Self-care: cosa significa per me

Self-care: cosa significa per me

Self-care. Quante volte ne hai sentito parlare o hai letto articoli sull’argomento? Credo molte! Questo termine viene spesso abusato e, a volte, mal interpretato.
Il Self-care è qualcosa di molto personale, è un insieme di pratiche utili per il nostro benessere e equilibrio, che si costruiscono nel tempo e variano da persona a persona. Nel mio articolo di oggi, ti parlo di cosa vuol dire per me “cura di sé” e dei suoi vari aspetti.
Perché sì, il self-care per me, non è di certo un insieme di routine statiche e ripetitive. Scopriamolo insieme…

 

Self-care: cosa significa per me

 

Prendermi cura di me stessa non è stato un percorso facile. Capire, con consapevolezza, cosa è il self-care e come creare le mie routine e pratiche, non è avvenuto grazie all’uso di una bacchetta magica e a un pò di fantasia ma è stato un obiettivo perseguito con determinazione e desiderio di esplorare. Ci è voluto tempo e ascolto profondo di me stessa per trovare e mettere insieme i pezzi del puzzle.
Capire i miei desideri, riscoprire i miei valori, ascoltare i miei bisogni, le mie emozioni e comprendere i miei limiti, è stato un lavoro intenso che, nonostante gli sforzi e le difficoltà, mi ha condotto in un luogo di pace e equilibrio, in uno spazio sacro dove il rispetto di me stessa è la luce che illumina il mio cammino. Ma non è sempre così, ci vuole impegno quotidiano per non perdere la bussola! In sintesi, il self-care per me è:

  • diventare consapevoli di meritare tempo, attenzione, cura e compassione
  • crearsi una vita su misura, allineata con i propri valori
  • prendersi cura del proprio corpo, della propria mente e della propria vita spirituale e emozionale
  • prendersi cura di ciò che ci circonda e di chi ci circonda
  • ristabilire priorità nella vita
  • imparare a fare una cosa per volta (monotasking)
  • dedicarsi a ciò che ci nutre
  • imprescindibile per diventare più resilienti
  • equilibrio


La vita è come andare in bicicletta. Devi muoverti per rimanere in equilibrio. – A. Einstein

 


I 5 aspetti del self-care

 

Per ciascuna area che riguarda la cura di sé, ho selezionato tre pratiche o strategie che utilizzo per mantenere la mia vita in equilibrio e per sentirmi bene con me stessa, anche se so perfettamente che è un processo in costante evoluzione che richiede flessibilità e adattabilità. Ci vuole anche tanta pazienza e capacità di accettare le proprie “imperfezioni”…e quindi, sapersi perdonare!

1) SELF-CARE FISICO

  • Pilates due o tre volte alla settimana
  • Una passeggiata di mezz’ora a passo svelto negli altri giorni
  • Mangiare sano

2) SELF-CARE MENTALE

  • Leggere libri
  • Imparare qualcosa di nuovo ogni giorno (anche piccole cose)
  • Fare journaling

3) SELF-CARE SPIRITUALE

  • Stare in riva al mare e perdermi nello spazio davanti a me (non in piena estate!)
  • Respirare consapevolmente
  • Prendere distanze dalla tecnologia per qualche ora al giorno

4) SELF-CARE EMOTIVO

  • Praticare/Insegnare Biodanza per connettermi con le mie emozioni
  • Scrivere, prima di andare a letto, le 3 cose migliori che mi sono capitate durante la giornata
  • Decifrare e dare un nome alle mie emozioni

5) SELF-CARE SOCIALE

  • Coltivare le mie amicizie
  • Rispettare le differenze
  • Aiutare gli altri, fare volontariato

Il motivo più comune per trascurare la cura di sé è: “Non riesco a trovare il tempo!” In realtà, questa è solo una scusa per non dare la priorità a te stessa. La gratificazione immediata non sempre si accompagna con il self-care e potrebbe sembrarti difficile impegnarti in attività che non offrono ricompense immediate. Tuttavia, i benefici a lungo termine della pratica del self-care saranno più evidenti man mano che la tua routine diventerà un’abitudine regolare.

Prova a creare il tuo piano di self-care e ricordati che sei tu a scegliere la direzione della tua vita e quindi sta a te decidere in che direzione vuoi andare, nessuno lo farà per te. Se vuoi il meglio per la tua vita, fai il meglio che puoi per averlo. Ma ricorda di fissare degli obiettivi raggiungibili, sarai più motivata e concentrata e di lasciare andare quella vocina critica interiore che tenderebbe a punirti e a fari sentire inadeguata rispetto alle tue aspettative.

Cosa significa per te prenderti cura di te stessa? Mi piacerebbe leggere i tuoi pensieri nei commenti qui sotto: condividi le tue pratiche, le tue difficoltà e come ti senti quando pratichi il self-care.

 


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6 buoni motivi per rivolgersi a un Life Coach.

6 buoni motivi per rivolgersi a un Life Coach.

6 buoni motivi per rivolgersi a un Life Coach

 

Da alcuni anni a questa parte, si sente molto parlare di Coaching. La richiesta di essere affiancati da un/una Coach, per fare chiarezza nella propria vita e nelle proprie relazioni o per raggiungere obiettivi di performance professionale, è in forte aumento. Rivolgersi a un Life Coach è una decisione importante e prima di approcciarti a questo percorso, è necessario sapere quali sono i motivi per cui potrebbe esserci utile.

 

Potresti avere bisogno di un Life Coach se:

 

 

1. Ti occorre far chiarezza e trovare la direzione giusta

Se ti senti persa e senza direzione, se non sai bene dove vuoi arrivare e quale percorso intraprendere, se hai bisogno di chiarezza, non ti preoccupare. Molti di noi, prima o poi si trovano senza un piano preciso e non sanno quale direzione prendere. Un Life Coach ti guida a fare chiarezza, facendoti le domande giuste, valorizzando le tue potenzialità e migliorando la tua capacità decisionale. Ti accompagna a valutare la tua situazione attuale, a trovare strategie e a creare piani d’azione per definire la direzione da prendere. Ti aiuta a focalizzarti sui tuoi obiettivi e a pianificare quei piccoli passi da fare per arrivare alla meta desiderata.

 

2. Devi superare un cambiamento o un evento traumatico

Se sei stata licenziata, se hai deciso di vivere all’estero sola o con la tua famiglia, se vuoi cambiare lavoro, se ti stai separando, se i tuoi figli hanno lasciato il nido, se sei in menopausa…beh, sicuramente devi trovare molte energie per superare questi momenti difficili della tua vita. Un Life Coach può offrirti uno spazio sicuro e accogliente dove affrontare il periodo di transizione che ogni cambiamento porta con sé, darti l’energia e la concentrazione per poter superare il dolore provocato da questi eventi. Ti può aiutare a trarre dal tuo dolore un’insegnamento e a andare avanti nel tuo percorso di vita con più sicurezza e determinazione.

 

3. Ti senti bloccata

Potresti sentirti bloccata, a un bivio o senza opzioni. Potresti sentirti sconfitta, rassegnata o confusa. In questo caso, l’intervento di un Life Coach può farti imparare a identificare e dissolvere quelle convinzioni auto-limitanti che ti impediscono di andare avanti. Se hai pensieri che rafforzano le convinzioni auto-limitanti, sarà difficile sbloccarsi. Le storie negative ti impediscono di vivere la vita che desideri. Cambiare i tuoi pensieri per allinearti con ciò che desideri nella vita ti consentirà di riconnetterti con il tuo subconscio e apportare i cambiamenti necessari, a riconnetterti con i tuoi valori fondanti e con i tuoi punti di forza.

 

4. Vuoi una prospettiva differente

Un Life Coach non offre mai soluzioni ma ti aiuta a analizzare, riflettere e agire. Ti sostiene e, con tecniche collaudate, ti aiuta a trovare le tue risposte, a sviluppare il tuo potenziale bloccato e a valutare gli eventi o le problematiche da differenti punti di vista. Ti fa pensare fuori dagli schemi, dandoti prospettive diverse e permettendoti così di aprirti a nuove possibilità di cambiamento, espansione e crescita.

 

5. Hai bisogno di ispirazione e di essere incoraggiata

Ti senti mai demotivata e stanca? Se hai bisogno di un sostegno, qualcuno che ti supporti nel tuo cammino e che ti dia l’incoraggiamento giusto, che ti aiuti a ritrovare energia e motivazione, allora devi assolutamente assumere un Life Coach! Ti ispira a diventare la migliore versione di te stessa e ti guida alla ricerca del tuo “fuoco”interiore, dei motivi che ti spingono a agire con passione e forza.

 

6. Vuoi aumentare la tua auto-stima 

L’autostima è il modo in cui ciascuno vede se stesso, si giudica e il tipo di valore che si attribuisce. Se ti accade di non credere nelle tue capacità, di non sentirti all’altezza o di sentirti inadeguata oppure tendi a confrontarti con gli altri sentendoti inferiore, non preoccuparti, c’è una buona notizia: puoi allnearti a sviluppare la tua auto-stime. E un Life Coach può guidarti in questo percorso. Ti aiuta a iscoprire le tue potenzialità, a costruirti un mindset positivo, a identificare e rimuovere le fonti di negatività dalla tua vita, a concentrarti sui tuoi successi e a perdonarti per i tuoi errori.

 


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5 consigli per amare te stessa

5 consigli per amare te stessa

5 consigli per amare te stessa

 

Lo diceva già Oscar Wilde “Amare se stessi è l’inizio di una lunga storia d’amore”. Molte di noi pensano che amare se stesse significhi essere narcisiste o egoiste oppure che fare una passeggiata all’aria aperta, prendersi una pausa per un bagno caldo o permettersi una seduta dall’estetista sia sufficiente per avere cura di noi stesse.
Certamente queste sono attività che possono aiutarci a sentirci meglio e a gratificarci ma, l’inafferrabile amore di sé che cerchiamo, richiede qualcosa di più profondo di qualsiasi cosa che possiamo “fare” per noi stesse. Ma cosa significa veramente amarsi e prendersi cura di noi stesse?

Significa trovare la pace dentro di noi, riposare comodamente nelle profondità del nostro essere. Richiede coltivare un certo modo di stare con noi stesse – un atteggiamento accogliente e nutriente verso ciò che si muove, dentro di noi. Significa considerarsi importanti e riconoscere il proprio valore intrinseco, a prescindere da ciò che si fa e realizza nella vita, senza condizioni. Significa dare a noi stesse ciò di cui il corpo, il cervello e l’anima hanno bisogno per quella maratona che è la vita.

 

5 consigli per mettere in pratica il “Self-Love”


1. Conosci te stessa

E’ impossibile amare te stessa se non sai nemmeno chi sei. Inizia a indagare sulle tue abitudini quotidiane, sui tuoi valori, le tue credenze e le tue passioni, sulle tue emozioni. Non è facile, richiede tempo, pazienza e determinazione ma se inizi a porti qualche domanda, poco a poco, scoprirai molto più di quanto potevi immaginare. Sono soddisfatta del mio lavoro? Quali sono i miei processi emozionali? Quali sono i miei valori portanti? In che cosa eccello? Quali attività mi fanno passare il tempo senza accorgermene? Quando analizzerai le risposte e comincerai a scoprire la vera te, inizierai a vivere una vita più allineata e imparerai ad accettarti e ad amarti di più.

2. Conosci  e usa i tuoi punti di forza

Abbiamo tutti doni straordinari, ma molti di loro passano inosservati. Quando sei impegnata e distratta dalla tua quotidianità, è difficile che tu riesca ad accedere a queste grandi qualità. Concentrarti sui tuoi punti di forza alimenterà i tuoi sentimenti positivi verso te stessa. Se vuoi  fare un test per riconoscere le tue risorse personali e approfondire l’argomento, leggi qui.

3. Stabilisci “sani” confini

Stabilire “sani” confini serve a definire la tua identità, a proteggerti e a prenderti cura di te stessa. Questi confini fanno sapere agli altri che meriti e ti aspetti rispetto.
Nel lavoro o nelle nostre relazioni personali, scarsi confini portano al risentimento, alla rabbia e al burnout. Per questo saper porre dei limiti è l’espressione massima di self-love. Ecco come puoi fare: identifica il limite che vuoi porre, comunica ciò di cui hai bisogno, fallo con semplicità, spiega perchè è importante.

4. Abbraccia i tuoi errori e imperfezioni

Prima di poter amare veramente te stessa, devi accettare la tua umanità ovvero di essere imperfetta e di commettere degli errori. Esercitati a essere meno dura con te stessa e ricorda, non ci sono fallimenti, se hai imparato e sei cresciuta grazie ai tuoi errori; ci sono solo lezioni apprese. Sii compassionevole verso te stessa come lo saresti verso qualunque altra persona in difficoltà, la perfezione non è di questo mondo e rincorrerla non fa altro che succhiarti energie e gioia di vivere. Se vuoi, puoi approfondire l’argomento e fare un test per riconoscere le tue risorse personali.

5. Sii onesta con te stessa

L’onestà è fondamentale in tutte le relazioni e la tua relazione con te stessa non è diversa. Essere onesta con te stessa significa separarti dalla tua narrativa personale.
Hai mai esaminato la tua narrativa personale? Quali storie racconti di te stessa? Hai mai considerato che alcune di quelle storie potrebbero non essere vere? Hai mai esaminato da dove provengono le storie che racconti di te stessa? Parli di te in maniera positiva o negativa? Metti in risalto i tuoi successi oppure ti focalizzi su cosa non funziona nella tua vita? Ti togli valore? Quando tutto ciò accade, in qualsiasi area della nostra vita, c’è una disarmonia tra il cuore e la mente che ci impedisce di essere felici, di trovare la nostra strada, di essere fedeli a noi stessi e di amare e mostrarci come siamo.

Sei d’accordo con questi consigli? Quali sono le tue difficoltà nel mettere in pratica il self-love? Hai suggerimenti da dare?


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8 domande da fare a te stessa per “fare pulizia” dentro di te

8 domande da fare a te stessa per “fare pulizia” dentro di te

8 domande da fare a te stessa per “fare pulizia” dentro di te

Arriva la primavera, con il suo sole e le giornate sempre più lunghe. In questo periodo si è soliti fare il cambio degli armadi e le cosiddette “pulizie di primavera”: prepariamo la nostra casa in attesa delle temperature calde dell’estate… ma anche per toglierci di dosso quel torpore tipico dell’inverno.

 

Pulizie di primavera… dentro di te

È proprio di quel torpore che abbiamo adesso la possibilità di liberarci. Sì, perché il grigio dell’inverno, a volte, si riflette anche nelle nostre emozioni. La libertà è invece simbolo di rinascita, e anche noi possiamo rinascere al ritmo della natura che fiorisce!

Come fare? Beh, questo può essere un buon momento per porci delle domande speciali; domande che, se affrontate in modo giusto, siano in grado di scavare dentro noi stesse e di portare alla luce quel magnifico fiore che abbiamo dentro. Ecco qui sotto le 8 domande da fare a te stessa che, secondo me, possono aiutarti in questo momento; un momento che ci vede ancora coinvolti nella pandemia e che quindi, ci rende meno concentrati e ottimisti.

Istruzioni per l’uso:

scegli un luogo tranquillo e prenditi qualche minuto solo per te. Puoi solo pensare alle risposte, o ancora meglio scriverle per riordinare i pensieri e usare le seguenti domande come spunti per il tuo diario personale. Tieni a portata di mano una tazza di tè o un calice di vino per trasformare questo momento in una piccola coccola! E, tranquilla: non devi rispondere a tutte le domande in una volta sola. Alcune di esse richiedono una forte introspezione, altre ne provocheranno di ulteriori… è un percorso che potenzialmente non ha fine, ma l’inizio della primavera è un ottimo momento per cominciare!

1. Cosa c’è nella mia vita, in questo momento, che sto a malapena tollerando?

Da questo inverno potresti portarti dietro oggetti, persone e situazioni che ti causano frustrazione, che succhiano via tutta la tua energia (fisica o mentale che sia). Sono cose che adesso tolleri perché pensi di doverlo fare, ma rifletti se sia davvero così! Alcune cose le puoi ridurre, delegare… o, semplicemente, respingere con un bel “no!” che, se detto ogni tanto, non fa male a nessuno.

2. Quali sono le buone abitudini che ho e che voglio continuare ad avere?

Scegli una o due buone abitudini che pensi di aver interiorizzato, e portale con te anche in questa nuova primavera. Se ne hai di più ben venga, ma non esagerare: la tua vita è la tua vita, non uno schema di abitudini da seguire come un soldatino! Se invece non ne hai neanche una, scegline una nuova e promettiti di impegnarti su quella per tutta la stagione; se un giorno te ne dimentichi (o non hai voglia), fa niente: riprendi il giorno dopo.

3. Quali sono le cattive abitudini che ho e che voglio smettere di avere?

A volte, assumiamo certi atteggiamenti, li portiamo avanti in automatico e li trasformiamo, infine, in cattive abitudini senza neanche rendercene conto. Riflettici ora: se ce ne sono, pensa al modo in cui ti fanno sentire, e promettiti di abbandonarle. Sostituiscile con le buone abitudini qui sopra: il miglioramento sarà immediato e ti darà una soddisfazione immensa.

4. Chi o cosa mi dà energia in questo momento?

La primavera richiede solarità e frizzantezza… richiede energia! A livello fisico, ma anche e soprattutto mentale e spirituale. Quali sono le tue principali fonti di energia? Possono essere persone, animali, oggetti, abitudini, luoghi, situazioni, emozioni… tienile bene a mente e dona loro la tua attenzione in primavera: non sarai mai stata meglio di così!

5. Quali sono 3 cose concrete che posso fare in questa primavera per avvicinarmi ai miei obiettivi?

Si dice che siano gennaio e settembre i mesi in cui si “ricomincia”; ma perché anche non la primavera? La similitudine con la natura che rinasce è ovvia: possiamo approfittarne per testare la nostra produttività! Questo, quindi, è un buon momento per fare qualcosa di concreto che possa avvicinarti al completamento dei tuoi obiettivi, in qualsiasi campo.

6. Quali sono 3 cose concrete che devo fare perché ho procrastinato troppo a lungo?

Mentre ci proiettiamo verso il futuro, però, è necessario dare uno sguardo al passato per assicurarci di non aver lasciato niente indietro. Se ci sono commissioni, incarichi, scocciature o situazioni di qualsiasi genere che hai lasciato in sospeso, pensa a cosa puoi fare per “regolare i conti”. Fallo ora, così non ci pensi più e puoi dedicarti solo a ciò che ti dona energia.

7. Come vorrei che fosse la mia giornata tipo in questa primavera?

Per sentirsi bene, la libertà è fondamentale ma serve anche un minimo di struttura. Puoi creare tutte le “strutture” che desideri per organizzare i diversi ambiti della tua vita, ma ancora più facile è immaginare la routine perfetta. Cosa vorresti fare al tuo risveglio? Come vorresti vivere i momenti di pausa? Come distribuiresti impegni e desideri nel corso delle diverse ore della giornata? Credimi: anche solo pensarci (o scriverlo) ti darà una carica pazzesca, e non vedrai l’ora di vivere giornate come quelle!

8. Che tipo di persona voglio essere alla fine di questa primavera?

In ogni cosa che facciamo, una visione è necessaria: perché faccio quello che faccio? Cosa voglio raggiungere? Qui stiamo parlando di una profonda “pulizia di primavera” che coinvolge tutti gli aspetti della tua vita: dal lavoro alla famiglia, dalle relazioni al prenderti cura di te stessa. Per cui, alla fine di questa primavera la visione sarai tu stessa. Ecco: come vorrai essere tra 3 mesi? Come ti vedi, fisicamente e mentalmente? Quali saranno le tue conquiste? Non c’è niente di più trainante come la visione di ciò che si vuole diventare.

 

Rispondendo a ogni domanda con calma, pensiero critico e onestà, avrai effettuato una meravigliosa “pulizia di primavera” dentro di te. Sei pronta per una stagione che riserva grandi soddisfazioni!



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Buoni propositi efficaci? Ecco come fare!

Buoni propositi efficaci? Ecco come fare!

Buoni propositi efficaci? Ecco come fare!

Ha ancora senso parlare di buoni propositi? Sì, se si affiancano a concetti come “consapevolezza” e “determinazione”. In questo post ti racconto quali sono i buoni propositi più efficaci, e ti do qualche consiglio per esprimerli al meglio.

 

“Buoni propositi”: quei desideri un po’ vaghi che esprimiamo, ad alta voce o soltanto nella nostra mente, nei pochi minuti che separano l’anno vecchio da quello nuovo. Quello della novità è un meccanismo psicologico che ci spinge a dichiararci più produttive, più determinate; ci viene da pensare: quest’anno è davvero la volta buona. Ma poi… tempo poche settimane, e quei buoni propositi sembrano essersi dissolti nel nulla.

Ti sei mai chiesta perché questo accade? Secondo me, perché tutto è sbagliato fin dall’inizio: il passaggio da un anno all’altro non indica nessuna “novità” concreta; se ci pensi bene, è solo un calendario nuovo. Essendo questo senso di novità solo effimero, ben presto cade la determinazione che la novità porta inevitabilmente con sé e, di conseguenza, sei ormai convinta che i buoni propositi non servano a niente.

Quali sono i buoni propositi efficaci?

Non si può negare che il passaggio all’anno nuovo sia comunque un buon momento per pensare ai buoni propositi; lo si può fare sempre, ma il periodo di festa e di (inevitabili) bilanci si presta particolarmente bene.

Ok, ma come esprimere i buoni propositi affinché siano davvero efficaci? La parola “proposito” indica una sorta di proposta che tu fai a te stessa: il segreto sta nell’accettarla senza riserve.

Prova a non chiamarli “buoni propositi”; chiamali, piuttosto, promesse che ti fai e che non puoi spezzare, come se fossero dei piccoli contratti che tu stessa hai firmato con te. Chiamali obiettivi, progetti, piani: dà loro un’accezione più concreta, e ti riuscirà più facile seguirli. I buoni propositi efficaci, infatti, sono quelli che assomigliano a obiettivi concreti, misurabili, realizzabili e non troppo fuori dalla tua portata.

5 consigli per formulare buoni propositi efficaci

Meglio pochi, ma buoni

Nello slancio dell’anno nuovo, non è difficile farsi prendere dall’entusiasmo e iniziare a esprimere desideri a raffica: “voglio dimagrire, diventare ricca, trovare l’amore, essere più produttiva, recuperare le amicizie perdute e fare almeno 4 viaggi!”. Ok: forse è il caso di ridimensionare un po’ le cose, non credi? Le nostre energie non sono infinite: tolte quelle da dedicare al normale tran tran quotidiano, non ce ne restano moltissime per occuparci dei nostri obiettivi. Meglio, quindi, non sparpagliarle su troppi tracciati così diversi tra loro! Per esperienza personale, ti assicuro che concentrarsi solo su pochi propositi (o anche solo uno!) porta a risultati migliori. Scegli quelli che contano davvero, quelli che senti più tuoi e il cui raggiungimento ti renderebbe più felice.

Sii concreta e risoluta

Capita con qualsiasi cosa: ciò che è troppo vago e astratto sfugge alla nostra percezione. Quando formuli i tuoi buoni propositi, quindi, sii precisa. Utilizza la prima persona singolare, verbi attivi e, volendo, numeri e scadenze. “Nel 2021 vorrei trovare un nuovo lavoro” non è abbastanza. Prova con: “Nel 2021 mi impegnerò a sistemare il mio CV e a inviare almeno 5 nuove candidature al mese, fino a che non avrò trovato il lavoro che mi piace”. Suona proprio come un progetto, non credi? Ed è più facile da portare a termine: devi solo mantenere la promessa.

La concretezza è ancora più importante per le buone abitudini

Quando avrai trovato il lavoro che ti piace, mentalmente sarai in grado di barrare questo buon proposito dalla tua lista e di non pensarci più. Ma cosa fare con quei buoni propositi che sono difficilmente misurabili? È difficile svegliarsi una mattina e rendersi conto di essere davvero riusciti ad acquisire una buona abitudine, per esempio. In questi casi, la concretezza è ancora più necessaria. Invece di dire “voglio essere più organizzata sul lavoro”, dì qualcosa come “ogni giorno voglio dedicare 10 minuti a inizio giornata a leggere le email, e 10 minuti a fine giornata a sistemare i documenti. Mi impegnerò ad assolvere tutti i pagamenti entro le scadenze; la mia scrivania non ospiterà mai più di 5 oggetti oltre al computer”. E cose di questo tipo. Seguendo la tua promessa con impegno, avrai acquisito la buona abitudine tanto desiderata senza neanche accorgertene.

Non chiedere il mondo a te stessa

Molte donne condividono un tratto caratteristico: quello di non sentirsi mai abbastanza e, quindi, di pretendere tantissimo da se stesse per riuscire a sentirsi all’altezza. Ma all’altezza di cosa? Non c’è niente da dimostrare, anzi: solo formulando propositi piccoli ma raggiungibili si è in grado di procedere. Lentamente, ma senza freni. Per cui, riproporsi di “guadagnare 200.000€ nel 2021” quando il tuo brand è appena nato, ad esempio, è controproducente: è un obiettivo molto improbabile da raggiungere e, quindi, potenziale portatore di sfiducia, dolore e frustrazione. In questo caso, il buon proposito più efficace è quello che ti fa evolvere, ma senza stravolgere le tue abitudini, le tue abilità e gli obiettivi realisticamente raggiungibili.

Non fare bilanci solo al 31 dicembre

Ora che hai espresso i tuoi buoni propositi efficaci, ricordati che un solo bilancio, quello finale, non è abbastanza: monitorati anche durante l’anno! Perché il bilancio di fine anno potrebbe avvenire troppo tardi; se fai dei piccoli bilanci a cadenza regolare (ogni 3 mesi circa), sarà per te più facile capire come stai andando. C’è qualche buon proposito che era stato formulato male, o che non è più così importante per te? C’è qualcosa che puoi fare meglio per onorare meglio le tue promesse di inizio anno? Tenere d’occhio i progressi non solo ti darà i giusti segnali per migliorare… ma ti aiuterà a capire quanto tu stia davvero progredendo, e con quanta soddisfazione.

 

Hai espresso i tuoi buoni propositi per quest’anno? Pensi che siano efficaci o che abbiano bisogno di una sistemata? Se è così, fallo: sei assolutamente ancora in tempo!


 

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Vita da expat: 8 lezioni positive che ho imparato

Vita da expat: 8 lezioni positive che ho imparato

Le lezioni positive che ho imparato dalla vita da expat, derivano dall’aver passato più di 10 anni all’estero, in paesi “difficili”. Sono stati anni intensi e ricchi di sorprese e insegnamenti ma anche di momenti difficili e tristi.
In questo articolo troverai un elenco, sicuramente non esaustivo, che rispecchia il mio vissuto ed è la base e la motivazione per cui è iniziata e continua la mia esperienza in espatrio.
Questo è ciò che tengo sempre a mente nei momenti di sconforto…perchè ce ne sono stati e ce ne saranno ancora! Ma mai mi sono pentita della scelta che ho fatto.

 

Viandante non esiste il cammino

Viandante, sono le tue orme
il sentiero e niente più;
viandante, non esiste il cammino,
il cammino si fa camminando.
Camminando si fa il cammino
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai più
si tornerà a calpestare.
Viandante non esiste il cammino
ma solamente scie nel mare.

Antonio Machado

LE 8 LEZIONI POSITIVE CHE HO  IMPARATO DALLA VITA DA EXPAT

 

  1. UN NUOVO INIZIO
    Ho scelto di scrivere un nuovo capitolo nella mia vita. Ho fatto una scelta importante per me stessa e per amore. Abbandonare le certezze per andare verso lo sconosciuto non è stato facile ma questa scelta si è rivalata come una nuova grande opportunità e un nuovo inizio. La fatica è stata ripagata da esperienze che non avrei mai immaginato di fare e che mi hanno fatto crescere come essere umano.

  2. VIVERE IN MANIERA PIU’ SEMPLICE
    Prima di arrivare a Gerusalemme, ho vissuto per due anni e mezzo in Repubblica Centrafricana e Ciad, due dei paesi più poveri e meno conosciuti al mondo. In quegli anni, ho imparato a vivere con lo stretto necessario. Non c’erano negozi per fare shopping, nè varietà di cibo da acquistare.Tutto era ridotto all’essenziale e nelle valigie davo sempre più spazio a cibo e medicinali che all’abbigliamento o altre cose meno importanti. La conseguenza è che ho imparato a vivere in maniera minimilasta e mi sono resa conto quanto il consumismo ci abbia obbligato e ci obblighi a vivere con il superfluo, soddisfacendo dei bisogni indotti e non reali.
    .
  3. LA CAPACITA’ DI ESSERE RESILIENTE
    Vivendo lontana dalla mia rete di supporto familiare e dalle mie amicizie, ho dovuto contare sulle mie forze e essere in grado di andare avanti senza perdere il controllo. Quando ho avuto problemi di salute o sul lavoro oppure quando mi sono sentita persa e impaurita, ho assunto un atteggiamento positivo. Mi sono concentrata sulle mie potenzialità interne e sulle risorse esterne a disposizione, mettendo in moto un circolo virtuoso che mi ha aiutato nelle difficoltà. E, alla fine, ho scoperto di essere più forte e resiliente di quanto immaginavo, e questo è stato un grande successo! Clicca qui per leggere un mio articolo sulla resilienza.
  4. AMPLIARE LO SGUARDO SULLA VITA
    Forse è un cliché ma vivere all’estero ha cambiato il mio sguardo sulla vita e sugli altri. Vivere in contatto con culture diverse, incontrare persone di tutto il mondo, lavorare in ambienti multietnici, mi ha aiutato a vedere le sfaccettature della vita, a capire e accettare punti di vista diversi, a scoprire modi differenti di affrontare la vita. E sono cambiata…non me ne sono accorta subito ma con il tempo ho realizzato quanto il mio modo di sentire e di pensare erano diventati più sensibili all’altro, alla condivisione, alla compassione. Alcuni vecchi valori sono rimasti, altri hanno lasciato spazio a quelli nuovi che ho acquisito man mano che andavo avanti nella mia vita e nell’espatrio. Una scoperta di nuovi orizzonti che allargano la mente e il cuore.
  5. AVERE AMICI IN TUTTO IL MONDO
    Ho incontrato tante persone. Con alcune ho stretto rapporti più profondi, con altre più superficiali ma tutte hanno lasciato un’impronta. E non c’è cosa più bella, almeno per me, ascoltare le storie degli altri, addentrarmi nel loro mondo interiore e trarne una lezione. E poi, come è bello avere qualcuno che ti accoglie in varie parti del mondo! Madrid, New York, Ginevra, Budapest, e molte altre, sono città in cui le persone con cui ho legato amicizie in questi anni mi stanno aspettando. E non vedo l’ora di riabbracciarle!
  6. VIVERE NEL MOMENTO PRESENTE (continuo a lavorarci sopra)
    Spesso sentiamo sulle nostre spalle il peso del passato o le preoccupazioni per il futuro, senza renderci conto che la vita è adesso, che la vita accade. Ma non è forse vero che il passato non tornerà più e il futuro è solo parzialmente controllabile? Ecco, questo ho imparato. Ho capito che vivere nel qui e ora non significa non avere piani ma vivere con quello che si ha nel momento presente e questo approccio mi ha aiutato a vivere con più consapevolezza la mia condizione di espatriata e di “accompanying spouse”. Se cambi prospettiva, ti sentirai nel luogo giusto, al momento giusto.
  7. USCIRE DALLA COMFORT ZONE
    Decidere di lasciare l’Italia, con annessi e connessi, e raggiungere in Africa il mio compagno, è stato un grandissimo salto fuori della mia comfort zone e nulla è ritornato a essere come prima. Ho imparato che la vita da expat ti spinge a uscire costantemente dalla zona di comfort e non è poi così male! Mi sono resa conto di quanto alcune paure che avevo prima, sono sparite man mano che superavo i miei limiti, quei limiti che prima mi sembravano invalicabili! Certo, non è indolore, ma ti aiuta a crescere e a sviluppare le tue potenzialità, in alcuni casi prima sconosciute.
  8. MAI DIRE MAI
    Se 10 anni fa mi avessero detto che sarei salita su un aereo della Air France e che sarei sbarcata all’aereoporto di Bangui, capitale della Repubblica Centroafricana, e che ci avrei vissuto circa due anni, gli/le avrei detto: “non succederà mai”! E se qualcun’altro mi avesse detto che dopo sarei andata a vivere a N’Djamena, capitale del Ciad e poi a Gerusalemme, avrei risposto la stessa cosa. Invece, adesso, è evidente che “mai dire mai” è una verità!
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