Breakfast With a Coach

Breakfast With a Coach

“Breakfast With a Coach”. Un progetto per donne espatriate.

 

Come è nato questo progetto.

L’idea è nata mentre aggiornavo la mia strategia di comunicazione e il mio sito, grazie a un progetto di re-branding fatto nel 2019 con Alessia Savi.

Durante la fase di ridefinizione dei miei servizi online e offline, ha preso forma il percorso di Group Coaching sul Life Balance, pensato per un gruppo di donne espatriate di differenti nazionalità.

L’espatrio è un’avventura straordinaria che comporta, però, affrontare anche molte sfide, momenti di sconforto e solitudine.

Nel preparare questo progetto, ho pensato a quelle situazioni di disagio personale e culturale che ho dovuto affrontare nei paesi in cui ho vissuto negli ultimi anni.

Per questo, il programma è stato immaginato per donne con il desiderio di ritrovare equilibrio, serenità e consapevolezza di sé durante un’esperienza di vita complessa.
Volevo diventasse, per le partecipanti, un momento di pausa e riflessione su loro stesse, uno spazio per il confronto e per sostenersi reciprocamente.

E così è nato “Breakfast with a Coach”!

Perché “Breakfast With a Coach”?

Perché ho voluto che questo percorso fosse condiviso in un’atmosfera rilassata, a casa mia.

Infatti, la prima mezz’ora è sempre dedicata alle chiacchiere e a una tazza di caffè o cappuccino, prima dell’inizio di ogni Modulo.


La struttura del percorso.

A momenti di condivisione verbale, si sono alternate attività pratiche, focus dei vari incontri.
Abbiamo affrontato vari argomenti, tutti legati da un filo conduttore, quello del benessere in espatrio.
Le carte Points of You sono state di grande supporto. Uno strumento potente che ha aiutato il gruppo a valutare le difficoltà,  pensando fuori dagli schemi abituali e utilizzando la loro creatività.

Nei sei Moduli proposti, i temi discussi sono stati:

  • Life Balance – significato
  • Equilibrio psico-fisico, come valutarlo
  • I valori in espatrio
  • I pensieri che limitano le nostre azioni
  • Prendersi cura di sé
  • Effetti dello stress e come gestirli


L’importanza del gruppo.

Il Coaching di Gruppo, in generale, riguarda la connessione, la comunicazione e la comunione che derivano non solo dall’interazione del Coach con i partecipanti, ma anche dai membri del gruppo che interagiscono tra loro.

Qui è dove avviene la magia, dove si muove l’energia del gruppo.
Il supporto che i singoli ricevono dal gruppo porta ad aumentare la responsabilità e la motivazione costante mentre raggiungono i loro obiettivi.

Questo, per me, era un traguardo importante che, poco a poco, abbiamo ottenuto.
La fiducia e una comunicazione sincera hanno sostituito una certa riservatezza e chiusura che erano evidenti durante la prima sessione.
Il gruppo è diventato un contenitore protettivo, uno spazio sicuro per condividere le problematiche della vita in espatrio e di quelle comuni a tutte le donne del mondo, famiglia, figli, carriera, ostacoli, rinunce, etc.

Se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano vai insieme.  (Proverbio africano)


Esercizi di gruppo. Esempio.

Per le “compagne di questo viaggio”, gli esercizi di gruppo sono stati un’occasione di crescita e sviluppo personale.
Hanno aiutato a creare una rete importante di sostegno, a creare nuove amicizie e diminuire il senso di solitudine che noi, donne expat, ogni tanto sentiamo quando arriviamo in un nuovo paese.

L’esercizio dei palloncini colorati, usati come metafora, è un esempio di come, usando una tecnica efficace, si possano ottenere risultati importanti, anche in poco tempo.

Su ogni palloncino le partecipanti dovevano incollare dei post-it dove, precedentemente, avevano scritto fattori di stress, situazioni o pensieri che le facevano sentire sopraffatte in quel momento.

Seguendo uno schema stabilito, giocando con i palloncini, tirandoli in aria e facendosi aiutare nell’afferrarli, sono arrivate a comprendere l’importanza di chiedere aiuto e di come la condivisione alleggerisca gli animi.


Conclusioni.

Il questionario di gradimento (anonimo) inviato al gruppo alla fine del percorso ha avuto come risultato quello di stimolare un’ulteriore conversazione e la richiesta di una seconda edizione di questo programma, al momento in corso.

Questa nuova edizione approfondisce temi relativi alla gestione del tempo e dello stress, con uno sguardo sempre attento sul self-care.

Il programma è partito con un numero di partecipanti molto superiore a quello previsto, il che mi ha fatto pensare che avevo intercettato un reale bisogno del mondo expat, trascurato anche dalle società o organizzazioni che inviano il proprio personale all’estero.

Questo ha creato in me ancora più entusiasmo e passione nel progetto che oggi si potrebbe chiamare “cerchio di sorellanza”, dati i risultati ottenuti.

Amicizia Femminile: fonte rinnovabile di energia.

Vuoi che porti nella tua città questo percorso? Può essere somministrato sia in Inglese che in Italiano.
Contattami qui se vuoi avere ulteriori informazioni.

Ti aspetto!

 

Convinzioni Limitanti

Convinzioni Limitanti

Cosa sono le convinzioni limitanti?

Le convinzioni limitanti sono opinioni ben radicate in noi, sono le idee e i concetti che abbiamo su chi siamo e su come funziona il mondo. Hanno il loro fondamento su basi che riteniamo oggettive e, pur presentando un certo grado di “realtà”, è sempre bene tenere presente che si tratta di nostre interpretazioni e che non abbracciano e non possono abbracciare tutta la realtà.

La vita che creiamo e le esperienze che facciamo sono determinate in misura significativa da ciò di cui siamo convinti. Queste convinzioni sono quella vocina che ci dice che non possiamo essere/fare/avere qualcosa e che determina molto spesso stati d’animo, aspettative, comportamento e relazioni. È quindi facile capire che conoscere e modificare queste credenze può permetterci di cambiare vita.

Alcuni esempi:

Le cose brutte succedono sempre a me“, “Non sono bravo a parlare in pubblico“, “Non merito che questa persona si occupi di me“, “Non sarò mai un buon manager” o “Sono troppo vecchio per cominciare a fare…”, e potrei continuare all’infinito.

Queste frasi depotenzianti sono affermazioni che non solo ci tolgono l’energia e il potere di cambiare ma ci fanno anche continuare nella strada sbagliata perché limitano le nostre potenzialità.

La mente quasi mai osserva la realtà in modo neutro, ma lo fa applicando certi “filtri” interni. Queste “lenti” mentali hanno un ruolo chiave nella nostra vita in quanto influenzano totalmente le emozioni, i pensieri e i comportamenti.

I nostri pensieri sono potenti. Insieme con le parole, le chiacchiere mentali e le cose che diciamo a noi stessi, sono lo strumento principale che usiamo per raggiungere i nostri obiettivi. Determinano le nostre azioni o inazioni.

Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri. I tuoi pensieri diventano le tue parole. Le tue parole diventano le tue azioni. Le tue azioni diventano le tue abitudini. Le tue abitudini diventano i tuoi valori. I tuoi valori diventano il tuo destino. M.Gandhi

Come iniziare a liberarsene:

  1. Scrivi i tuoi pensieri limitanti.

Gioca a fare il detective e segui i tuoi pensieri ed emozioni per scoprire le convinzioni limitanti che ti bloccano. Mettile su carta e scegline una su cui lavorare.

Si possono manifestare nei seguenti modi: quando trovi scuse, quando ti lamenti, quando hai pensieri negativi, quando indulgi in abitudini inutili, quando parli a te stesso in modi limitanti, quando salti a conclusioni e/o fai delle ipotesi, quando esiti o esprimi le tue paure, quando ti preoccupi di fallire o di commettere errori, quando pensi di procrastinare, quando pensi di abbandonarti al perfezionismo, etc…

  1. Riconosci che queste sono credenze, non verità!

Questo è spesso il passo più difficile perché si è convinti che i nostri limiti siano reali!

Ecco che entra in gioco la scelta. Cosa ti interessa di più: difendere i tuoi limiti o raggiungere i tuoi obiettivi e desideri?

  1. Prova una convinzione diversa, potenziante.

Scegli una convinzione che hai identificato e, a fianco, annota come potrebbe diventare. Ad esempio trasforma la frase “sono troppo vecchio per cominciare a studiare l’inglese” in “non è mai troppo tardi per imparare l’inglese” oppure “non sarò mai felice” in “mi merito di essere felice“, etc.

Metti in dubbio la tua convinzione e crea dei solidi punti di riferimento per la tua credenza potenziante.

  1. Agisci

Adesso fai il primo passo. Quindi se hai scelto ad esempio di imparare l’inglese, inizia e fai il primo passo, compra un libro di testo o iscriviti ad un corso adatto, i tuoi pensieri sono alla base di qualunque azione.

“Le nostre convinzioni possono plasmare, influenzare o perfino stabilire il nostro grado di intelligenza, di salute, di relazioni, di creatività, addirittura il nostro grado di felicità e di successo personale”. Robert Dilts

Se vuoi provare a depotenziare una tua convinzione limitante, “Outside the Box” fa per te.
Se vuoi approfondire l’argomento clicca qui.

Se vuoi avere ulteriori informazioni, non esitare a contattarmi e ricorda che fino alla fine di febbraio il costo del servizio è 115 Euro invece di 140 Euro. Approfittane e non rimarrai delusa!

Ti aspetto!

Pensare fuori dagli schemi

Pensare fuori dagli schemi

Perché “pensare fuori dagli schemi”?

 

Perché esercitare il pensiero laterale e quindi il pensiero creativo significa andare fuori degli schemi del ragionamento logico-deduttivo e trovare nuove idee e soluzioni.

Quando stavo studiando i miei nuovi servizi di Coaching, ero già sicura che avrei voluto sperimentare l’uso delle carte Points of You e nello specifico “The Coaching Game” e “Punctum”.
Dopo aver seguito la formazione, mi sono talmente appassionata a questi strumenti così innovativi, che ho pensato che sarebbe stato molto interessante usarli con le mie clienti.  È così che è nato il servizio “Outside the Box”.

Queste carte sono uno strumento potente che invita a pensare fuori dagli schemi, a liberarsi dai propri modelli di pensiero, aprendo così possibilità di cambiamento, di espansione e crescita.

Punctum, il gioco che utilizzo di più nelle sessioni online, si basa su connessioni associative tra foto meravigliose, temi intriganti e domande significative che stimolano nel Coachee un reale apprendimento e sviluppo del suo pensiero. È composto da 33 foto, 33 domande per guidare ed espandere il proprio punto di vista e 33 parole.

La foto stimola la parte destra del cervello, la parte femminile, intuitiva, associativa, visiva.
La parola, invece, stimola la parte sinistra del nostro cervello, quella che usiamo per l’85% delle volte, e che è responsabile di attività come pensare, leggere, scrivere, organizzare, gestire, catalogare, definire priorità, etc.

La stimolazione simultanea dei due emisferi cerebrali crea una “lotta” fra emotivo e razionale che abbassa i meccanismi di difesa della nostra mente, consentendo di ridurre le nostre convinzioni limitanti e spostando il nostro punto di vista, stimolando così risposte più creative ai nostri interrogativi.

 

Case Study

Cosa succede, in pratica, durante una sessione in cui si usa “Punctum”?

Facciamo un esempio pratico.

Nicoletta, si è rivolta a me, dicendomi che era in difficoltà perché doveva rientrare dalla sua famiglia in Italia per un periodo di poco più di 1 mese. Nicoletta vive all’estero, in un’isola delle Cicladi nel Mar Egeo, ed è felice della scelta che ha fatto.

Però ogni volta che sta per rientrare nella sua città natale, seppure contenta di rivedere la famiglia e gli amici, l’assale l’ansia solo al pensiero delle dinamiche che dovrà affrontare, del suo ruolo da “ago della bilancia” che ha all’interno della sua famiglia e dell’allontanamento dal suo posto ideale e dalla sua routine.

Inoltre, il tempo che passa in Italia a volte le sembra noioso.
Nonostante il legame di profondo affetto che la lega alle sue amicizie, in alcune situazioni si sente in dovere di incontrare questi amici che le impongono i loro ritmi. Si sente quindi poco libera di gestire le sue giornate.

Quindi il tema principale da affrontare in sessione per lei è trovare una motivazione più forte per affrontare il periodo in Italia e sfruttarlo al meglio.

A questo punto intervengono le carte e durante la sessione su Skype, Nicoletta pesca le seguenti carte:

Foto: un uomo che si copre gli occhi con le mani

Parola: opportunità

Domanda: che cosa sto aspettando?

Nicoletta ha iniziato a fare associazioni, a interpretare le carte e a connetterle con le emozioni che stava vivendo in quel momento. E a sorridere. Sì sorridere. Perché si è resa subito conto che quelle specifiche carte scelte le stavano inviando dei messaggi da non sottovalutare e risuonavano in lei.
Nicoletta ha condiviso con me i suoi dubbi e ha anche trovato nuove soluzioni e stimoli, nuovi modi di vedere la realtà e di come trasformare in positivo ciò che lei vedeva negativo in quel momento.

La sessione è terminata con 3 obiettivi, a breve-medio-lungo termine che l’avrebbero accompagnata nel suo viaggio in Italia e nel suo ritorno a Santorini. Nicoletta ha visto con più chiarezza che il tempo in Italia poteva essere utilizzato per fare delle cose per se stessa, per dedicarsi a ciò che più le faceva piacere, a prendere contatti per il suo lavoro, a coltivare relazioni con i nipoti, a leggere di più. E alla fine, tutto le è sembrato più leggero e piacevole!

Con uno scambio di mail e poco più di 1 ora di coaching e l’utilizzo delle carte, Nicoletta si è ricentrata ed è riuscita a superare al meglio un periodo che le sembrava difficile da affrontare e a trovare un nuovo entusiasmo al suo ritorno a Santorini. Per leggere il suo feedback, cliccate qui.

Se volete sapere di più su di lei e sul suo “happy place” cliccate qui.

Ti sei ritrovata nelle problematiche di Nicoletta? Vorresti usufruire del servizio “Outside the Box” per approfondire un tema particolare che ti crea insoddisfazione?

Se ti iscriverai alla mia newsletter qui, potrai ricevere uno sconto e ottenere questo servizio a 115 euro invece che 140 euro, per tutto il mese di febbraio.

Affrettati. Ti aspetto!


 

Sindrome da espatrio.

Sindrome da espatrio.

Da 10 anni sono una donna in espatrio, scelta che ha completamente rivoluzionato il mio modo di vivere, di pensare e di sentire. Non me ne sono mai pentita, nonostante non abbia vissuto e non stia vivendo in paesi “facili”.

Conosco bene la sindrome da espatrio ma sono riuscita a superarla ogni volta che ho cambiato paese!

Vivere all’estero è senz’altro un’esperienza emozionante, avvincente e piena di sorprese.
Apre nuovi orizzonti e apre la mente. Ti rende più flessibile e adattabile, spingendoti a uscire dalla tua comfort zone.
Ti offre la possibilità di fare nuovi incontri, a volte speciali, di imparare nuove lingue e nuovi modi di vivere, di dedicare spazio e tempo alla tua crescita personale e professionale.

Ma è anche una sfida, direi quotidiana.
Trasferirsi e vivere in un nuovo paese significa gestire cambiamenti culturali, ambientali, linguistici e tutto ciò può essere molto stressante e destabilizzante.
Tante sono le domande che frullano nella mente dopo il primo periodo di assestamento e quando l’entusiasmo comincia a calare.

Ho ascoltato molte donne che mi hanno confidato che dietro quella maschera da “wonder woman” si cela una donna che lotta per rimanere centrata, per sé e per la sua famiglia.
E come non capirle! Sono una di loro! Solo che ho qualche strumento in più per affrontare e superare queste sfide.

Come Life Coach, mi sono sempre più specializzata in problematiche legate alle varie transizioni della vita e alle difficoltà legate all’espatrio. Per questo oggi mi definisco come “Transition&Expat Coach”.

Per ogni problema una soluzione, o forse più.

“Trailing/accompanying spouses” (definizione che mi fa venire l’orticaria!) sono  coloro che accompagnano coniugi o partner nella loro carriera mobile all’estero.
Nella maggior parte dei casi, si preoccupano di gestire tutto ciò che riguarda la famiglia, i figli (se ci sono), la casa e le relazioni sociali, con le conseguenze che vedremo più avanti. Nella maggior parte dei casi, hanno lasciato la loro carriera e tutta la rete di supporto necessaria come famiglia e amicizie nel paese d’origine.

Alcune delle emozioni o sfide che accomunano i partner o coniugi accompagnanti e relative possibili soluzioni che hanno funzionato per me.

Vuoto emotivo.

Sentirsi senza una rete di appoggio (famiglia e amicizie), può evocare emozioni come nostalgia e solitudine.
Inoltre, se si hanno figli, il carico sulle proprie spalle aumenta perchè il coniuge è super impegnato a inserirsi nel nuovo ambiente di lavoro.           

Suggerimenti:
a) Tieni un piccolo diario delle tue emozioni e annota perché e quando ti senti sola;
c) Parlane con un’ amica expat che sia dotata di capacità di ascolto e che ha sperimentato le tue stesse difficoltà;
d) Essere più attiva e distrarti quando arrivano quei pensieri. Un aiuto potrebbe venire dalla riscoperta o scoperta di un hobby;

Bassa autostima e mancanza di fiducia in se stesse.

Adattarsi a una nuova vita in modo costruttivo può essere molto stressante.
Suggerimenti:
a) Scrivi tutto ciò che di positivo sai di essere e rileggilo nei momenti peggiori;
b) Ascolta musica che ti tira su, l’importante è che ti porti a uno stato d’animo più leggero e che ti faccia star bene;
c) Esplora da sola la città in cui vivi, ti farà sentire di nuovo capace di organizzarti senza chiedere aiuto;

Crisi di identità.

Spesso, lasciare la propria carriera alle spalle e non sentirsi più identificate in un ruolo preciso, fa sorgere domande come: sto vivendo la mia vita o quella del mio coniuge? Chi sono?
Suggerimenti:
a) Sfrutta il tempo a disposizione per sviluppare le tue competenze, seguire quel corso che per tanto tempo hai desiderato ma non avevi energie e tempo di fare;
b) Pensa che l’espatrio è una scelta e nulla di definitivo esiste. Cerca di indirizzare le energie nel trovare la “tua strada” nel luogo dove stai vivendo, ti darà più autonomia e senso di completezza;
c) Occupati degli altri facendo volontariato. Sentirti utile farà bene alla considerazione che hai di te stessa.

Shock culturale.

Adattarsi a un clima differente, a usi, costumi, credi religiosi, a una realtà culturale nuova a volte incomprensibile, valori e stili di vita “distanti” da noi, può rappresentare un vero e proprio shock.
Suggerimenti:
a) capire, accettare e adattarsi. Ciò significa stare con una mente aperta, pronta a scoprire la nuova cultura, a accettarla come possibilità di apprendere e adattarsi per quanto possibile ai costumi del paese ospitante. Questo richiede un grande sforzo ma sarà ricompensato da una conoscenza e comprensione maggiori;
b) impara la lingua locale o almeno le parole e frasi chiave che possono darti accesso a una comunicazione di base con la popolazione del luogo;
c) viaggia nel nuovo paese e scopri luoghi che ti piacciono nella città che ti ospita e dove tornare per sentirti accolta e in pace con te stessa

Difficoltà nel crearsi una nuova rete di amicizie.

Nella comunità di espatriati, dipendentemente dalla città in cui vivi, non è difficile conoscere persone, ma da lì a instaurare rapporti che non siano solo di conoscenza superficiale ma più profondi, il passo è lungo.
Inoltre, gli amici expat dopo qualche anno partono e quindi ricominciare da capo non è facile. Ne so qualcosa!
Suggerimenti:
a) Iscriviti a un’associazione o club di expat o presentati ai tuoi vicini di casa, magari locali, per poter allargare le tue amicizie;
b) invita a casa tua, per pranzo o cena, persone, locali e expat, che hai conosciuto e che ti hanno fatto una buona impressione;
c) per chi ha figli in età scolare, potrebbe essere più facile incontrare persone con cui instaurare un’amicizia. Fatti coinvolgere nelle attività scolastiche e partecipa a incontri con i genitori

Problemi con il partner.

Le relazioni di coppia soffrono maggiormente in espatrio.
Le statistiche dicono che i divorzi fra coppie expat sono più frequenti. Sicuramente la coppia barcolla.
Il nuovo stile di vita fa cambiare ritmi e abitudini.
Se si è donne “al seguito”, sentirsi di dipendere economicamente, socialmente e emozionalmente può creare vere difficoltà, da non sottovalutare.
Il coniuge che lavora deve adattarsi a un nuovo ambiente di lavoro, dedicando meno tempo alla famiglia.
Suggerimenti:
a) fidati del tuo partner e parla con lui apertamente di cosa senti e delle difficoltà che stai affrontando;
b) cerca di capire cosa desideri, esplora nuovi percorsi e punti di vista, vedendo l’espatrio come occasione di cambiamento, non solo personale ma anche nella coppia
c) accettare il momento di crisi e farsi aiutare, se è il caso, da un professionista per cercare una strada da percorrere insieme

Se ti sei ritrovata con quanto ho condiviso qua sopra e vuoi contattarmi clicca qui.
Se stai pensando a un supporto, il mio servizio “Back to You” potrebbe fare al caso tuo.
Clicca qui per informazioni su questo percorso che ti aiuterà a ritornare al tuo centro, a essere protagonista della tua vita, a vivere meglio con te stessa e in coppia.
Se ti iscriverai alla mia Newsletter qui, per tutto il mese di Novembre su questo servizio ti sarà applicato uno sconto del 20%.
Affrettati! Ti aspetto.

Alessandra

Fai pace con il tuo passato

Fai pace con il tuo passato

Te l’hanno già detto, vero? 3 passaggi necessari.

Sicuramente ne hai già sentito parlare e alcuni te lo avranno già consigliato ma “Fare pace con il passato” è un passo fondamentale per sviluppare una maggiore consapevolezza e iniziare un percorso per avvicinarsi alla versione migliore di se stessi.  

 

Con questo articolo iniziano gli approfondimenti dei punti che ritengo più importanti fra i 13 che vi ho suggerito nel mio precedente articolo sulla crescita personale, pubblicato su questo blog, e che potete rileggere cliccando qui. Buona lettura!

Per essere felici bisogna eliminare due cose: il timore di un male futuro e il ricordo di un male passato; questo non ci riguarda più, quello non ci riguarda ancora.” Seneca

Il 20 Marzo scorso si è celebrata la giornata della felicità e quindi la settimana in cui, in tutto il mondo, si sono organizzati eventi, conferenze e incontri per parlare di questa tanto agognata felicità e di come ottenerla.

Tanti ingredienti contribuiscono a rendere una persona serena (termine che preferisco), primo fra tutti fare pace con il proprio passato ma anche assumersi la responsabilità di rendere felici noi stessi e non aspettare eventi o persone che lo facciano al posto nostro, cosa che spesso accade.

 

Fare pace con il nostro passato non è cosa semplice, lo so, ma si può fare!

Le situazioni passate non scompaiono da sole. Bisogna impegnarsi a “lasciarle andare”. Se non si fa una scelta consapevole, si potrebbe finire per auto-sabotare ogni sforzo per superare questo dolore.

Molti di noi tendono a nascondere a se stessi e anche agli altri i propri fantasmi, i propri dolori e sofferenze, le proprie parti oscure, vergognandosi di affrontare e confrontarsi con il proprio passato e le ferite.

A volte gli echi dei nostri fallimenti passati o quelli che crediamo essere stati tali, riempiono i nostri pensieri e offuscano l’attenzione e la chiarezza di cui abbiamo bisogno per affrontare il presente e andare avanti.

 

Forse apparirà scontato ma qualunque evento accaduto nel passato ci è servito, ci ha insegnato una lezione specifica o aiutato a conoscere meglio noi stessi, chiarito che tipo di vita vorremmo vivere o il tipo di persona che vorremmo essere.

 

È facile immaginare come la nostra vita sarebbe potuta essere migliore se non avessimo incasinato quella particolare situazione o se avessimo fatto una scelta differente. Ma l’immaginazione fa brutti scherzi e ci allontana dalla realtà e quello che è certo è che non possiamo sapere veramente come sarebbe andata se avessimo optato per soluzioni differenti da quelle trovate in quel momento…magari sarebbe andata peggio!

 

Sliding Doors (porte scorrevoli), un film di Peter Howitt, uscito nel 1998, ebbe successo per l’idea originale e, all’epoca mi intrigò molto per la sua storia particolare e che, ogni tanto, ripesco dal cassetto delle lezioni apprese.

E’ la storia di Helen, la protagonista, interpretata da Gwyneth Paltrow, che un giorno, dopo essere arrivata in ritardo al lavoro, viene licenziata. A quel punto decide di tornare a casa prima del solito e va a prendere la metropolitana. Qui la sua storia si sdoppia, seguendo due differenti percorsi:

  1. Helen arriva alla metropolitana, perde il treno per un soffio e viene aggredita. Portata all’ospedale, ritornerà a casa e troverà il suo fidanzato che si sta preparando per andare al lavoro.
  2. Helen riesce a salire sulla metropolitana, arriva a casa molto prima del solito, sorprendendo così il fidanzato con la sua ex-fidanzata.  

 

A questo punto, il film sviluppa due trame parallele che a volte s’intersecano, mostrando cosa sarebbe successo nella vita di Helen se ci fossero stati o no quei fatidici attimi che possono cambiare la vita degli esseri umani. Inoltre, pur vivendo due vite differenti, le due Helen sono accomunate dall’accadimento di alcuni medesimi eventi, evidentemente perché Helen è destinata a viverli a prescindere dal percorso di vita intrapreso.

Qual è la morale?

 

Possiamo passare giornate intere pensando a come sarebbe potuta essere la nostra vita se le cose fossero andate in maniera diversa, ma questo non potrà mai cambiare quanto accaduto nel passato, sia che sia stato qualcosa di buono che di cattivo. probabilmente sarebbe dovuto accadere comunque.

 

Allora cosa si può fare per cercare che questo passato non continui a influenzare le nostre decisioni e ci guidi verso un futuro non desiderato? Perché lo sapete che se non si è risolto il passato, il futuro sarà sempre condizionato dai nostri pensieri negativi su quanto vissuto, sabotando così le nostre scelte, vero?

 

Passiamo alla pratica! Ti senti in colpa o ti vergogni per qualcosa che hai fatto, oppure hai dei rimorsi o dei rimpianti? Hai spesso nostalgia di momenti o persone del passato?

Rimugini su decisioni prese e di cui ti penti?

Se hai risposto sì a questi pochi esempi, sappi che queste emozioni sono indicatori che c’è qualcosa d’incompiuto, situazioni da risolvere per girare pagina e costruirti un futuro migliore.

Ci sono molti modi per riuscire a lasciare andare il passato, mettere da parte brutti ricordi e fare spazio al famoso “carpe diem” per poter vivere nel presente, nel qui e ora.

 

I 3 passaggi

Ecco tre passaggi che suggerisco di seguire per concentrarsi e godere del presente e prepararci al futuro in maniera più positiva:

1. Accettare

Un progetto fallito, un lavoro perso, una relazione terminata, un lutto non elaborato, sono eventi del passato che possono averci procurato un senso di delusione, sconfitta o dolore che continua ad accompagnare il nostro quotidiano. Se non accettiamo la possibilità di fallire e di provare emozioni negative, restiamo fermi senza combinare niente. La paura può essere paralizzante e può succedere di non rendersi conto che è questa paura a bloccarci. Per prima cosa, dobbiamo permetterci di vedere il passato per quello che è stato. Riconoscere i nostri pensieri e sentimenti, senza giudizio. I sentimenti sono il risultato di quello che pensiamo su quanto accaduto.  I nostri ricordi di eventi passati sono pensieri che a volte diventano ossessivi e causano una forte reazione emotiva. É come rivivere la stessa scena non una, ma mille volte. Questo mantiene vivi questi ricordi che non sono altro che nostri pensieri a cui possiamo togliere potere e significato. Accettare il proprio passato non significa voler cambiare o dimenticarlo; si tratta di alterare la propria percezione in modo che si possa vivere più liberamente. Nel momento in cui si inizia ad accettare il passato è il momento in cui si inizia il percorso di guarigione. Questo è l’inizio per poter lasciar andare, andare avanti e vivere di più nel presente. Bisogna darsi tempo. E’ un processo, non una gara o una competizione.

“Accetta, poi agisci. Accetta ogni cosa contenuta nel momento presente, come se l’avessi scelta tu. Sii in armonia con il presente e non tentare di combatterlo. Questo trasformerà miracolosamente la tua vita.” ~Eckhart Tolle

2. Imparare

Non si può cambiare ciò che è successo ma si può cambiare il modo in cui ci lasciamo influenzare da questi eventi. Quando si riflette attentamente su quello che è successo, su quale ruolo si è avuto (attivo o passivo) e a come si è stati influenzati da tali esperienze, quelle informazioni possono aiutarci a creare una nuova storia, quella che desideriamo vivere.

E’ come camminare sullo stesso marciapiede ogni giorno e inciampare nello stesso punto. Alla fine si può accettare che il marciapiede non sia uniforme e continuare a inciampare, prestare attenzione ai propri passi o trovare una nuova strada.

Dipende da noi, ma essendo aperti ai messaggi che ogni esperienza vissuta ci ha lasciato, si può smettere di inciampare e iniziare a prendere coscienza di quanto vogliamo che il passato controlli il nostro futuro.

Nella vita, si può imparare da ogni esperienza passata. Sappiamo già cosa non dobbiamo riprodurre e cosa dobbiamo evitare.

Se facciamo lo stesso errore di nuovo come in passato, allora non sarà più un errore, ma una scelta. Gli americani dicono: fail fast, fail often. Fallisci in fretta, fallisci spesso. 

“Quando il passato chiama, lascia parlare la segreteria telefonica. Non ha nulla di nuovo da dire “ – Mandy Hale

3. Perdonare

Per-donare significa lasciare andare il carico emotivo, liberarci dal dolore. Questo ci consente di fare spazio a nuove esperienze e a nuovi pensieri.

Nessuno dovrebbe identificarsi nel proprio dolore, non è sano e aumenta lo stress, danneggia la capacità di concentrarsi, studiare e lavorare, e influisce su ogni altro rapporto che abbiamo.

Spesso non possiamo o non riusciamo a perdonare qualcuno che ci ha ferito o che ci ha tradito.

Per farlo è necessario mettersi nei panni dell’altro/a e rendersi conto che si possono vedere le cose da punti di vista differenti.

Perdonare e accettare le nostre debolezze è un altro passo importante da fare per poter perdonare gli altri.

Perdonare non significa dire all’altro/a: “Sono d’accordo con quello che hai fatto”. Invece, vuol dire: “Non sono d’accordo con quello che hai fatto, ma ti perdono comunque.”

Perdonare è un modo per ritrovare pace con noi stessi e con gli altri.

Perdona gli altri, ma perdona loro veramente, senza falsità, e perdona anche te stesso.

Solo così ti libererai dalle catene che ti legano a un passato che non puoi modificare.

Esercizio pratico: prendi un foglio e scrivi una lettera al tuo passato. Ringrazialo e ringraziati per ciò che è stato, per gli insegnamenti appresi. Perdona per iscritto tutte le persone che hai bisogno di perdonare (incluso te stesso). Prenditi tutto il tempo necessario. Può darsi che tu abbia bisogno di farlo in più volte: va bene così, non affrettare il processo. Ricordati che senza il tuo passato non saresti ciò che sei ora. Quando hai terminato, puoi fare di questa lettera ciò che vuoi: eliminarla o conservarla.

“Ricorda, se si affolla la mente di pensieri negativi e si vive con sentimenti feriti, c’è poco spazio per qualcosa di positivo. È una scelta che si sta facendo per continuare a sentire il dolore, piuttosto che accogliere la gioia nella propria vita.”

Grazie per aver letto questo articolo. Conosci altri modi che possano aiutare a fare pace con il passato?

Se pensi di aver bisogno di un supporto per lavorare sulla tua crescita personale scopri i percorsi di coaching che ho pensato per te oppure scrivimi qui.

Crescita personale: 13 modi per stimolarla

Crescita personale: 13 modi per stimolarla

Che cosa significa crescita personale?

E’ un viaggio alla scoperta di sé, è esplorare la propria identità, i propri talenti e potenzialità, oltre a sogni e aspirazioni. E’ un cammino che aiuta a crescere, a sviluppare fisicamente, mentalmente, spiritualmente e intellettualmente.

Si chiama personale, perché ogni essere è unico e quindi non esiste una strategia universale. Gli strumenti per seguire questo percorso sono innumerevoli, ognuno deve trovare quali sono quelli più confacenti alla sua personalità e ai suoi obiettivi.

La chiave è mettersi in situazioni che attiveranno tale esplorazione e sviluppo.

Crescita personale, perché fare questo tipo di percorso?

Per costruirsi una vita più ricca e gratificante. Un viaggio per vivere meglio le relazioni, per crescere in consapevolezza, per espandere la creatività, per celebrare la vita in libertà. Per imparare a riconoscere le nostre emozioni e gestirle.

Per me la Biodanza è stata l’inizio. Dopo un periodo difficile, dovuto alla separazione e divorzio, in cui avevo perso i miei principali punti di riferimento, ho ritrovato me stessa grazie a questa disciplina.

Ho ricontattato ed espresso le mie emozioni, superato le difficoltà e ritrovato il mio equilibrio.

Da quel momento, ho sempre continuato su questo cammino, cercando di scegliere hobby, corsi di specializzazione, attività e lavoro che mi aiutassero a diventare la versione migliore di me stessa e che rispecchiassero i miei valori…ma ho ancora tanto da imparare!

Per altre persone, il fatto scatenante potrebbe essere dover affrontare l’elaborazione di un lutto oppure i figli che se ne vanno e lasciano il “nido vuoto” oppure un lavoro che non piace più…c’è sempre un motivo alla base del desiderio di migliorare la nostra vita e di scoprire dove si trova il nostro pieno potenziale….e non è mai troppo tardi!

“Lo scopo della vita è sviluppare noi stessi. Ognuno di noi è al mondo per realizzare perfettamente sé stesso.” Oscar Wilde

Ecco i miei suggerimenti per stimolare questa crescita/percorso. Spero possano ispirarvi:

Fai pace con il tuo passato

C’è qualche torto subito o una situazione che ti ha reso infelice nel passato che non hai ancora lasciato andare?

Tenersi aggrappati a questi eventi impedisce di andare avanti e di diventare una persona migliore. Allontanati dal passato, perdona te stessa e vai avanti.

Fai un test della personalità

Per conoscerti meglio, ti suggerisco di eseguire questo test gratuito…fidati! Ti farà scoprire nuovi aspetti di te o rinforzerà ciò che già conosci della tua personalità. Io l’ho fatto e il risultato è “THE CAMPAIGNER”.

Conosci i tuoi valori

I valori ci aiutano a fare delle scelte, sono la spinta motivazionale che sorregge ogni nostra azione e comportamento, sono la nostra guida quando vogliamo fissare degli obiettivi. A volte ci perdiamo e siamo confuse, non sappiamo quale percorso di vita prendere, ci sentiamo insoddisfatte e poco centrate. Riconnettersi con i nostri valori, agire in base a loro ci permette di avere un sistema di riferimento che facilita il nostro processo decisionale, rafforza l’autostima, l’efficienza, fluidifica i nostri comportamenti e le nostre relazioni e aumenta la nostra motivazione, perché ci spinge all’azione in modo naturale.

Individua le tue convinzioni limitanti

Una convinzione limitante è una falsa credenza che una persona acquisisce come risultato di una conclusione errata su qualcosa che riguarda se stessa, gli altri o il mondo che lo circonda e costringe a filtrare le informazioni in base ad essa.

Per esempio, ti sei mai detta in alcune circostanze: non ce la farò mai, non sono in grado, sono troppo giovane o sono troppo vecchia, sono fatta così, non mi merito la felicità, etc…a chi non capita! Il problema è che le convinzioni limitanti costringono a vivere al di sotto del proprio potenziale. Per questi motivi, conoscerle, significa poter cambiare queste credenze e volgerle a nostro favore.

Rafforza la tua autostima

L’autostima è la valutazione che abbiamo di noi stessi, del nostro valore e capacità. E’ solo una componente del nostro benessere psicologico ma funziona come una particolare lente che ingigantisce o miniaturizza le nostre risorse personali. E’ uno dei principali aspetti che condiziona la nostra vita, nel bene e nel male. Quindi, è importante occuparsi con attenzione di sviluppare una valida e stabile autostima e dedicarsi agli aspetti che la possono far crescere e rinforzare. Perché l’autostima è, di fatto, uno dei punti centrali della vita.

Identifica i tuoi punti di forza

Conoscere i tuoi punti di forza come anche di debolezza ti dà una migliore comprensione di te stessa e di come funzioni. Ma suggerisco di focalizzarti sui punti di forza perché sapere in cosa puoi eccellere ti consente di mirare più in alto e ottenere molto di più. Invece di concentrarti sugli aspetti negativi, concentra le tue energie sulle cose in cui sei brava.

Esci dalla tua comfort zone

La zona di comfort è la nostra gabbia dorata. Un luogo fantastico dove tutto accade senza provocare ansia, disagio o inquietudine.

E’ quell’insieme di comportamenti e azioni che ripetiamo quotidianamente, quasi in maniera inconsapevole, e che ci fanno sentire al sicuro perché familiari.

In questa zona, però, non si cresce e non si può imparare nulla di nuovo. Ora immagina che devi smettere di fumare o cambiare stile di vita. Come ti senti al riguardo? Non proprio a tuo agio, giusto? Perché per fare questo devi andare fuori dalla tua zona di comfort e sfidare te stessa ad agire, mettendo in campo nuove energie. Esci dalla tua zona di comfort più spesso e aumenta la quantità di cose che ti fanno stare bene. Queste esperienze lasciano un senso più grande di realizzazione e soddisfazione rispetto al fare la stessa cosa ogni giorno.

Non paragonarti con altre persone

Confrontarsi di continuo con altre persone non è una buona attitudine. Prima o poi, lo facciamo tutti e alcuni lo fanno abbastanza spesso. È una ricetta infallibile per far diminuire l’autostima e creare infelicità. Non conosciamo veramente la vita delle persone a cui ci paragoniamo e spesso non si hanno gli elementi sufficienti per fare questo tipo di valutazione. Il rischio che si corre è di confrontarsi con qualcosa che non esiste, un ideale.

“Se un uomo volesse solo essere felice, non sarebbe così difficile, ma egli vuole essere più felice degli altri, e questo è quasi sempre difficile, perché noi ci figuriamo gli altri più felici di quanto non siano – Montaigne.

Scrivi

Scrivere è terapeutico, è un processo di auto-consapevolezza.

Mentre scrivi, chiarisci il tuo modo di pensare e leggendo ciò che hai scritto, dal punto di vista di una terza persona, ottieni più informazioni su di te. Scrivi dove vuoi e come vuoi, un blog pubblico o un diario privato,etc. Vedrai la differenza…basta lasciare libero sfogo alle tue emozioni e pensieri.

Leggi 

I libri sono fonti concentrate di saggezza. Più libri leggi, a più saggezza ti esponi. Ti aprono non solo a nuovi mondi, ma a nuove parole, pensieri e idee. Aumentano la capacità di comunicare, diminuiscono lo stress e rafforzano l’autostima. Ispirano a perseguire i propri sogni e obiettivi.

Definisci i tuoi obiettivi

In genere gran parte delle persone non ha idea di quale sia il suo destino e lascia che sia il risultato di una combinazione di coincidenze e fortuna. Spesso facciamo piani e riflettiamo sulle decisioni da prendere, ma di solito tralasciamo quelli che sono dettagli importanti. La nostra immaginazione, inoltre, tende a fantasticare, il che impedisce di sviluppare una strategia realistica. È per questo che molti dei nostri “programmi” rimangono solo sogni. Ma, una volta che cominci a scrivere quello che vuoi raggiungere, aumenteranno le possibilità di diventare la persona che davvero vuoi essere. Passare un po’ di tempo ad articolare alcune aspirazioni che sono nella tua mente, ti farà fare progressi mai immaginati prima di iniziare.

Fai qualcosa di nuovo 

Impara una nuova lingua, fai un corso di yoga, pilates, free climbing o altra disciplina che non hai mai provato, fai un viaggio da sola, cambia la strada che fai tutti i giorni per andare al lavoro, fai nuove amicizie, etc…facendo qualcosa di nuovo, diventiamo più resilienti, arricchiamo la nostra vita, aumentiamo la fiducia in noi stessi, abbiamo meno rimpianti e ispiriamo le persone che ci stanno vicine. Non dobbiamo pensare a passi enormi…ne bastano pochi ma ben fatti!

Stai a contatto con la natura 

Molti studi dimostrano che, in un mondo sempre più urbanizzato, il contatto con la natura è fondamentale per sviluppare un maggiore benessere psico-fisico, elevare l’autostima e l’umore e ridurre l’ansia e la rabbia. Inoltre, la natura ci aiuta a far fronte al dolore, distraendoci dal nostro disagio.

Quando sento la necessità di staccare completamente la spina, di rilassarmi, di trovare concentrazione e pace dentro di me, vado al mare! Specialmente in inverno quando non c’è nessuno. Vedere e ascoltare il mare mi rappacifica con me stessa e con il mondo, mi rigenera e mi ispira. 

Grazie per aver letto questo articolo. Conosci altri modi che possano aiutare a sviluppare la nostra consapevolezza e il nostro cammino verso una versione migliore di noi stessi?

Se pensi di aver bisogno di un supporto per lavorare sulla tua crescita personale scopri i percorsi di coaching che ho pensato per te oppure scrivimi qui.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, scopri come fare nella cookie policy. Cliccando sul pulsante, acconsenti all'uso dei cookie. MAGGIORI INFORMAZIONI

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi