6 buoni motivi per rivolgersi a un Life Coach.

6 buoni motivi per rivolgersi a un Life Coach.

6 buoni motivi per rivolgersi a un Life Coach

 

Da alcuni anni a questa parte, si sente molto parlare di Coaching. La richiesta di essere affiancati da un/una Coach, per fare chiarezza nella propria vita e nelle proprie relazioni o per raggiungere obiettivi di performance professionale, è in forte aumento. Rivolgersi a un Life Coach è una decisione importante e prima di approcciarti a questo percorso, è necessario sapere quali sono i motivi per cui potrebbe esserci utile.

 

Potresti avere bisogno di un Life Coach se:

 

 

1. Ti occorre far chiarezza e trovare la direzione giusta

Se ti senti persa e senza direzione, se non sai bene dove vuoi arrivare e quale percorso intraprendere, se hai bisogno di chiarezza, non ti preoccupare. Molti di noi, prima o poi si trovano senza un piano preciso e non sanno quale direzione prendere. Un Life Coach ti guida a fare chiarezza, facendoti le domande giuste, valorizzando le tue potenzialità e migliorando la tua capacità decisionale. Ti accompagna a valutare la tua situazione attuale, a trovare strategie e a creare piani d’azione per definire la direzione da prendere. Ti aiuta a focalizzarti sui tuoi obiettivi e a pianificare quei piccoli passi da fare per arrivare alla meta desiderata.

 

2. Devi superare un cambiamento o un evento traumatico

Se sei stata licenziata, se hai deciso di vivere all’estero sola o con la tua famiglia, se vuoi cambiare lavoro, se ti stai separando, se i tuoi figli hanno lasciato il nido, se sei in menopausa…beh, sicuramente devi trovare molte energie per superare questi momenti difficili della tua vita. Un Life Coach può offrirti uno spazio sicuro e accogliente dove affrontare il periodo di transizione che ogni cambiamento porta con sé, darti l’energia e la concentrazione per poter superare il dolore provocato da questi eventi. Ti può aiutare a trarre dal tuo dolore un’insegnamento e a andare avanti nel tuo percorso di vita con più sicurezza e determinazione.

 

3. Ti senti bloccata

Potresti sentirti bloccata, a un bivio o senza opzioni. Potresti sentirti sconfitta, rassegnata o confusa. In questo caso, l’intervento di un Life Coach può farti imparare a identificare e dissolvere quelle convinzioni auto-limitanti che ti impediscono di andare avanti. Se hai pensieri che rafforzano le convinzioni auto-limitanti, sarà difficile sbloccarsi. Le storie negative ti impediscono di vivere la vita che desideri. Cambiare i tuoi pensieri per allinearti con ciò che desideri nella vita ti consentirà di riconnetterti con il tuo subconscio e apportare i cambiamenti necessari, a riconnetterti con i tuoi valori fondanti e con i tuoi punti di forza.

 

4. Vuoi una prospettiva differente

Un Life Coach non offre mai soluzioni ma ti aiuta a analizzare, riflettere e agire. Ti sostiene e, con tecniche collaudate, ti aiuta a trovare le tue risposte, a sviluppare il tuo potenziale bloccato e a valutare gli eventi o le problematiche da differenti punti di vista. Ti fa pensare fuori dagli schemi, dandoti prospettive diverse e permettendoti così di aprirti a nuove possibilità di cambiamento, espansione e crescita.

 

5. Hai bisogno di ispirazione e di essere incoraggiata

Ti senti mai demotivata e stanca? Se hai bisogno di un sostegno, qualcuno che ti supporti nel tuo cammino e che ti dia l’incoraggiamento giusto, che ti aiuti a ritrovare energia e motivazione, allora devi assolutamente assumere un Life Coach! Ti ispira a diventare la migliore versione di te stessa e ti guida alla ricerca del tuo “fuoco”interiore, dei motivi che ti spingono a agire con passione e forza.

 

6. Vuoi aumentare la tua auto-stima 

L’autostima è il modo in cui ciascuno vede se stesso, si giudica e il tipo di valore che si attribuisce. Se ti accade di non credere nelle tue capacità, di non sentirti all’altezza o di sentirti inadeguata oppure tendi a confrontarti con gli altri sentendoti inferiore, non preoccuparti, c’è una buona notizia: puoi allnearti a sviluppare la tua auto-stime. E un Life Coach può guidarti in questo percorso. Ti aiuta a iscoprire le tue potenzialità, a costruirti un mindset positivo, a identificare e rimuovere le fonti di negatività dalla tua vita, a concentrarti sui tuoi successi e a perdonarti per i tuoi errori.

 


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I miei strumenti di Coaching

I miei strumenti di Coaching

In questo articolo vorrei introdurti ad alcuni strumenti di Coaching che utilizzo con le mie clienti. Penso sia importante che le persone che si avvicinano a questo metodo di sviluppo personale, possano comprendere con che modalità e con quale approccio si sviluppa questo percorso. La caratteristica principale di un percorso di coaching è affrontare il presente e costruire il futuro e non concentrare l’attenzione del cliente sui suoi limiti o situazioni passate ma bensì spostare l’attenzione dal problema alla sua soluzione, allenando il potenziale inespresso. Il coaching migliora la consapevolezza e l’accettazione di sé, il benessere, la capacità di gestire lo stress, le capacità di comunicazione e di leadership, il raggiungimento degli obiettivi, la fiducia in se stessi e una miriade di altri benefici.

 

6 Strumenti o tecniche che utilizzo nelle mie sessioni di Coaching

 

Gli strumenti e tecniche utilizzate nella pratica del Coaching sono innumerevoli. Ogni bravo coach si arma di una “scatola degli attrezzi” che serve per ottenere sessioni di Coaching efficaci. I coach sono esperti nel guidare i loro clienti attraverso il processo di cambiamento. Consentono ai loro clienti di raggiungere il loro pieno potenziale, superare gli ostacoli e aiutarli a raggiungere un successo sostenibile. Se vuoi approfondire l’argomento, puoi leggere i miei articoli Come funziona il Coachinge laPersonalizzazione del Coaching.

 

Ecco alcuni dei miei attrezzi, che ho pescato dalla mia preziosa scatola o toolbox e che voglio condividere con te:

1. RUOTA DELLA VITA

Per sentirsi bene con se stessi è importante trovare un giusto equilibrio tra i diversi aspetti della nostra vita. Se concentri tutta la tua energia su una singola area, ti troverai facilmente “in squilibrio”. A lungo andare questo stato di cose può portare a insoddisfazione e a tensione intensa. L’esercizio della Ruota della Vita è un’autovalutazione che ti dà  una visione d’insieme della tua vita in quel momento, divisa in categorie come salute, finanze, relazioni, etc. Questo strumento può aiutarti a diventare più consapevole di te stessa, a motivarti nell’effettuare cambiamenti e a creare una vita più appagante. Lo scopo dell’esercizio è assicurarsi che la tua ruota, l’intera tua vita, sia equilibrata, che tutti gli aspetti o le necessità siano soddisfatti nel modo giusto.

2. CARTE “POINTS OF YOU”

Queste carte sono strumenti creativi e di ispirazione che utilizzo sia in sessioni di Coaching individuali che di gruppo. Il metodo “Points of You” si basa su connessioni associative tra foto meravigliose, temi intriganti e domande significative per creare un vero apprendimento e sviluppo. Invitano a pensare fuori dagli schemi, liberando dai propri modelli di pensiero, aprendo nuove possibilità di cambiamento, espansione e crescita.
Le adoro! Le mie clienti o coachee rimangono sempre sorprese e affascinate da come, con l’uso di queste carte, possono affrontare i loro dubbi, scoprendo che le risposte stavano già in loro stesse e che bastava guardare lo stesso problema da un punto di vista diverso per trovare la soluzione o la strada da seguire per rimuovere le incertezze.

3. VISION BOARD

Creare una Vision Board significa immaginare come vogliamo la nostra vita futura tramite la visualizzazione. E’ una raccolta di immagini, citazioni, parole, da te selezionate e ritagliate da giornali e riviste, e incollate su un tabellone. Questa “tavola delle visioni” rappresenterà non solo ciò che vuoi ottenere o gli obiettivi che vuoi raggiungere ma anche le tue emozioni e come vuoi sentirti nel prossimo futuro. Chiudi gli occhi e pensa a un sogno che hai, un obiettivo che vuoi trasformare in realtà o, nel caso dell’avvicinarsi di un nuovo anno, ciò che ti aspetti dai prossimi 365 giorni. Molto probabilmente stai vedendo immagini diverse davanti a te, visualizzando i sentimenti che potresti provare mentre realizzi questo sogno e cosa significherebbe per te. Bene, quelle immagini ti saranno di ispirazione per costruire la tua vision board che appenderai in un luogo bene in vista, in modo da osservarla ogni giorno.Vedere ogni giorno immagini che ti parlano di quello che desideri è uno stimolo potente, che ti aiuterà a ricordare quali sono i tuoi obiettivi e a lavorare per realizzarli.

“L’anima non pensa mai senza un’immagine mentale” – Aristotele

4. MAPPA MENTALE

Le mappe mentali sono un modo di rappresentare idee e concetti. Sono uno strumento di pensiero visivo che ti aiuta ad analizzare, comprendere, sintetizzare, ricordare e generare nuove idee. Mostra come sono correlati fatti e idee differenti e migliora la risoluzione creativa dei problemi. Quando sei confusa, quando non sai strutturare un pensiero, quando non riesci a mettere ordine nei tuoi progetti o idee, ecco che la mappa mentale ti verrà in aiuto. Trattandosi di un’attività sia analitica che artistica, coinvolge il tuo cervello in un modo molto, molto più ricco, aiutandolo in tutte le sue funzioni cognitive. E, soprattutto, è divertente!

5. VIA TEST

Il VIA test è un’ indagine scientifica gratuita per scoprire i propri punti di forza. E’ un test, in Inglese, che propongo sempre alle mie clienti che hanno difficoltà a riconoscere e valutare i loro punti di forza. La ricerca mostra che conoscere e utilizzare i tuoi punti di forza può aiutarti a aumentare la felicità e il benessere, a trovare significato e scopo, migliorare le relazioni, gestire lo stress e a raggiungere i tuoi obiettivi. Dopo che hai valutato i tuoi punti di forza, è importante che tu li riconosca al lavoro e nella tua vita quotidiana, in modo da poter capire meglio come sono in azione. Man mano che diventi più consapevole di come ti senti a far leva su specifici punti di forza, puoi diventare più consapevole di quando e dove potrebbero avvantaggiare te e gli altri.

6. G.R.O.W. MODEL

Lo scopo del modello GROW è quello di accompagnare il Coachee a raggiungere un obiettivo accedendo a risorse nascoste o poco usate. Promuove la fiducia e l’auto-motivazione, portando a una maggiore produttività e soddisfazione personale. G.R.O.W. che in inglese significa crescere, è l’acronimo delle 4 fasi del processo di settaggio degli obiettivi, che sono rispettivamente Goals, Reality, Options, Will. La G di goals significa Obiettivi ovvero ciò che il cliente desidera ottenere, la R di reality indica la Realtà ovvero la situazione attuale e gli ostacoli interni ed esterni, la O di Options indica le Opzioni ovvero le possibilità, i punti di forza e le risorse che possiede il Coachee, la W di Will indica la Volontà ovvero le azioni e la responsabilità. Attraverso queste 4 fasi, il Coachee riuscirà a trovare la chiave per impostare un obiettivo stimolante e a convertire il desiderio e l’intenzione iniziali in un’azione di successo.


 

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Ogni cliente è una nuova storia: la personalizzazione del coaching

Ogni cliente è una nuova storia: la personalizzazione del coaching

Ogni cliente è una nuova storia: la personalizzazione del coaching

Una delle cose che più amo del coaching è la personalizzazione di ogni cosa che faccio; la struttura dei i miei servizi è invariata, ma il percorso si declina in centinaia di modi diversi. Questo è fonte di gioia e soddisfazione sia per me sia per i miei clienti, e qui ti racconto perché!

 No man is an island: così inizia una poesia del poeta inglese John Donne. Nessun uomo è un’isola: siamo tutti in qualche modo connessi, perché tutti facciamo parte di qualcosa più grande di noi. Cosa c’entra con il coaching? C’entra eccome! Perché, quando svolgo i miei percorsi di coaching con le mie clienti, tengo sempre bene a mente che possiamo condividere bisogni, emozioni, desideri; che c’è qualcosa di primordiale che ci lega. Eppure, questo qualcosa di primordiale è vissuto in modo diverso da ognuno di noi, ed è per questo che siamo tutti unici e inimitabili. Nel mio lavoro, la mia priorità è esaltare questa unicità prima di qualsiasi altra cosa.

 

Personalizzazione del coaching per esaltare l’unicità

Sono coach da diversi anni, e sono lieta di poter dire che la mia attività professionale è stata in grado di aiutare decine e decine di donne a ritrovare la propria strada in momenti di vita complessi. A prima vista, si potrebbe pensare che, in tutti questi anni, il mio lavoro sia sempre stato più o meno tutto uguale. Formalmente sì: il primo approccio col cliente, la scelta del percorso da seguire insieme, le sfide e le difficoltà, i risultati finali… Ma nel lavoro del coaching, non conta tanto la forma quanto piuttosto la sostanza; e, nella sostanza, ho vissuto giornate lavorative totalmente diverse l’una dall’altra.

Come? Semplicemente perché lavoro con le persone, e ogni persona è un mondo a sé. Ogni persona è un micro-cosmo di esigenze, pensieri, emozioni, esperienze pregresse. Ogni persona agisce e reagisce a suo modo e, davvero, non esiste persona anche solo vagamente simile a un’altra.

Parto da questa convinzione – che sembrerà un’ovvietà, ma che non è poi così scontata… – per offrire alle mie clienti un servizio di coaching con una caratteristica fondamentale: la personalizzazione. Fare le stesse cose per tutte, dare gli stessi consigli e sperare negli stessi risultati sarebbe più semplice, ma è assolutamente impossibile e, oltretutto, renderebbe scontente le mie clienti e anche me.

Che cosa significa personalizzare il servizio di coaching?

“Servizio personalizzato”, “servizio su misura”: sono parole che trovi spesso nei contesti pubblicitari in qualsiasi settore. Dall’arredamento d’interni al coaching, davvero in qualsiasi settore. Ormai la personalizzazione è una caratteristica che diamo per scontata; forse proprio per questo motivo i professionisti la includono nella descrizione dei propri servizi, ma poi bisogna fare attenzione a non cadere nella superficialità. Nel coaching, in particolare, la personalizzazione assume un ruolo speciale, e non può essere altrimenti; lavoriamo spesso non su cose concrete, ma su stimoli, reazioni, sensazioni, processi mentali a volte molto ingarbugliati. Per me, quindi, svolgere un servizio di coaching su misura delle mie clienti significa:

Ascolto

Quando una cliente mi racconta e mi spiega cosa c’è che non va, come si sente o quali sono i miglioramenti che desidera e che sente di aver intrapreso, la distrazione è qualcosa che proprio non voglio e non posso permettermi. Ascolto con cura e attenzione, recependo non solo le parole, ma anche i toni e tutta la comunicazione non verbale che, spesso, è in grado di dire molto senza dire niente.

Empatia

Non c’è niente da fare: per me, è impossibile essere coach freddi e distaccati. Mi sono specializzata come Expat & Transition Coach in seguito alle mie esperienze personali, a volte molto dolorose; non potrei, adesso, far finta di non empatizzare con chi si ritrova a vivere emozioni simili alle mie. L’empatia è anche un vero e proprio strumento professionale: aiuta il coach a mettersi nei panni della cliente, a vedere le cose dalla sua prospettiva e, di conseguenza, a suggerire i percorsi migliori da compiere in quella determinata situazione.

Focus

Quando lavoro con una cliente, non c’è nient’altro che lei. Non vedo nient’altro nella stanza, non sento la sedia su cui sono seduta, non penso a niente se non a lei. Magari la sessione può durare solo un’ora, ma in quell’ora io esisto unicamente per lei. Lo faccio non solo affinché la cliente senta che la sto prendendo in considerazione in maniera autentica e sincera; ma anche perché solo così riesco a focalizzarmi sul lavoro più giusto per lei. Distrazione e multitasking, nel coaching, sono indice di poca personalizzazione (e, a volte, anche di poca professionalità).

Competenza

Forse adesso starai pensando che la personalizzazione del coaching sia tutta basata sulla capacità del coach di immedesimarsi nei bisogni della cliente. Non è così: non ci dimentichiamo che serve anche la competenza. Non ci si improvvisa coach: nel mondo esistono tante persone empatiche e attente, ma non tutte sono coach. Per diventarlo, è necessario formarsi, studiare le tecniche che qualcuno ha messo a punto prima di noi, svilupparne di nuove e più vicine al nostro sentire, fare tanta pratica e tenersi aggiornati costantemente. Ascolto, empatia e focus servono ad avere un appiglio dentro alla vita della persona che vogliamo aiutare; la competenza serve ad aiutarla fattivamente.

Connessione

In cosa si traduce tutto questo? Se dovessi usare una sola parola per parlare della personalizzazione delle mie sessioni di coaching, userei connessione. Quello che amo e credo sia giusto fare, infatti, è connettermi totalmente con la persona che ho di fronte. Che più che una cliente è proprio una persona, con il suo micro-cosmo che si porta sempre dietro; io chiedo cortesemente di entrare in quel micro-cosmo e, senza interferire, la accompagno fino a trovare la strada verso la serenità. Insieme, perché il coach non è mai un maestro che impartisce una lezione; è, piuttosto, la persona che ti accompagna verso lidi più sicuri.

 

Ogni cliente diventa, così, una nuova storia: un libro nuovo da sfogliare insieme e da riscrivere pagina dopo pagina. Se credi che la personalizzazione del servizio di coaching sia fondamentale, ora sai perché lo è anche per me, e perché non potrebbe essere altrimenti!


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Conosci i tuoi punti di forza

Conosci i tuoi punti di forza

Quali sono i tuoi talenti? Quali sono i tuoi punti di forza? Sapresti rispondere a queste domande senza pensarci troppo?
Di solito, ci concentriamo più sulle nostre debolezze e su come poterle correggere invece di scoprire, apprezzare e coltivare i nostri punti di forza. Identificare i tuoi punti di forza, ti aiuterà ad ottenere più chiarezza, ispirazione e motivazione.

 

Cosa sono i punti di forza


I punti di forza sono una combinazione unica delle tue capacità, talenti, conoscenze ed esperienza. Esempi: curiosità, gentilezza, imparzialità, perseveranza, umiltà e speranza. Queste doti le usi tutti i giorni, sia nella vita personale che nel lavoro, ma spesso non te ne rendi conto o ne sottovaluti l’importanza.

I punti di forza, tuttavia, possono essere usati troppo o troppo poco. Immagina che un’amica sia arrabbiata con te perché sei stata eccessivamente curiosa riguardo a una delicata questione familiare. In questa situazione, potresti aver usato in maniera eccessiva la tua “curiosità”. Invece, per esempio, se non ridi quando una amica condivide un aneddoto divertente su di te, allora l’uso della forza dell’umorismo è scarso.

Cosa dice la psicologia positiva


Uno dei contributi chiave della psicologia positiva, è quello di aiutare le persone a riflettere, considerare e identificare i loro punti di forza fondamentali, per vivere una vita più appagante e autentica. All’interno della psicologia positiva, le risorse personali sono definite come le nostre capacità innate e particolari di pensare, sentire e comportarci. Tutti possediamo punti di forza associati alle sei virtù della teoria della psicologia positiva (Seligman, 2002):

  1. Saggezza
  2. Coraggio
  3. Umanità
  4. Giustizia
  5. Temperanza
  6. Trascendenza

La ricerca mostra che quando attingiamo alle parti positive della nostra personalità, possiamo avere un impatto più significativo sugli altri, migliorare le nostre relazioni, il nostro benessere e sviluppare la nostra resilienza.
Quindi, da dove cominciare? Riconoscendo i nostri punti di forza, ovviamente! 
Oltre a identificarli, è ugualmente importante sapere quando e come usarli. Comprendere in quali contesti queste risorse sono utilizzabili al meglio, ci permette di acquisire una maggiore comprensione di noi stessi, maggiore autostima e migliore capacità di raggiungere obiettivi.

 

Condividere la tua debolezza è rendere te stesso vulnerabile; rendere te stesso vulnerabile è mostrare la tua forza. Criss Jami

 

Come riconoscere le tue risorse personali


Ci sono vari strumenti per identificarle. Uno di quelli che io uso di più con le mie clienti è il VIA test. E’ in inglese ma vale la pena tentare perchè è veramente uno strumento utile, ed è gratuito! Dopo che ti sarai registrato, potrai accedere alle domande e alla fine del questionario, otterrai l’elenco delle tue 24 caratteristiche personali, in ordine di importanza. Ti consiglio di provarci, non te ne pentirai! Sarà una bella scoperta.
Ci sono altri test, molti a pagamento, tra cui Myers-Briggs, DISC e StrengthsFinder, altrettanto validi e che ti aiutano a iniziare il tuo percorso verso una conoscenza maggiore delle tue potenzialità e talenti.

Se vuoi fare un percorso di approfondimento, con esercizi specifici per il lavoro sui punti di forza, puoi contattarmi qui per una sessione di 30′ gratuita e sarò felice di darti tutte le spiegazioni necessarie sul mio metodo e sugli strumenti che uso. 

Se invece vuoi conoscermi meglio e ricevere aggiornamenti su vari argomenti riguardanti  il Life Balance, la crescita personale e il self-care, puoi  iscriverti alla mia Newsletter e riceverai un mini-corso gratuito “Come mantenere la rotta nei momenti di transizione”.

 

Consigli per affrontare la Fase 2

Consigli per affrontare la Fase 2

8 CONSIGLI PER AFFRONTARE LA FASE 2

 

Dal 4 Maggio dovrebbe cominciare la cosiddetta Fase 2 ed è indubbio che entreremo in un intenso periodo di transizione che richiederà una grande energia mentale e fisica, capacità di adattamento e creatività per affrontarlo.

 

In questi giorni, mi chiedo come mi sentirò quando potremo uscire di più, incontrare più persone, frequentare luoghi sicuramente più affollati di quello che frequento adesso, casa mia. Mi ascolto e sento che, dentro di me, alberga un misto di sentimenti che vanno dal desiderio di tornare ad una vita “normale”  alla paura di come reagirò quando sarò immersa nella nuova realtà. Ma so anche che sentire un certo disagio e impotenza è più che comprensibile ed è sano riconoscerlo.
E’ il primo passo per uscire dal senso di incertezza e paura.

Le nuove sfide della Fase 2

  • un mondo che non sarà come quello che avevamo lasciato all’inizio di questa quarantena
  • l’approccio all’altro che, a causa del timore del contagio, sarà considerato come una minaccia
  • la responsabilità verso noi stessi e gli altri
  • la riorganizzazione delle nostre giornate che per chi ha figli in età scolare, sarà ancor più complicata
  • ristrutturare le relazioni a causa della distanza di sicurezza
  • le difficoltà economiche che per molti saranno enormi

A leggere questo elenco di sfide ti è già venuta l’ansia, se già non ce l’avevi?  Lo so, non è un panorama consolante, ma è importante che ne siamo consapevoli.

Cosa fare

Gli esseri umani sono abitudinari ma in grado di adattarsi, ognuno  con i suoi ritmi e modalità, ai nuovi eventi. Sicuramente dovremo seguire nuove regole di comportamento e consolidarne altre. In questo periodo di isolamento, sono convinta però che abbiamo imparato nuovi modi di comunicare, nuovi modi di sentire che ci aiuteranno a superare i momenti più duri e a superare questa transizione.

Siamo tutti chiamati a un cambio di paradigma: Il coronavirus diventerà il bivio di un nuovo modo di vedere i confini e le diversità economiche, politiche, culturali. 
Nessuno è più convinto che il singolo, perseguendo i propri interessi personali, porti ad un risultato collettivamente vantaggioso.

Consigli per affrontare questo periodo 
  1. accettare che il modo tradizionale di fare le cose non sarà più la norma
  2. imparare ad avere pazienza e rispettare i propri tempi: concentrati su te stessa e affidati alla tua voce interiore, la tua guida.
  3. cercare di usare di più la nostra creatività: affronta questa nuova realtà e scopri in modo creativo nuovi modi di fare le cose
  4. ascoltare le proprie emozioni: riconoscile e accettale, trova le risorse interiori per adattarti gradualmente
  5. valorizzare i propri punti di forza: ricorda come hai superato difficili cambiamenti nel passato e ritrova quelle forze che ti hanno fatto essere più resiliente
  6. ricordare i propri valori: su questi si fondano le tue scelte e le azioni future
  7. adattarsi alle circostanze: essere consapevole che non puoi controllare tutto ma che però puoi gestire il tuo atteggiamento nei confronti di quanto accade
  8. imparare a leggere le emozioni altrui: l’empatia, specialmente, nei momenti difficili è alla base della comunicazione efficace, anche se da lontano

Certo è che questa transizione ci traghetterà verso esperienze completamente nuove. Il caos è apparente ma è funzionale al cambiamento. Il nostro atteggiamento di ora contribuirà ai risultati futuri. 

Se anche tu stai preparandoti a questa grande transizione e vuoi farlo con una professionista che ti accompagni in questo cammino, puoi dare un’occhiata al mio servizio cliccando su“Lost in Transition”. Prenota qui una sessione conoscitiva gratuita di 30 minuti per valutare insieme come posso aiutarti e un percorso personalizzato ad hoc per le tue esigenze.

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L’emergenza spinge al cambiamento

L’emergenza spinge al cambiamento

Alcuni credono che la pandemia di COVID-19 sia un’opportunità unica per ricostruire la società e costruire un futuro migliore. Altri temono che possa solo peggiorare le ingiustizie esistenti. Qualsiasi sguardo alla storia rivela che crisi e disastri hanno continuamente posto le basi per il cambiamento, spesso in meglio. Per esempio, l’epidemia di influenza mondiale del 1918 ha contribuito a creare servizi sanitari nazionali in molti paesi europei.

L’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha più volte rilevato come ci sia ora una maggiore consapevolezza del fatto che prepararsi a una pandemia richieda il coinvolgimento non solo del settore sanitario, ma della società nella sua interezza, con il coinvolgimento diretto delle persone.

Qualsiasi tipo di cambiamento richiede la messa in campo di molteplici risorse emotive, cognitive e fisiche che non sempre siamo in grado di attivare e quindi ci sentiamo trascinanti in balia degli eventi, senza poter far nulla.

È indubbio che la situazione attuale, piuttosto difficile da gestire, ci vede preoccupati per i nostri cari, per il nostro lavoro, per l’economia del nostro paese e per quella globale. Tentiamo di adattare le nostre vite alle nuove regole imposte dal governo per proteggere la nostra salute e ci chiediamo continuamente cosa possiamo fare per affrontare questo straordinario, nel senso di enorme, cambiamento.

Il primo passo che possiamo fare per affrontare un evento eccezionale, come quello in cui tutti ci troviamo adesso, è capire come avviene il cambiamento e diventare consapevoli delle nostre reazioni.

Il Modello di processo di cambiamento

È interessante riprendere il Modello di processo di cambiamento di Virginia Satir, una psicoterapeuta statunitense, morta nel 1988, che è ancora oggi in uso nel quadro dell’assistenza familiare e sul piano organizzativo e personale. Satir viene spesso definita la pioniera della terapia familiare, considerata come una delle figure più significative nella storia della terapia moderna.

Secondo Virginia, quando si parla di cambiamento, bisogna per prima cosa, creare un contesto positivo per poi concentrarsi sul processo. Questo significa che è necessario concentrarsi su ciò che apprendiamo e realizziamo lungo la strada piuttosto che sul risultato finale e gli esiti di quel cambiamento.

Life is not what it’s supposed to be. It’s what it is. The way you cope with it is what makes the difference. 
La vita non è come dovrebbe essere. È quella che è. È il modo in cui l’affronti che fa la differenza.
Virginia Satir ∼

Le 6 fasi del cambiamento.

Questo modello (vedi immagine in fondo all’articolo) mostra le varie fasi in cui ci muoviamo quando attraversiamo un qualsiasi cambiamento, inaspettato o programmato, piccolo o grande. Descrive anche gli effetti che ogni fase ha sui sentimenti, sul pensiero, sulla performance e sulla fisiologia. I principi di questo modello possono aiutare a migliorare il modo in cui elaboriamo il cambiamento.

  1. Status Quo > Introduzione di un elemento (nuovo) estraneo
  2. Resistenza al cambiamento
  3. Caos > Idea trasformativa
  4. Integrazione
  5. Il nuovo Status Quo

1. Status Quo

Questa fase descrive il quotidiano. Sebbene le emozioni possano fluttuare, siamo ancora in un territorio familiare come pezzi di un puzzle che si incastrano insieme. Siamo abituati a come funzionano e fluiscono le cose. Ma, all’improvviso, qualcosa cambia. L’equilibrio è ora scosso a causa di un evento imprevisto significativo, desiderato o inaspettato. Un evento che può essere, un divorzio, una cambio di città o paese, un cambio di lavoro, la nascita di un figlio, un lutto, una malattia grave, una pandemia. L’elemento estraneo (nuovo) si introduce nella nostra vita.

2. Resistenza al cambiamento

In questo momento si ha paura di perdere il controllo della nostra vita. Affrontare un cambiamento è come saltare nel vuoto e spesso non si è consapevoli di avere l’attrezzatura per farlo. Entriamo nella fase della “resistenza”, quando accade qualcosa che spezza il comfort dello Status Quo, momento in cui è difficile accettare la nuova realtà e si tende a rifiutarla, a resistere all’elemento estraneo, ignorandolo o incolpando gli altri.

3. Caos

In questa fase si è fuori della comfort zone, in un luogo misterioso e imprevedibile. Si possono provare forti emozioni come: fatica, confusione, disagio, dolore, paura.

Questa fase è vitale per il processo di trasformazione in cui si creeranno molte idee. Alla fine, una di queste idee sarà un’idea trasformativa. Un’idea potente che aiuta a dare un senso all’elemento estraneo, o almeno ci consente di affrontarlo. Dà una via d’uscita dal caos. Permette di vedere cosa è necessario fare per andare avanti.

4. Integrazione

È una fase di apprendimento in cui si possono commettere errori, quindi i progressi possono avere alti e bassi. L’idea trasformativa si sviluppa. Si sviluppano nuove opportunità, si decide cosa funziona e cosa no. Si rivalutano e si lasciano andare vecchi modi di essere. La chiave di questa fase è quella di essere in grado di vedere come dall’elemento estraneo si può trarre vantaggio.

5. Nuovo Status Quo

Una volta assorbito completamente il cambiamento, si diventa più calmi e vigili, più creativi e energici. Si inizia a goderci il percorso fatto fino ad oggi, seppure faticoso, e ad essere orgogliosi di noi stessi. Pronta per un nuovo ciclo!?

Un percorso unico per ciascuno di noi

Proprio come qualsiasi “modello”, queste fasi del cambiamento non sono lineari.

Ognuna ha i suoi tempi per elaborare e vivere ogni fase. Il confine fra una fase e quella successiva è variabile.
Le 6 fasi del cambiamento sono un modello per orientare e aiutare nel cambiamento che stiamo vivendo.

E tu, in che fase sei? Se vuoi ricevere una guida su come affrontare al meglio questo periodo, puoi iscriverti alla mia newsletter e seguire il mio mini-corso gratuito “Come mantenere la rotta nei momenti di transizione”.

Se invece hai dei dubbi o delle domande che vorresti condividere subito, puoi prenotare da qui una call informativa gratuita con me per capire come posso aiutarti in questa fase di cambiamento.

Se prima vuoi saperne di più sui miei servizi, dai un’occhiata qui.

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