Conosci i tuoi punti di forza

Conosci i tuoi punti di forza

Quali sono i tuoi talenti? Quali sono i tuoi punti di forza? Sapresti rispondere a queste domande senza pensarci troppo?
Di solito, ci concentriamo più sulle nostre debolezze e su come poterle correggere invece di scoprire, apprezzare e coltivare i nostri punti di forza. Identificare i tuoi punti di forza, ti aiuterà ad ottenere più chiarezza, ispirazione e motivazione.

 

Cosa sono i punti di forza


I punti di forza sono una combinazione unica delle tue capacità, talenti, conoscenze ed esperienza. Esempi: curiosità, gentilezza, imparzialità, perseveranza, umiltà e speranza. Queste doti le usi tutti i giorni, sia nella vita personale che nel lavoro, ma spesso non te ne rendi conto o ne sottovaluti l’importanza.

I punti di forza, tuttavia, possono essere usati troppo o troppo poco. Immagina che un’amica sia arrabbiata con te perché sei stata eccessivamente curiosa riguardo a una delicata questione familiare. In questa situazione, potresti aver usato in maniera eccessiva la tua “curiosità”. Invece, per esempio, se non ridi quando una amica condivide un aneddoto divertente su di te, allora l’uso della forza dell’umorismo è scarso.

Cosa dice la psicologia positiva


Uno dei contributi chiave della psicologia positiva, è quello di aiutare le persone a riflettere, considerare e identificare i loro punti di forza fondamentali, per vivere una vita più appagante e autentica. All’interno della psicologia positiva, le risorse personali sono definite come le nostre capacità innate e particolari di pensare, sentire e comportarci. Tutti possediamo punti di forza associati alle sei virtù della teoria della psicologia positiva (Seligman, 2002):

  1. Saggezza
  2. Coraggio
  3. Umanità
  4. Giustizia
  5. Temperanza
  6. Trascendenza

La ricerca mostra che quando attingiamo alle parti positive della nostra personalità, possiamo avere un impatto più significativo sugli altri, migliorare le nostre relazioni, il nostro benessere e sviluppare la nostra resilienza.
Quindi, da dove cominciare? Riconoscendo i nostri punti di forza, ovviamente! 
Oltre a identificarli, è ugualmente importante sapere quando e come usarli. Comprendere in quali contesti queste risorse sono utilizzabili al meglio, ci permette di acquisire una maggiore comprensione di noi stessi, maggiore autostima e migliore capacità di raggiungere obiettivi.

 

Condividere la tua debolezza è rendere te stesso vulnerabile; rendere te stesso vulnerabile è mostrare la tua forza. Criss Jami

 

Come riconoscere le tue risorse personali


Ci sono vari strumenti per identificarle. Uno di quelli che io uso di più con le mie clienti è il VIA test. E’ in inglese ma vale la pena tentare perchè è veramente uno strumento utile, ed è gratuito! Dopo che ti sarai registrato, potrai accedere alle domande e alla fine del questionario, otterrai l’elenco delle tue 24 caratteristiche personali, in ordine di importanza. Ti consiglio di provarci, non te ne pentirai! Sarà una bella scoperta.
Ci sono altri test, molti a pagamento, tra cui Myers-Briggs, DISC e StrengthsFinder, altrettanto validi e che ti aiutano a iniziare il tuo percorso verso una conoscenza maggiore delle tue potenzialità e talenti.

Se vuoi fare un percorso di approfondimento, con esercizi specifici per il lavoro sui punti di forza, puoi contattarmi qui per una sessione di 30′ gratuita e sarò felice di darti tutte le spiegazioni necessarie sul mio metodo e sugli strumenti che uso. 

Se invece vuoi conoscermi meglio e ricevere aggiornamenti su vari argomenti riguardanti  il Life Balance, la crescita personale e il self-care, puoi  iscriverti alla mia Newsletter e riceverai un mini-corso gratuito “Come mantenere la rotta nei momenti di transizione”.

 

Consigli per affrontare la Fase 2

Consigli per affrontare la Fase 2

8 CONSIGLI PER AFFRONTARE LA FASE 2

 

Dal 4 Maggio dovrebbe cominciare la cosiddetta Fase 2 ed è indubbio che entreremo in un intenso periodo di transizione che richiederà una grande energia mentale e fisica, capacità di adattamento e creatività per affrontarlo.

 

In questi giorni, mi chiedo come mi sentirò quando potremo uscire di più, incontrare più persone, frequentare luoghi sicuramente più affollati di quello che frequento adesso, casa mia. Mi ascolto e sento che, dentro di me, alberga un misto di sentimenti che vanno dal desiderio di tornare ad una vita “normale”  alla paura di come reagirò quando sarò immersa nella nuova realtà. Ma so anche che sentire un certo disagio e impotenza è più che comprensibile ed è sano riconoscerlo.
E’ il primo passo per uscire dal senso di incertezza e paura.

Le nuove sfide della Fase 2

  • un mondo che non sarà come quello che avevamo lasciato all’inizio di questa quarantena
  • l’approccio all’altro che, a causa del timore del contagio, sarà considerato come una minaccia
  • la responsabilità verso noi stessi e gli altri
  • la riorganizzazione delle nostre giornate che per chi ha figli in età scolare, sarà ancor più complicata
  • ristrutturare le relazioni a causa della distanza di sicurezza
  • le difficoltà economiche che per molti saranno enormi

A leggere questo elenco di sfide ti è già venuta l’ansia, se già non ce l’avevi?  Lo so, non è un panorama consolante, ma è importante che ne siamo consapevoli.

Cosa fare

Gli esseri umani sono abitudinari ma in grado di adattarsi, ognuno  con i suoi ritmi e modalità, ai nuovi eventi. Sicuramente dovremo seguire nuove regole di comportamento e consolidarne altre. In questo periodo di isolamento, sono convinta però che abbiamo imparato nuovi modi di comunicare, nuovi modi di sentire che ci aiuteranno a superare i momenti più duri e a superare questa transizione.

Siamo tutti chiamati a un cambio di paradigma: Il coronavirus diventerà il bivio di un nuovo modo di vedere i confini e le diversità economiche, politiche, culturali. 
Nessuno è più convinto che il singolo, perseguendo i propri interessi personali, porti ad un risultato collettivamente vantaggioso.

Consigli per affrontare questo periodo 
  1. accettare che il modo tradizionale di fare le cose non sarà più la norma
  2. imparare ad avere pazienza e rispettare i propri tempi: concentrati su te stessa e affidati alla tua voce interiore, la tua guida.
  3. cercare di usare di più la nostra creatività: affronta questa nuova realtà e scopri in modo creativo nuovi modi di fare le cose
  4. ascoltare le proprie emozioni: riconoscile e accettale, trova le risorse interiori per adattarti gradualmente
  5. valorizzare i propri punti di forza: ricorda come hai superato difficili cambiamenti nel passato e ritrova quelle forze che ti hanno fatto essere più resiliente
  6. ricordare i propri valori: su questi si fondano le tue scelte e le azioni future
  7. adattarsi alle circostanze: essere consapevole che non puoi controllare tutto ma che però puoi gestire il tuo atteggiamento nei confronti di quanto accade
  8. imparare a leggere le emozioni altrui: l’empatia, specialmente, nei momenti difficili è alla base della comunicazione efficace, anche se da lontano

Certo è che questa transizione ci traghetterà verso esperienze completamente nuove. Il caos è apparente ma è funzionale al cambiamento. Il nostro atteggiamento di ora contribuirà ai risultati futuri. 

Se anche tu stai preparandoti a questa grande transizione e vuoi farlo con una professionista che ti accompagni in questo cammino, puoi dare un’occhiata al mio servizio cliccando su“Lost in Transition”. Prenota qui una sessione conoscitiva gratuita di 30 minuti per valutare insieme come posso aiutarti e un percorso personalizzato ad hoc per le tue esigenze.

E se pensi che questo articolo possa essere utile anche alle tue amiche e conoscenti, condividilo pure con loro! Grazie.

 

 

 

L’emergenza spinge al cambiamento

L’emergenza spinge al cambiamento

Alcuni credono che la pandemia di COVID-19 sia un’opportunità unica per ricostruire la società e costruire un futuro migliore. Altri temono che possa solo peggiorare le ingiustizie esistenti. Qualsiasi sguardo alla storia rivela che crisi e disastri hanno continuamente posto le basi per il cambiamento, spesso in meglio. Per esempio, l’epidemia di influenza mondiale del 1918 ha contribuito a creare servizi sanitari nazionali in molti paesi europei.

L’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha più volte rilevato come ci sia ora una maggiore consapevolezza del fatto che prepararsi a una pandemia richieda il coinvolgimento non solo del settore sanitario, ma della società nella sua interezza, con il coinvolgimento diretto delle persone.

Qualsiasi tipo di cambiamento richiede la messa in campo di molteplici risorse emotive, cognitive e fisiche che non sempre siamo in grado di attivare e quindi ci sentiamo trascinanti in balia degli eventi, senza poter far nulla.

È indubbio che la situazione attuale, piuttosto difficile da gestire, ci vede preoccupati per i nostri cari, per il nostro lavoro, per l’economia del nostro paese e per quella globale. Tentiamo di adattare le nostre vite alle nuove regole imposte dal governo per proteggere la nostra salute e ci chiediamo continuamente cosa possiamo fare per affrontare questo straordinario, nel senso di enorme, cambiamento.

Il primo passo che possiamo fare per affrontare un evento eccezionale, come quello in cui tutti ci troviamo adesso, è capire come avviene il cambiamento e diventare consapevoli delle nostre reazioni.

Il Modello di processo di cambiamento

È interessante riprendere il Modello di processo di cambiamento di Virginia Satir, una psicoterapeuta statunitense, morta nel 1988, che è ancora oggi in uso nel quadro dell’assistenza familiare e sul piano organizzativo e personale. Satir viene spesso definita la pioniera della terapia familiare, considerata come una delle figure più significative nella storia della terapia moderna.

Secondo Virginia, quando si parla di cambiamento, bisogna per prima cosa, creare un contesto positivo per poi concentrarsi sul processo. Questo significa che è necessario concentrarsi su ciò che apprendiamo e realizziamo lungo la strada piuttosto che sul risultato finale e gli esiti di quel cambiamento.

Life is not what it’s supposed to be. It’s what it is. The way you cope with it is what makes the difference. 
La vita non è come dovrebbe essere. È quella che è. È il modo in cui l’affronti che fa la differenza.
Virginia Satir ∼

Le 6 fasi del cambiamento.

Questo modello (vedi immagine in fondo all’articolo) mostra le varie fasi in cui ci muoviamo quando attraversiamo un qualsiasi cambiamento, inaspettato o programmato, piccolo o grande. Descrive anche gli effetti che ogni fase ha sui sentimenti, sul pensiero, sulla performance e sulla fisiologia. I principi di questo modello possono aiutare a migliorare il modo in cui elaboriamo il cambiamento.

  1. Status Quo > Introduzione di un elemento (nuovo) estraneo
  2. Resistenza al cambiamento
  3. Caos > Idea trasformativa
  4. Integrazione
  5. Il nuovo Status Quo

1. Status Quo

Questa fase descrive il quotidiano. Sebbene le emozioni possano fluttuare, siamo ancora in un territorio familiare come pezzi di un puzzle che si incastrano insieme. Siamo abituati a come funzionano e fluiscono le cose. Ma, all’improvviso, qualcosa cambia. L’equilibrio è ora scosso a causa di un evento imprevisto significativo, desiderato o inaspettato. Un evento che può essere, un divorzio, una cambio di città o paese, un cambio di lavoro, la nascita di un figlio, un lutto, una malattia grave, una pandemia. L’elemento estraneo (nuovo) si introduce nella nostra vita.

2. Resistenza al cambiamento

In questo momento si ha paura di perdere il controllo della nostra vita. Affrontare un cambiamento è come saltare nel vuoto e spesso non si è consapevoli di avere l’attrezzatura per farlo. Entriamo nella fase della “resistenza”, quando accade qualcosa che spezza il comfort dello Status Quo, momento in cui è difficile accettare la nuova realtà e si tende a rifiutarla, a resistere all’elemento estraneo, ignorandolo o incolpando gli altri.

3. Caos

In questa fase si è fuori della comfort zone, in un luogo misterioso e imprevedibile. Si possono provare forti emozioni come: fatica, confusione, disagio, dolore, paura.

Questa fase è vitale per il processo di trasformazione in cui si creeranno molte idee. Alla fine, una di queste idee sarà un’idea trasformativa. Un’idea potente che aiuta a dare un senso all’elemento estraneo, o almeno ci consente di affrontarlo. Dà una via d’uscita dal caos. Permette di vedere cosa è necessario fare per andare avanti.

4. Integrazione

È una fase di apprendimento in cui si possono commettere errori, quindi i progressi possono avere alti e bassi. L’idea trasformativa si sviluppa. Si sviluppano nuove opportunità, si decide cosa funziona e cosa no. Si rivalutano e si lasciano andare vecchi modi di essere. La chiave di questa fase è quella di essere in grado di vedere come dall’elemento estraneo si può trarre vantaggio.

5. Nuovo Status Quo

Una volta assorbito completamente il cambiamento, si diventa più calmi e vigili, più creativi e energici. Si inizia a goderci il percorso fatto fino ad oggi, seppure faticoso, e ad essere orgogliosi di noi stessi. Pronta per un nuovo ciclo!?

Un percorso unico per ciascuno di noi

Proprio come qualsiasi “modello”, queste fasi del cambiamento non sono lineari.

Ognuna ha i suoi tempi per elaborare e vivere ogni fase. Il confine fra una fase e quella successiva è variabile.
Le 6 fasi del cambiamento sono un modello per orientare e aiutare nel cambiamento che stiamo vivendo.

E tu, in che fase sei? Se vuoi ricevere una guida su come affrontare al meglio questo periodo, puoi iscriverti alla mia newsletter e seguire il mio mini-corso gratuito “Come mantenere la rotta nei momenti di transizione”.

Se invece hai dei dubbi o delle domande che vorresti condividere subito, puoi prenotare da qui una call informativa gratuita con me per capire come posso aiutarti in questa fase di cambiamento.

Se prima vuoi saperne di più sui miei servizi, dai un’occhiata qui.

Sei pensi che quest’articolo possa essere utile a qualcuno, condividilo pure. Grazie.

Modello di Cambiamento

Breakfast With a Coach

Breakfast With a Coach

“Breakfast With a Coach”. Un progetto per donne espatriate.

 

Come è nato questo progetto.

L’idea è nata mentre aggiornavo la mia strategia di comunicazione e il mio sito, grazie a un progetto di re-branding fatto nel 2019 con Alessia Savi.

Durante la fase di ridefinizione dei miei servizi online e offline, ha preso forma il percorso di Group Coaching sul Life Balance, pensato per un gruppo di donne espatriate di differenti nazionalità.

L’espatrio è un’avventura straordinaria che comporta, però, affrontare anche molte sfide, momenti di sconforto e solitudine.

Nel preparare questo progetto, ho pensato a quelle situazioni di disagio personale e culturale che ho dovuto affrontare nei paesi in cui ho vissuto negli ultimi anni.

Per questo, il programma è stato immaginato per donne con il desiderio di ritrovare equilibrio, serenità e consapevolezza di sé durante un’esperienza di vita complessa.
Volevo diventasse, per le partecipanti, un momento di pausa e riflessione su loro stesse, uno spazio per il confronto e per sostenersi reciprocamente.

E così è nato “Breakfast with a Coach”!

Perché “Breakfast With a Coach”?

Perché ho voluto che questo percorso fosse condiviso in un’atmosfera rilassata, a casa mia.

Infatti, la prima mezz’ora è sempre dedicata alle chiacchiere e a una tazza di caffè o cappuccino, prima dell’inizio di ogni Modulo.


La struttura del percorso.

A momenti di condivisione verbale, si sono alternate attività pratiche, focus dei vari incontri.
Abbiamo affrontato vari argomenti, tutti legati da un filo conduttore, quello del benessere in espatrio.
Le carte Points of You sono state di grande supporto. Uno strumento potente che ha aiutato il gruppo a valutare le difficoltà,  pensando fuori dagli schemi abituali e utilizzando la loro creatività.

Nei sei Moduli proposti, i temi discussi sono stati:

  • Life Balance – significato
  • Equilibrio psico-fisico, come valutarlo
  • I valori in espatrio
  • I pensieri che limitano le nostre azioni
  • Prendersi cura di sé
  • Effetti dello stress e come gestirli


L’importanza del gruppo.

Il Coaching di Gruppo, in generale, riguarda la connessione, la comunicazione e la comunione che derivano non solo dall’interazione del Coach con i partecipanti, ma anche dai membri del gruppo che interagiscono tra loro.

Qui è dove avviene la magia, dove si muove l’energia del gruppo.
Il supporto che i singoli ricevono dal gruppo porta ad aumentare la responsabilità e la motivazione costante mentre raggiungono i loro obiettivi.

Questo, per me, era un traguardo importante che, poco a poco, abbiamo ottenuto.
La fiducia e una comunicazione sincera hanno sostituito una certa riservatezza e chiusura che erano evidenti durante la prima sessione.
Il gruppo è diventato un contenitore protettivo, uno spazio sicuro per condividere le problematiche della vita in espatrio e di quelle comuni a tutte le donne del mondo, famiglia, figli, carriera, ostacoli, rinunce, etc.

Se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano vai insieme.  (Proverbio africano)


Esercizi di gruppo. Esempio.

Per le “compagne di questo viaggio”, gli esercizi di gruppo sono stati un’occasione di crescita e sviluppo personale.
Hanno aiutato a creare una rete importante di sostegno, a creare nuove amicizie e diminuire il senso di solitudine che noi, donne expat, ogni tanto sentiamo quando arriviamo in un nuovo paese.

L’esercizio dei palloncini colorati, usati come metafora, è un esempio di come, usando una tecnica efficace, si possano ottenere risultati importanti, anche in poco tempo.

Su ogni palloncino le partecipanti dovevano incollare dei post-it dove, precedentemente, avevano scritto fattori di stress, situazioni o pensieri che le facevano sentire sopraffatte in quel momento.

Seguendo uno schema stabilito, giocando con i palloncini, tirandoli in aria e facendosi aiutare nell’afferrarli, sono arrivate a comprendere l’importanza di chiedere aiuto e di come la condivisione alleggerisca gli animi.


Conclusioni.

Il questionario di gradimento (anonimo) inviato al gruppo alla fine del percorso ha avuto come risultato quello di stimolare un’ulteriore conversazione e la richiesta di una seconda edizione di questo programma, al momento in corso.

Questa nuova edizione approfondisce temi relativi alla gestione del tempo e dello stress, con uno sguardo sempre attento sul self-care.

Il programma è partito con un numero di partecipanti molto superiore a quello previsto, il che mi ha fatto pensare che avevo intercettato un reale bisogno del mondo expat, trascurato anche dalle società o organizzazioni che inviano il proprio personale all’estero.

Questo ha creato in me ancora più entusiasmo e passione nel progetto che oggi si potrebbe chiamare “cerchio di sorellanza”, dati i risultati ottenuti.

Amicizia Femminile: fonte rinnovabile di energia.

Vuoi che porti nella tua città questo percorso? Può essere somministrato sia in Inglese che in Italiano.
Contattami qui se vuoi avere ulteriori informazioni.

Ti aspetto!

 

Convinzioni Limitanti

Convinzioni Limitanti

Cosa sono le convinzioni limitanti?

Le convinzioni limitanti sono opinioni ben radicate in noi, sono le idee e i concetti che abbiamo su chi siamo e su come funziona il mondo. Hanno il loro fondamento su basi che riteniamo oggettive e, pur presentando un certo grado di “realtà”, è sempre bene tenere presente che si tratta di nostre interpretazioni e che non abbracciano e non possono abbracciare tutta la realtà.

La vita che creiamo e le esperienze che facciamo sono determinate in misura significativa da ciò di cui siamo convinti. Queste convinzioni sono quella vocina che ci dice che non possiamo essere/fare/avere qualcosa e che determina molto spesso stati d’animo, aspettative, comportamento e relazioni. È quindi facile capire che conoscere e modificare queste credenze può permetterci di cambiare vita.

Alcuni esempi:

Le cose brutte succedono sempre a me“, “Non sono bravo a parlare in pubblico“, “Non merito che questa persona si occupi di me“, “Non sarò mai un buon manager” o “Sono troppo vecchio per cominciare a fare…”, e potrei continuare all’infinito.

Queste frasi depotenzianti sono affermazioni che non solo ci tolgono l’energia e il potere di cambiare ma ci fanno anche continuare nella strada sbagliata perché limitano le nostre potenzialità.

Come si comporta la nostra mente

La mente quasi mai osserva la realtà in modo neutro, ma lo fa applicando certi “filtri” interni. Queste “lenti” mentali hanno un ruolo chiave nella nostra vita in quanto influenzano totalmente le emozioni, i pensieri e i comportamenti.

I nostri pensieri sono potenti. Insieme con le parole, le chiacchiere mentali e le cose che diciamo a noi stessi, sono lo strumento principale che usiamo per raggiungere i nostri obiettivi. Determinano le nostre azioni o inazioni.

Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri. I tuoi pensieri diventano le tue parole. Le tue parole diventano le tue azioni. Le tue azioni diventano le tue abitudini. Le tue abitudini diventano i tuoi valori. I tuoi valori diventano il tuo destino. M.Gandhi

Come iniziare a liberarsene:

  1. Scrivi i tuoi pensieri limitanti.

Gioca a fare il detective e segui i tuoi pensieri ed emozioni per scoprire le convinzioni limitanti che ti bloccano. Mettile su carta e scegline una su cui lavorare.

Si possono manifestare nei seguenti modi: quando trovi scuse, quando ti lamenti, quando hai pensieri negativi, quando indulgi in abitudini inutili, quando parli a te stesso in modi limitanti, quando salti a conclusioni e/o fai delle ipotesi, quando esiti o esprimi le tue paure, quando ti preoccupi di fallire o di commettere errori, quando pensi di procrastinare, quando pensi di abbandonarti al perfezionismo, etc…

  1. Riconosci che queste sono credenze, non verità!

Questo è spesso il passo più difficile perché si è convinti che i nostri limiti siano reali!

Ecco che entra in gioco la scelta. Cosa ti interessa di più: difendere i tuoi limiti o raggiungere i tuoi obiettivi e desideri?

  1. Prova una convinzione diversa, potenziante.

Scegli una convinzione che hai identificato e, a fianco, annota come potrebbe diventare. Ad esempio trasforma la frase “sono troppo vecchio per cominciare a studiare l’inglese” in “non è mai troppo tardi per imparare l’inglese” oppure “non sarò mai felice” in “mi merito di essere felice“, etc.

Metti in dubbio la tua convinzione e crea dei solidi punti di riferimento per la tua credenza potenziante.

  1. Agisci

Adesso fai il primo passo. Quindi se hai scelto ad esempio di imparare l’inglese, inizia e fai il primo passo, compra un libro di testo o iscriviti ad un corso adatto, i tuoi pensieri sono alla base di qualunque azione.

“Le nostre convinzioni possono plasmare, influenzare o perfino stabilire il nostro grado di intelligenza, di salute, di relazioni, di creatività, addirittura il nostro grado di felicità e di successo personale”. Robert Dilts

Se vuoi provare a depotenziare una tua convinzione limitante, “Outside the Box” fa per te. Clicca qui per approfondire l’argomento.

Per ulteriori informazioni, non esitare a contattarmi e ricorda che fino alla fine di febbraio il costo del servizio è 115 Euro invece di 140 Euro. Approfittane e non rimarrai delusa!

Ti aspetto!

Pensare fuori dagli schemi

Pensare fuori dagli schemi

Perché “pensare fuori dagli schemi”?

 

Perché esercitare il pensiero laterale e quindi il pensiero creativo significa andare fuori degli schemi del ragionamento logico-deduttivo e trovare nuove idee e soluzioni.

Quando stavo studiando i miei nuovi servizi di Coaching, ero già sicura che avrei voluto sperimentare l’uso delle carte Points of You e nello specifico “The Coaching Game” e “Punctum”.
Dopo aver seguito la formazione, mi sono talmente appassionata a questi strumenti così innovativi, che ho pensato che sarebbe stato molto interessante usarli con le mie clienti.  È così che è nato il servizio “Outside the Box”.

Queste carte sono uno strumento potente che invita a pensare fuori dagli schemi, a liberarsi dai propri modelli di pensiero, aprendo così possibilità di cambiamento, di espansione e crescita.

Punctum, il gioco che utilizzo di più nelle sessioni online, si basa su connessioni associative tra foto meravigliose, temi intriganti e domande significative che stimolano nel Coachee un reale apprendimento e sviluppo del suo pensiero. È composto da 33 foto, 33 domande per guidare ed espandere il proprio punto di vista e 33 parole.

La foto stimola la parte destra del cervello, la parte femminile, intuitiva, associativa, visiva.
La parola, invece, stimola la parte sinistra del nostro cervello, quella che usiamo per l’85% delle volte, e che è responsabile di attività come pensare, leggere, scrivere, organizzare, gestire, catalogare, definire priorità, etc.

La stimolazione simultanea dei due emisferi cerebrali crea una “lotta” fra emotivo e razionale che abbassa i meccanismi di difesa della nostra mente, consentendo di ridurre le nostre convinzioni limitanti e spostando il nostro punto di vista, stimolando così risposte più creative ai nostri interrogativi.

 

Case Study

Cosa succede, in pratica, durante una sessione in cui si usa “Punctum”?

Facciamo un esempio pratico.

Nicoletta, si è rivolta a me, dicendomi che era in difficoltà perché doveva rientrare dalla sua famiglia in Italia per un periodo di poco più di 1 mese. Nicoletta vive all’estero, in un’isola delle Cicladi nel Mar Egeo, ed è felice della scelta che ha fatto.

Però ogni volta che sta per rientrare nella sua città natale, seppure contenta di rivedere la famiglia e gli amici, l’assale l’ansia solo al pensiero delle dinamiche che dovrà affrontare, del suo ruolo da “ago della bilancia” che ha all’interno della sua famiglia e dell’allontanamento dal suo posto ideale e dalla sua routine.

Inoltre, il tempo che passa in Italia a volte le sembra noioso.
Nonostante il legame di profondo affetto che la lega alle sue amicizie, in alcune situazioni si sente in dovere di incontrare questi amici che le impongono i loro ritmi. Si sente quindi poco libera di gestire le sue giornate.

Quindi il tema principale da affrontare in sessione per lei è trovare una motivazione più forte per affrontare il periodo in Italia e sfruttarlo al meglio.

A questo punto intervengono le carte e durante la sessione su Skype, Nicoletta pesca le seguenti carte:

Foto: un uomo che si copre gli occhi con le mani

Parola: opportunità

Domanda: che cosa sto aspettando?

Nicoletta ha iniziato a fare associazioni, a interpretare le carte e a connetterle con le emozioni che stava vivendo in quel momento. E a sorridere. Sì sorridere. Perché si è resa subito conto che quelle specifiche carte scelte le stavano inviando dei messaggi da non sottovalutare e risuonavano in lei.
Nicoletta ha condiviso con me i suoi dubbi e ha anche trovato nuove soluzioni e stimoli, nuovi modi di vedere la realtà e di come trasformare in positivo ciò che lei vedeva negativo in quel momento.

La sessione è terminata con 3 obiettivi, a breve-medio-lungo termine che l’avrebbero accompagnata nel suo viaggio in Italia e nel suo ritorno a Santorini. Nicoletta ha visto con più chiarezza che il tempo in Italia poteva essere utilizzato per fare delle cose per se stessa, per dedicarsi a ciò che più le faceva piacere, a prendere contatti per il suo lavoro, a coltivare relazioni con i nipoti, a leggere di più. E alla fine, tutto le è sembrato più leggero e piacevole!

Con uno scambio di mail e poco più di 1 ora di coaching e l’utilizzo delle carte, Nicoletta si è ricentrata ed è riuscita a superare al meglio un periodo che le sembrava difficile da affrontare e a trovare un nuovo entusiasmo al suo ritorno a Santorini. Per leggere il suo feedback, cliccate qui.

Se volete sapere di più su di lei e sul suo “happy place” cliccate qui.

Ti sei ritrovata nelle problematiche di Nicoletta? Vorresti usufruire del servizio “Outside the Box” per approfondire un tema particolare che ti crea insoddisfazione?

Se ti iscriverai alla mia newsletter qui, potrai ricevere uno sconto e ottenere questo servizio a 115 euro invece che 140 euro, per tutto il mese di febbraio.

Affrettati. Ti aspetto!


 

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