a causa del timore del contagio, sarà considerato come una minaccia
  • la responsabilità verso noi stessi e gli altri
  • la riorganizzazione delle nostre giornate che per chi ha figli in età scolare, sarà ancor più complicata
  • ristrutturare le relazioni a causa della distanza di sicurezza
  • le difficoltà economiche che per molti saranno enormi

A leggere questo elenco di sfide ti è già venuta l’ansia, se già non ce l’avevi?  Lo so, non è un panorama consolante, ma è importante che ne siamo consapevoli.

Cosa fare

Gli esseri umani sono abitudinari ma in grado di adattarsi, ognuno  con i suoi ritmi e modalità, ai nuovi eventi. Sicuramente dovremo seguire nuove regole di comportamento e consolidarne altre. In questo periodo di isolamento, sono convinta però che abbiamo imparato nuovi modi di comunicare, nuovi modi di sentire che ci aiuteranno a superare i momenti più duri e a superare questa transizione.

Siamo tutti chiamati a un cambio di paradigma: Il coronavirus diventerà il bivio di un nuovo modo di vedere i confini e le diversità economiche, politiche, culturali. 
Nessuno è più convinto che il singolo, perseguendo i propri interessi personali, porti ad un risultato collettivamente vantaggioso.

Consigli per affrontare questo periodo 
  1. accettare che il modo tradizionale di fare le cose non sarà più la norma
  2. imparare ad avere pazienza e rispettare i propri tempi: concentrati su te stessa e affidati alla tua voce interiore, la tua guida.
  3. cercare di usare di più la nostra creatività: affronta questa nuova realtà e scopri in modo creativo nuovi modi di fare le cose
  4. ascoltare le proprie emozioni: riconoscile e accettale, trova le risorse interiori per adattarti gradualmente
  5. valorizzare i propri punti di forza: ricorda come hai superato difficili cambiamenti nel passato e ritrova quelle forze che ti hanno fatto essere più resiliente
  6. ricordare i propri valori: su questi si fondano le tue scelte e le azioni future
  7. adattarsi alle circostanze: essere consapevole che non puoi controllare tutto ma che però puoi gestire il tuo atteggiamento nei confronti di quanto accade
  8. imparare a leggere le emozioni altrui: l’empatia, specialmente, nei momenti difficili è alla base della comunicazione efficace, anche se da lontano

Certo è che questa transizione ci traghetterà verso esperienze completamente nuove. Il caos è apparente ma è funzionale al cambiamento. Il nostro atteggiamento di ora contribuirà ai risultati futuri. 

Se anche tu stai preparandoti a questa grande transizione e vuoi farlo con una professionista che ti accompagni in questo cammino, puoi dare un’occhiata al mio servizio cliccando su“Lost in Transition”. Prenota qui una sessione conoscitiva gratuita di 30 minuti per valutare insieme come posso aiutarti e un percorso personalizzato ad hoc per le tue esigenze.

E se pensi che questo articolo possa essere utile anche alle tue amiche e conoscenti, condividilo pure con loro! Grazie.

 

 

 

L’emergenza spinge al cambiamento

L’emergenza spinge al cambiamento

Alcuni credono che la pandemia di COVID-19 sia un’opportunità unica per ricostruire la società e costruire un futuro migliore. Altri temono che possa solo peggiorare le ingiustizie esistenti. Qualsiasi sguardo alla storia rivela che crisi e disastri hanno continuamente posto le basi per il cambiamento, spesso in meglio. Per esempio, l’epidemia di influenza mondiale del 1918 ha contribuito a creare servizi sanitari nazionali in molti paesi europei.

L’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha più volte rilevato come ci sia ora una maggiore consapevolezza del fatto che prepararsi a una pandemia richieda il coinvolgimento non solo del settore sanitario, ma della società nella sua interezza, con il coinvolgimento diretto delle persone.

Qualsiasi tipo di cambiamento richiede la messa in campo di molteplici risorse emotive, cognitive e fisiche che non sempre siamo in grado di attivare e quindi ci sentiamo trascinanti in balia degli eventi, senza poter far nulla.

È indubbio che la situazione attuale, piuttosto difficile da gestire, ci vede preoccupati per i nostri cari, per il nostro lavoro, per l’economia del nostro paese e per quella globale. Tentiamo di adattare le nostre vite alle nuove regole imposte dal governo per proteggere la nostra salute e ci chiediamo continuamente cosa possiamo fare per affrontare questo straordinario, nel senso di enorme, cambiamento.

Il primo passo che possiamo fare per affrontare un evento eccezionale, come quello in cui tutti ci troviamo adesso, è capire come avviene il cambiamento e diventare consapevoli delle nostre reazioni.

Il Modello di processo di cambiamento

È interessante riprendere il Modello di processo di cambiamento di Virginia Satir, una psicoterapeuta statunitense, morta nel 1988, che è ancora oggi in uso nel quadro dell’assistenza familiare e sul piano organizzativo e personale. Satir viene spesso definita la pioniera della terapia familiare, considerata come una delle figure più significative nella storia della terapia moderna.

Secondo Virginia, quando si parla di cambiamento, bisogna per prima cosa, creare un contesto positivo per poi concentrarsi sul processo. Questo significa che è necessario concentrarsi su ciò che apprendiamo e realizziamo lungo la strada piuttosto che sul risultato finale e gli esiti di quel cambiamento.

Life is not what it’s supposed to be. It’s what it is. The way you cope with it is what makes the difference. 
La vita non è come dovrebbe essere. È quella che è. È il modo in cui l’affronti che fa la differenza.
Virginia Satir ∼

Le 6 fasi del cambiamento.

Questo modello (vedi immagine in fondo all’articolo) mostra le varie fasi in cui ci muoviamo quando attraversiamo un qualsiasi cambiamento, inaspettato o programmato, piccolo o grande. Descrive anche gli effetti che ogni fase ha sui sentimenti, sul pensiero, sulla performance e sulla fisiologia. I principi di questo modello possono aiutare a migliorare il modo in cui elaboriamo il cambiamento.

  1. Status Quo > Introduzione di un elemento (nuovo) estraneo
  2. Resistenza al cambiamento
  3. Caos > Idea trasformativa
  4. Integrazione
  5. Il nuovo Status Quo

1. Status Quo

Questa fase descrive il quotidiano. Sebbene le emozioni possano fluttuare, siamo ancora in un territorio familiare come pezzi di un puzzle che si incastrano insieme. Siamo abituati a come funzionano e fluiscono le cose. Ma, all’improvviso, qualcosa cambia. L’equilibrio è ora scosso a causa di un evento imprevisto significativo, desiderato o inaspettato. Un evento che può essere, un divorzio, una cambio di città o paese, un cambio di lavoro, la nascita di un figlio, un lutto, una malattia grave, una pandemia. L’elemento estraneo (nuovo) si introduce nella nostra vita.

2. Resistenza al cambiamento

In questo momento si ha paura di perdere il controllo della nostra vita. Affrontare un cambiamento è come saltare nel vuoto e spesso non si è consapevoli di avere l’attrezzatura per farlo. Entriamo nella fase della “resistenza”, quando accade qualcosa che spezza il comfort dello Status Quo, momento in cui è difficile accettare la nuova realtà e si tende a rifiutarla, a resistere all’elemento estraneo, ignorandolo o incolpando gli altri.

3. Caos

In questa fase si è fuori della comfort zone, in un luogo misterioso e imprevedibile. Si possono provare forti emozioni come: fatica, confusione, disagio, dolore, paura.

Questa fase è vitale per il processo di trasformazione in cui si creeranno molte idee. Alla fine, una di queste idee sarà un’idea trasformativa. Un’idea potente che aiuta a dare un senso all’elemento estraneo, o almeno ci consente di affrontarlo. Dà una via d’uscita dal caos. Permette di vedere cosa è necessario fare per andare avanti.

4. Integrazione

È una fase di apprendimento in cui si possono commettere errori, quindi i progressi possono avere alti e bassi. L’idea trasformativa si sviluppa. Si sviluppano nuove opportunità, si decide cosa funziona e cosa no. Si rivalutano e si lasciano andare vecchi modi di essere. La chiave di questa fase è quella di essere in grado di vedere come dall’elemento estraneo si può trarre vantaggio.

5. Nuovo Status Quo

Una volta assorbito completamente il cambiamento, si diventa più calmi e vigili, più creativi e energici. Si inizia a goderci il percorso fatto fino ad oggi, seppure faticoso, e ad essere orgogliosi di noi stessi. Pronta per un nuovo ciclo!?

Un percorso unico per ciascuno di noi

Proprio come qualsiasi “modello”, queste fasi del cambiamento non sono lineari.

Ognuna ha i suoi tempi per elaborare e vivere ogni fase. Il confine fra una fase e quella successiva è variabile.
Le 6 fasi del cambiamento sono un modello per orientare e aiutare nel cambiamento che stiamo vivendo.

E tu, in che fase sei? Se vuoi ricevere una guida su come affrontare al meglio questo periodo, puoi iscriverti alla mia newsletter e seguire il mio mini-corso gratuito “Come mantenere la rotta nei momenti di transizione”.

Se invece hai dei dubbi o delle domande che vorresti condividere subito, puoi prenotare da qui una call informativa gratuita con me per capire come posso aiutarti in questa fase di cambiamento.

Se prima vuoi saperne di più sui miei servizi, dai un’occhiata qui.

Sei pensi che quest’articolo possa essere utile a qualcuno, condividilo pure. Grazie.

Modello di Cambiamento

Convinzioni Limitanti

Convinzioni Limitanti

Cosa sono le convinzioni limitanti?

Le convinzioni limitanti sono opinioni ben radicate in noi, sono le idee e i concetti che abbiamo su chi siamo e su come funziona il mondo. Hanno il loro fondamento su basi che riteniamo oggettive e, pur presentando un certo grado di “realtà”, è sempre bene tenere presente che si tratta di nostre interpretazioni e che non abbracciano e non possono abbracciare tutta la realtà.

La vita che creiamo e le esperienze che facciamo sono determinate in misura significativa da ciò di cui siamo convinti. Queste convinzioni sono quella vocina che ci dice che non possiamo essere/fare/avere qualcosa e che determina molto spesso stati d’animo, aspettative, comportamento e relazioni. È quindi facile capire che conoscere e modificare queste credenze può permetterci di cambiare vita.

Alcuni esempi:

Le cose brutte succedono sempre a me“, “Non sono bravo a parlare in pubblico“, “Non merito che questa persona si occupi di me“, “Non sarò mai un buon manager” o “Sono troppo vecchio per cominciare a fare…”, e potrei continuare all’infinito.

Queste frasi depotenzianti sono affermazioni che non solo ci tolgono l’energia e il potere di cambiare ma ci fanno anche continuare nella strada sbagliata perché limitano le nostre potenzialità.

Come si comporta la nostra mente

La mente quasi mai osserva la realtà in modo neutro, ma lo fa applicando certi “filtri” interni. Queste “lenti” mentali hanno un ruolo chiave nella nostra vita in quanto influenzano totalmente le emozioni, i pensieri e i comportamenti.

I nostri pensieri sono potenti. Insieme con le parole, le chiacchiere mentali e le cose che diciamo a noi stessi, sono lo strumento principale che usiamo per raggiungere i nostri obiettivi. Determinano le nostre azioni o inazioni.

Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri. I tuoi pensieri diventano le tue parole. Le tue parole diventano le tue azioni. Le tue azioni diventano le tue abitudini. Le tue abitudini diventano i tuoi valori. I tuoi valori diventano il tuo destino. M.Gandhi

Come iniziare a liberarsene:

  1. Scrivi i tuoi pensieri limitanti.

Gioca a fare il detective e segui i tuoi pensieri ed emozioni per scoprire le convinzioni limitanti che ti bloccano. Mettile su carta e scegline una su cui lavorare.

Si possono manifestare nei seguenti modi: quando trovi scuse, quando ti lamenti, quando hai pensieri negativi, quando indulgi in abitudini inutili, quando parli a te stesso in modi limitanti, quando salti a conclusioni e/o fai delle ipotesi, quando esiti o esprimi le tue paure, quando ti preoccupi di fallire o di commettere errori, quando pensi di procrastinare, quando pensi di abbandonarti al perfezionismo, etc…

  1. Riconosci che queste sono credenze, non verità!

Questo è spesso il passo più difficile perché si è convinti che i nostri limiti siano reali!

Ecco che entra in gioco la scelta. Cosa ti interessa di più: difendere i tuoi limiti o raggiungere i tuoi obiettivi e desideri?

  1. Prova una convinzione diversa, potenziante.

Scegli una convinzione che hai identificato e, a fianco, annota come potrebbe diventare. Ad esempio trasforma la frase “sono troppo vecchio per cominciare a studiare l’inglese” in “non è mai troppo tardi per imparare l’inglese” oppure “non sarò mai felice” in “mi merito di essere felice“, etc.

Metti in dubbio la tua convinzione e crea dei solidi punti di riferimento per la tua credenza potenziante.

  1. Agisci

Adesso fai il primo passo. Quindi se hai scelto ad esempio di imparare l’inglese, inizia e fai il primo passo, compra un libro di testo o iscriviti ad un corso adatto, i tuoi pensieri sono alla base di qualunque azione.

“Le nostre convinzioni possono plasmare, influenzare o perfino stabilire il nostro grado di intelligenza, di salute, di relazioni, di creatività, addirittura il nostro grado di felicità e di successo personale”. Robert Dilts

Se vuoi provare a depotenziare una tua convinzione limitante, “Outside the Box” fa per te. Clicca qui per approfondire l’argomento.

Per ulteriori informazioni, non esitare a contattarmi e ricorda che fino alla fine di febbraio il costo del servizio è 115 Euro invece di 140 Euro. Approfittane e non rimarrai delusa!

Ti aspetto!

Pensare fuori dagli schemi

Pensare fuori dagli schemi

Perché “pensare fuori dagli schemi”?

 

Perché esercitare il pensiero laterale e quindi il pensiero creativo significa andare fuori degli schemi del ragionamento logico-deduttivo e trovare nuove idee e soluzioni.

Quando stavo studiando i miei nuovi servizi di Coaching, ero già sicura che avrei voluto sperimentare l’uso delle carte Points of You e nello specifico “The Coaching Game” e “Punctum”.
Dopo aver seguito la formazione, mi sono talmente appassionata a questi strumenti così innovativi, che ho pensato che sarebbe stato molto interessante usarli con le mie clienti.  È così che è nato il servizio “Outside the Box”.

Queste carte sono uno strumento potente che invita a pensare fuori dagli schemi, a liberarsi dai propri modelli di pensiero, aprendo così possibilità di cambiamento, di espansione e crescita.

Punctum, il gioco che utilizzo di più nelle sessioni online, si basa su connessioni associative tra foto meravigliose, temi intriganti e domande significative che stimolano nel Coachee un reale apprendimento e sviluppo del suo pensiero. È composto da 33 foto, 33 domande per guidare ed espandere il proprio punto di vista e 33 parole.

La foto stimola la parte destra del cervello, la parte femminile, intuitiva, associativa, visiva.
La parola, invece, stimola la parte sinistra del nostro cervello, quella che usiamo per l’85% delle volte, e che è responsabile di attività come pensare, leggere, scrivere, organizzare, gestire, catalogare, definire priorità, etc.

La stimolazione simultanea dei due emisferi cerebrali crea una “lotta” fra emotivo e razionale che abbassa i meccanismi di difesa della nostra mente, consentendo di ridurre le nostre convinzioni limitanti e spostando il nostro punto di vista, stimolando così risposte più creative ai nostri interrogativi.

 

Case Study

Cosa succede, in pratica, durante una sessione in cui si usa “Punctum”?

Facciamo un esempio pratico.

Nicoletta, si è rivolta a me, dicendomi che era in difficoltà perché doveva rientrare dalla sua famiglia in Italia per un periodo di poco più di 1 mese. Nicoletta vive all’estero, in un’isola delle Cicladi nel Mar Egeo, ed è felice della scelta che ha fatto.

Però ogni volta che sta per rientrare nella sua città natale, seppure contenta di rivedere la famiglia e gli amici, l’assale l’ansia solo al pensiero delle dinamiche che dovrà affrontare, del suo ruolo da “ago della bilancia” che ha all’interno della sua famiglia e dell’allontanamento dal suo posto ideale e dalla sua routine.

Inoltre, il tempo che passa in Italia a volte le sembra noioso.
Nonostante il legame di profondo affetto che la lega alle sue amicizie, in alcune situazioni si sente in dovere di incontrare questi amici che le impongono i loro ritmi. Si sente quindi poco libera di gestire le sue giornate.

Quindi il tema principale da affrontare in sessione per lei è trovare una motivazione più forte per affrontare il periodo in Italia e sfruttarlo al meglio.

A questo punto intervengono le carte e durante la sessione su Skype, Nicoletta pesca le seguenti carte:

Foto: un uomo che si copre gli occhi con le mani

Parola: opportunità

Domanda: che cosa sto aspettando?

Nicoletta ha iniziato a fare associazioni, a interpretare le carte e a connetterle con le emozioni che stava vivendo in quel momento. E a sorridere. Sì sorridere. Perché si è resa subito conto che quelle specifiche carte scelte le stavano inviando dei messaggi da non sottovalutare e risuonavano in lei.
Nicoletta ha condiviso con me i suoi dubbi e ha anche trovato nuove soluzioni e stimoli, nuovi modi di vedere la realtà e di come trasformare in positivo ciò che lei vedeva negativo in quel momento.

La sessione è terminata con 3 obiettivi, a breve-medio-lungo termine che l’avrebbero accompagnata nel suo viaggio in Italia e nel suo ritorno a Santorini. Nicoletta ha visto con più chiarezza che il tempo in Italia poteva essere utilizzato per fare delle cose per se stessa, per dedicarsi a ciò che più le faceva piacere, a prendere contatti per il suo lavoro, a coltivare relazioni con i nipoti, a leggere di più. E alla fine, tutto le è sembrato più leggero e piacevole!

Con uno scambio di mail e poco più di 1 ora di coaching e l’utilizzo delle carte, Nicoletta si è ricentrata ed è riuscita a superare al meglio un periodo che le sembrava difficile da affrontare e a trovare un nuovo entusiasmo al suo ritorno a Santorini. Per leggere il suo feedback, cliccate qui.

Se volete sapere di più su di lei e sul suo “happy place” cliccate qui.

Ti sei ritrovata nelle problematiche di Nicoletta? Vorresti usufruire del servizio “Outside the Box” per approfondire un tema particolare che ti crea insoddisfazione?

Se ti iscriverai alla mia newsletter qui, potrai ricevere uno sconto e ottenere questo servizio a 115 euro invece che 140 euro, per tutto il mese di febbraio.

Affrettati. Ti aspetto!


 

Rafforza la tua autostima.

Rafforza la tua autostima.

In un mio articolo, pubblicato a marzo 2018, sulla crescita personale (se vuoi, leggi qui), ho messo l’accento su quelli che ritengo essere i passaggi fondamentali per sviluppare la propria consapevolezza. 

Uno di questi è aumentare il livello di autostima.

La foto che vedete qua sotto è di JM., una mia cliente che ha fatto un percorso di coaching con me sull’autostima…la sua espressione non lascia dubbi, vero? 

E’ l’emblema di un’acquisita sicurezza in sé, di una nuova comprensione e un maggiore apprezzamento di se stessa e del suo valore.

Ma cosa significa autostima e perché rafforzarla?

L’autostima, è auto-apprezzamento, è uno sguardo nuovo e migliore su noi stessi. E’ avere fiducia nelle nostre abilità e valori, è avere una buona opinione sul nostro aspetto fisico, sulle nostre competenze, sui nostri risultati personali e professionali, sulla nostra ricchezza affettiva.

L’autostima, quindi, deriva dall’equilibrio di tanti fattori, e perciò è di natura fragile e mutevole ed evolve di continuo. 

Certo è che più viviamo allineati con i nostri valori personali e più la fiducia in noi aumenta, meno siamo coerenti con questi, più l’autostima diminuisce. 

Vari studi hanno confermato che l’autostima ha una relazione diretta con il nostro benessere generale. Cercare di mantenerla alta significa che potremmo ottenere:

  • un maggior equilibrio interiore
  • una vita più  semplice e leggera
  • sviluppo della capacità di resilienza
  • diminuzione degli stati ansiosi
  • meno auto-sabotaggio
  • più felicità
  • diventare più attrattivi

Sviluppare l’autostima è un processo che ha bisogno di pratica quotidiana e di instaurare abitudini sane.

Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente. Perciò l’eccellenza non è un’azione ma un’abitudine.

– Aristotele –

Per costruire fondamenta salde su cui basare la sicurezza in se stessi, una delle strategie è cambiare le proprie abitudini: il cambiamento è infatti uno degli elementi chiave del percorso di crescita personale.

Nel momento in cui apprendiamo quali sono le tecniche più efficaci per migliorare le nostre abitudini, liberarci da quelle negative e instaurarne altre positive, di fatto stiamo ponendo le fondamenta della nostra nuova vita.

Ecco 7 modi per nutrire l’autostima:

  1. Zittisci il tuo critico interiore e sii gentile con te stessa.  Imparare a gestire e sostituire la voce del tuo critico interiore è molto importante per migliorare la tua autostima. Quando il tuo monologo interiore diventa eccessivamente negativo e scoraggiante e ti blocca, bisogna metterlo a tacere, perché non sta apportando nulla di buono. Ogni volta che interviene il tuo critico interiore, chiediti cosa diresti ad un caro amico se fosse nella tua situazione (tendiamo ad essere molto più compassionevoli con gli amici di quanto non lo siamo con noi stessi) e rivolgi questi commenti a te stesso. Un altro modo per bloccare quella vocina che a volte si insinua e comincia a dirti: “non sei in grado di…”, “non vedi, non sei brava come lei”, “sei pigra e non riesci a portare a termine il lavoro”, non sei all’altezza di…”, etc… Quando tutto questo e altro ti frulla nella testa, puoi decidere di bloccarlo con una parola, una frase, un urlo, con uno stratagemma che ti aiuti a spostare i tuoi pensieri su qualcosa di più costruttivo.  Trattati con cura e gentilezza. Coltivare la gentilezza dentro di te ti permetterà anche di estenderla facilmente e sinceramente agli altri e di diventare più compassionevole.
  1. Lascia andare l’idea di perfezione.
    La ricerca della “perfezione” potrebbe essere, in realtà, l’ostacolo numero uno che impedisce di trovare la felicità. Perché? Perché, per la paura di non essere all’altezza di uno standard che ti sei prefissata, può paralizzarti e impedirti di agire. E così procrastini e non ottieni i risultati che desideri. Eviti di correre rischi o di evitare di affrontare le sfide che ti si presentano, sia che si tratti di relazioni, lavoro o famiglia, inviando così un messaggio a te stessa: “Non riesco proprio a farlo”.  Invece, la realtà, molto probabilmente, è l’opposto.  Abbracciando le sfide, darai una grande spinta alla tua autostima.  Invece di rimproverarti per i tuoi errori/insuccessi, considerali come opportunità di imparare e crescere e come cose che puoi correggere in futuro. Nessuno è perfetto. Ripeti questa frase come fosse un mantra. Questo significa ricordare a te stessa che puoi sempre migliorare e che puoi imparare ed evolvere lungo il cammino. Essere vulnerabili e vivere una vita autentica significa stare bene con le proprie imperfezioni.
  1. Non cercare l’approvazione degli altri. Quando siamo bambini, cerchiamo costantemente l’approvazione da fonti esterne come genitori, insegnanti, amici. Se ci sentiamo approvati dai nostri genitori, sarà più facile sviluppare un sano livello di autostima. Invece se siamo costantemente sminuiti o criticati, il nostro senso di autostima ne risentirà. Quando diventiamo adulti, ovviamente le cose cambiano e dovremmo smettere di comportarci come bambini e di fare affidamento sull’approvazione altrui. Se non lo facciamo, potremmo essere in difficoltà. Perché? Perché se continuiamo a cercare l’approvazione delle altre persone, saremo sempre vulnerabili da un punto di vista emotivo.  Ogni volta che qualcuno non ci approva, ci farà sentire male, così in questo modo la nostra serenità e felicità dipendono da altre persone. Se vuoi vivere una vita piena e felice, devi iniziare a esaminare in che modo puoi liberarti da questo concetto di approvazione. Cercare l’approvazione ti distrae dal tuo obiettivo, dal tuo percorso. È come cercare di correre in avanti con la testa girata di lato. Non puoi andare avanti mentre ti concentri sull’opinione di qualcun altro. Quindi sposta l’approvazione da esterna a interna, concentrati sulla tua opinione, approva te stessa su qualunque cosa stai facendo o pensando. Non hai bisogno dell’approvazione degli altri per essere ciò che sei, per essere autentica e rispettare te stessa.
  1. Identifica e sviluppa le tue competenze. Per costruire la tua autostima, devi anche identificare in cosa sei brava, cosa fai bene o cosa apprezzano gli altri in te. Può essere qualcosa di piccolo, un piccolo passo nella giusta direzione, ma deve essere qualcosa. L’autostima si costruisce dimostrando abilità e risultati reali nelle aree della vita che ci interessano. Se sei orgoglioso di essere un buon cuoco, organizza più cene. Se sei un bravo scrittore, pubblica un saggio su un blog. Se sei un buon pianificatore, organizza un viaggio, una riunione di famiglia, etc. Impegnati nelle cose che fai bene. Individua le tue competenze principali e trova opportunità e carriere che possano accentuarle.
  1. Impara ad accettare i complimenti. Quando ci sentiamo male con noi stessi, è difficile per chiunque trascinarci fuori da quel solco. E proprio in questi momenti, tendiamo ad essere più resistenti ai complimenti, anche se ne avremmo più bisogno. Invece di pensare che i complimenti che ricevi sono solo bugie, dovresti prefiggerti l’obiettivo di accoglierli, anche se ti senti a disagio. Il modo migliore è quello di preparare delle risposte ai complimenti e costringerti a usarle finché non diventano automatiche. Queste risposte potrebbero essere semplicemente “grazie” o “molto gentile da parte tua”. L’impulso a sottovalutare dei complimenti alla fine svanirà, segnale che il sistema funziona e che inizi a credere alle cose carine che la gente dice di te.
  1. Abbi cura del tuo corpo. È difficile sentirsi bene con se stessi se si abusa del proprio corpo. Trascurare il sonno, seguire una dieta non equilibrata e non dedicarsi all’esercizio fisico sono cattive abitudini che non aiutano a crescere l’autostima. Ascolta il tuo corpo quando ti dice di dormire, mangiare, allenarti e rilassarti. Tratta il tuo corpo come il tempio che è veramente. Uno studio del 2016 pubblicato sulla rivista “Neuropsychiatric Disease and Treatment” ha rilevato che un’attività fisica regolare migliora l’immagine corporea. E quando l’immagine dei partecipanti al sondaggio è migliorata, si sono sentiti più sicuri e la fiducia in se stessi è aumentata. Prenderti cura di te stessa è una priorità. Quando ti senti fisicamente al meglio, ti senti più sicura di te stessa.
  1. Aiuta gli altri. Guardati intorno per sapere come puoi connetterti e aiutare gli altri nella tua vita di tutti i giorni. Anche un sorriso o una parola gentile possono fare la differenza per qualcuno e aumentare immediatamente il tuo senso di autostima. Considera il volontariato per una causa a cui tieni e aiuta chi ha bisogno delle tue abilità particolari. Una delle migliori scelte che ho fatto nella mia vita e che mi hanno dato maggior sicurezza in me stessa, è quella di aver offerto il mio tempo a supporto di malati terminali in un hospice a Milano e negli orfanotrofi in Africa. Non c’è sensazione più gratificante di sapere che hai veramente aiutato qualcuno.

“L’autostima non si ha, si acquisisce”.

Nathaniel Branden

Grazie per aver letto questo articolo. Se pensi di aver bisogno di un supporto per lavorare sulla tua autostima o su un altro aspetto di te stessa o della tua vita scopri i percorsi di coaching che ho pensato per te oppure scrivimi

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