Rafforza la tua autostima.

Rafforza la tua autostima.

In un mio articolo, pubblicato a marzo 2018, sulla crescita personale (se vuoi, leggi qui), ho messo l’accento su quelli che ritengo essere i passaggi fondamentali per sviluppare la propria consapevolezza. 

Uno di questi è aumentare il livello di autostima.

La foto che vedete qua sotto è di JM., una mia cliente che ha fatto un percorso di coaching con me sull’autostima…la sua espressione non lascia dubbi, vero? 

E’ l’emblema di un’acquisita sicurezza in sé, di una nuova comprensione e un maggiore apprezzamento di se stessa e del suo valore.

Ma cosa significa autostima e perchè rafforzarla?

L’autostima, è auto-apprezzamento, è uno sguardo nuovo e migliore su noi stessi. E’ avere fiducia nelle nostre abilità e valori, è avere una buona opinione sul nostro aspetto fisico, sulle nostre competenze, sui nostri risultati personali e professionali, sulla nostra ricchezza affettiva.

L’autostima, quindi, deriva dall’equilibrio di tanti fattori, e perciò è di natura fragile e mutevole ed evolve di continuo. 

Certo è che più viviamo allineati con i nostri valori personali e più la fiducia in noi aumenta, meno siamo coerenti con questi, più l’autostima diminuisce. 

Vari studi hanno confermato che l’autostima ha una relazione diretta con il nostro benessere generale. Cercare di mantenerla alta significa che potremmo ottenere:

  • un maggior equilibrio interiore
  • una vita più  semplice e leggera
  • sviluppo della capacità di resilienza
  • diminuzione degli stati ansiosi
  • meno auto-sabotaggio
  • più felicità
  • diventare più attrattivi

Sviluppare l’autostima è un processo che ha bisogno di pratica quotidiana e di instaurare abitudini sane.

Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente. Perciò l’eccellenza non è un’azione ma un’abitudine.

– Aristotele –

Per costruire fondamenta salde su cui basare la sicurezza in se stessi, una delle strategie è cambiare le proprie abitudini: il cambiamento è infatti uno degli elementi chiave del percorso di crescita personale.

Nel momento in cui apprendiamo quali sono le tecniche più efficaci per migliorare le nostre abitudini, liberarci da quelle negative e instaurarne altre positive, di fatto stiamo ponendo le fondamenta della nostra nuova vita.

Ecco 7 modi per nutrire l’autostima:

  1. Zittisci il tuo critico interiore e sii gentile con te stessa.  Imparare a gestire e sostituire la voce del tuo critico interiore è molto importante per migliorare la tua autostima. Quando il tuo monologo interiore diventa eccessivamente negativo e scoraggiante e ti blocca, bisogna metterlo a tacere, perché non sta apportando nulla di buono. Ogni volta che interviene il tuo critico interiore, chiediti cosa diresti ad un caro amico se fosse nella tua situazione (tendiamo ad essere molto più compassionevoli con gli amici di quanto non lo siamo con noi stessi) e rivolgi questi commenti a te stesso. Un altro modo per bloccare quella vocina che a volte si insinua e comincia a dirti: “non sei in grado di…”, “non vedi, non sei brava come lei”, “sei pigra e non riesci a portare a termine il lavoro”, non sei all’altezza di…”, etc… Quando tutto questo e altro ti frulla nella testa, puoi decidere di bloccarlo con una parola, una frase, un urlo, con uno stratagemma che ti aiuti a spostare i tuoi pensieri su qualcosa di più costruttivo.  Trattati con cura e gentilezza. Coltivare la gentilezza dentro di te ti permetterà anche di estenderla facilmente e sinceramente agli altri e di diventare più compassionevole.
  1. Lascia andare l’idea di perfezione.
    La ricerca della “perfezione” potrebbe essere, in realtà, l’ostacolo numero uno che impedisce di trovare la felicità. Perché? Perché, per la paura di non essere all’altezza di uno standard che ti sei prefissata, può paralizzarti e impedirti di agire. E così procrastini e non ottieni i risultati che desideri. Eviti di correre rischi o di evitare di affrontare le sfide che ti si presentano, sia che si tratti di relazioni, lavoro o famiglia, inviando così un messaggio a te stessa: “Non riesco proprio a farlo”.  Invece, la realtà, molto probabilmente, è l’opposto.  Abbracciando le sfide, darai una grande spinta alla tua autostima.  Invece di rimproverarti per i tuoi errori/insuccessi, considerali come opportunità di imparare e crescere e come cose che puoi correggere in futuro. Nessuno è perfetto. Ripeti questa frase come fosse un mantra. Questo significa ricordare a te stessa che puoi sempre migliorare e che puoi imparare ed evolvere lungo il cammino. Essere vulnerabili e vivere una vita autentica significa stare bene con le proprie imperfezioni.
  1. Non cercare l’approvazione degli altri. Quando siamo bambini, cerchiamo costantemente l’approvazione da fonti esterne come genitori, insegnanti, amici. Se ci sentiamo approvati dai nostri genitori, sarà più facile sviluppare un sano livello di autostima. Invece se siamo costantemente sminuiti o criticati, il nostro senso di autostima ne risentirà. Quando diventiamo adulti, ovviamente le cose cambiano e dovremmo smettere di comportarci come bambini e di fare affidamento sull’approvazione altrui. Se non lo facciamo, potremmo essere in difficoltà. Perché? Perché se continuiamo a cercare l’approvazione delle altre persone, saremo sempre vulnerabili da un punto di vista emotivo.  Ogni volta che qualcuno non ci approva, ci farà sentire male, così in questo modo la nostra serenità e felicità dipendono da altre persone. Se vuoi vivere una vita piena e felice, devi iniziare a esaminare in che modo puoi liberarti da questo concetto di approvazione. Cercare l’approvazione ti distrae dal tuo obiettivo, dal tuo percorso. È come cercare di correre in avanti con la testa girata di lato. Non puoi andare avanti mentre ti concentri sull’opinione di qualcun altro. Quindi sposta l’approvazione da esterna a interna, concentrati sulla tua opinione, approva te stessa su qualunque cosa stai facendo o pensando. Non hai bisogno dell’approvazione degli altri per essere ciò che sei, per essere autentica e rispettare te stessa.
  1. Identifica e sviluppa le tue competenze. Per costruire la tua autostima, devi anche identificare in cosa sei brava, cosa fai bene o cosa apprezzano gli altri in te. Può essere qualcosa di piccolo, un piccolo passo nella giusta direzione, ma deve essere qualcosa. L’autostima si costruisce dimostrando abilità e risultati reali nelle aree della vita che ci interessano. Se sei orgoglioso di essere un buon cuoco, organizza più cene. Se sei un bravo scrittore, pubblica un saggio su un blog. Se sei un buon pianificatore, organizza un viaggio, una riunione di famiglia, etc. Impegnati nelle cose che fai bene. Individua le tue competenze principali e trova opportunità e carriere che possano accentuarle.
  1. Impara ad accettare i complimenti. Quando ci sentiamo male con noi stessi, è difficile per chiunque trascinarci fuori da quel solco. E proprio in questi momenti, tendiamo ad essere più resistenti ai complimenti, anche se ne avremmo più bisogno. Invece di pensare che i complimenti che ricevi sono solo bugie, dovresti prefiggerti l’obiettivo di accoglierli, anche se ti senti a disagio. Il modo migliore è quello di preparare delle risposte ai complimenti e costringerti a usarle finché non diventano automatiche. Queste risposte potrebbero essere semplicemente “grazie” o “molto gentile da parte tua”. L’impulso a sottovalutare dei complimenti alla fine svanirà, segnale che il sistema funziona e che inizi a credere alle cose carine che la gente dice di te.
  1. Abbi cura del tuo corpo. È difficile sentirsi bene con se stessi se si abusa del proprio corpo. Trascurare il sonno, seguire una dieta non equilibrata e non dedicarsi all’esercizio fisico sono cattive abitudini che non aiutano a crescere l’autostima. Ascolta il tuo corpo quando ti dice di dormire, mangiare, allenarti e rilassarti. Tratta il tuo corpo come il tempio che è veramente. Uno studio del 2016 pubblicato sulla rivista “Neuropsychiatric Disease and Treatment” ha rilevato che un’attività fisica regolare migliora l’immagine corporea. E quando l’immagine dei partecipanti al sondaggio è migliorata, si sono sentiti più sicuri e la fiducia in se stessi è aumentata. Prenderti cura di te stessa è una priorità. Quando ti senti fisicamente al meglio, ti senti più sicura di te stessa.
  1. Aiuta gli altri. Guardati intorno per sapere come puoi connetterti e aiutare gli altri nella tua vita di tutti i giorni. Anche un sorriso o una parola gentile possono fare la differenza per qualcuno e aumentare immediatamente il tuo senso di autostima. Considera il volontariato per una causa a cui tieni e aiuta chi ha bisogno delle tue abilità particolari. Una delle migliori scelte che ho fatto nella mia vita e che mi hanno dato maggior sicurezza in me stessa, è quella di aver offerto il mio tempo a supporto di malati terminali in un hospice a Milano e negli orfanotrofi in Africa. Non c’è sensazione più gratificante di sapere che hai veramente aiutato qualcuno.

“L’autostima non si ha, si acquisisce”.

Nathaniel Branden

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Conosci i tuoi valori e le tue convinzioni limitanti

Conosci i tuoi valori e le tue convinzioni limitanti

Perché conoscere valori e convinzioni limitanti? 

Perché scoprirli ci aiuta a vivere con più consapevolezza e a ottenere maggior chiarezza su chi siamo e perché facciamo le cose che facciamo!

Una vita basata su un codice personale di valori porta significato, scopo e direzione alla propria vita.

Eccoci quindi all’approfondimento del punto N. 3 e N. 4 suggeritivi nell’articolo sulla crescita personale, pubblicato su questo blog, e che potete rileggere cliccando qui.

Cosa sono e quali sono i valori che illuminano e guidano il nostro cammino?

I valori sono il faro che ci indica la giusta rotta, la bussola che orienta e da struttura al nostro percorso. Governano il modo in cui ci comportiamo, comunichiamo e interagiamo con gli altri. Conferiscono un senso a ciò che desideriamo. Sono il “carburante motivazionale” che ci spinge ad agire. Sono ciò per cui viviamo, le nostre radici. E il rispetto di questi valori è, in definitiva, ciò che ci porta felicità e successo. 

Individuarli, analizzarli e metterli in gerarchia è un lavoro davvero speciale e fondamentale per capire che cosa ci motiva veramente e quali sono le ragioni delle azioni che compiamo.

I valori sono come le impronte digitali, sono diverse per ognuno di noi e le lasciamo ovunque andiamo.

Tuttavia, ciò che apprezziamo nella vita è soggettivo, non viviamo tutti per le stesse cose, quindi sapere cosa si apprezza di più nella vita è importante per costruire uno stile di vita che rispecchi chi siamo.

Riconnettersi con i propri valori e agire in base a loro permette di avere un sistema di riferimento che facilita il processo decisionale, rafforza l’autostima, l’efficienza, rende più fluidi i nostri comportamenti e le nostre relazioni e aumenta la nostra motivazione perché ci spinge all’azione in modo naturale.

Quando le cose che facciamo e il modo in cui ci comportiamo corrispondono ai nostri valori, generalmente ci si sente soddisfatti e sereni. Ma quando viviamo non allineati con i nostri valori personali, cominciamo a sentirci meno autentici, insoddisfatti e in disequilibrio.

Ecco un esercizio di auto-coaching per identificare i tuoi valori.

I valori rispondono alla domanda: Cosa è più importante per me, in questo momento, nella vita, nel lavoro e nelle relazioni interpersonali?”

SCEGLI Dalla lista in basso, scegli e scrivi quei valori che risuonano in te, che ti ispirano. Poniti la domanda che ho scritto qua sopra e scrivi, senza pensarci troppo, le parole che per te sono un valore fondamentale. Se pensi di possedere un valore che non è nell’elenco (ce ne sono molti di più), assicurati di scriverlo.

Esempio di valori: dignità, integrità, impegno, amore, divertimento, crescita, sincerità, passione, comprensione, romanticismo, affetto, stima, sostegno, ascolto, fiducia, stabilità, sicurezza, libertà, senso dell’umorismo, condivisione, creatività, realizzazione, crescita, rispetto, motivazione, entusiasmo, fama, potere,  indipendenza, precisione, competenza, successo, non-violenza, calma, tolleranza, eccetera, eccetera, eccetera….

RAGGRUPPA E ELIMINA – Raggruppa quei valori che consideri abbiamo un filo conduttore comune. Crea un massimo di cinque raggruppamenti. Se hai più di cinque raggruppamenti, elimina quelli meno importanti. 

Per eliminarli chiediti cosa stai facendo per dovere, per principio, per costrizione, per necessità ed elimina quindi quei valori che non ti appartengono, che non percepisci come trainanti.

ETICHETTA – Scegli una parola all’interno di ogni raggruppamento che possa rappresentare la categoria. Mi raccomando non pensare troppo. Non ci sono risposte giuste o sbagliate ma quelle che nascono spontanee. 

Esempi:

  1. se in un gruppo ci sono le seguenti parole: Equilibrio, Salute, Sviluppo personale, Spiritualità e Benessere, la parola scelta per definire il gruppo è Benessere.
  2. se in un altro gruppo metti le parole: Abbondanza, Crescita, Flessibilità, Ricchezza, Sicurezza, Libertà, Indipendenza, la parola Libertà sarà quella da scegliere per esprimere il significato della categoria.

Ecco i tuoi valori! Le parole scelte per definire le 5 categorie sono i 5 valori base della tua identità e la colonna portante della tua personalità.

Un altro passo importante verso una maggior conoscenza di noi stessi è capire cosa sono le convinzioni limitanti.

Le convinzioni limitanti sono opinioni ben radicate in noi, sono le idee e i concetti che abbiamo su chi siamo e su come funziona il mondo. Hanno il loro fondamento su basi che riteniamo oggettive e, pur presentando un certo grado di “realtà”, è sempre bene tenere presente che si tratta di nostre interpretazioni e che non abbracciano e non possono abbracciare tutta la realtà.

La vita che creiamo e le esperienze che facciamo sono determinate in misura significativa da ciò di cui siamo convinti. Queste convinzioni sono quella vocina che ci dice che non possiamo essere/fare/avere qualcosa e che determina molto spesso stati d’animo, aspettative, comportamento e relazioni. E’ quindi facile capire che conoscere e modificare le nostre convinzioni limitanti può permetterci di cambiare vita.

Esempio di convinzioni limitanti: Le cose brutte succedono sempre a me“, “Non sono bravo a parlare in pubblico“, “Non merito che questa persona si occupi di me“, “Non sarò mai un buon manager” o “Sono troppo vecchio per cominciare a fare…”, etc…

Queste frasi depotenzianti sono affermazioni che non solo ci tolgono l’energia e il potere di cambiare ma che ci fanno anche continuare nella strada sbagliata perché limitano le nostre potenzialità.

La mente quasi mai osserva la realtà in modo neutro, ma lo fa applicando certi “filtri” interni. Queste “lenti” mentali hanno un ruolo chiave nella nostra vita in quanto influenzano totalmente le emozioni, i pensieri e i comportamenti.

I nostri pensieri sono potenti. Insieme con le parole, le chiacchiere mentali e le cose che diciamo a noi stessi, essi sono lo strumento principale che usiamo per raggiungere i nostri obiettivi.

I nostri pensieri e convinzioni colorano la nostra visione e percezione del mondo. Determinano le nostre azioni o inazioni.

« Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri. I tuoi pensieri diventano le tue parole. Le tue parole diventano le tue azioni. Le tue azioni diventano le tue abitudini. Le tue abitudini diventano i tuoi valori. I tuoi valori diventano il tuo destino. » M.Gandhi

Come superare le convinzioni limitanti?

Ecco alcuni step da seguire per poter iniziare a togliercele di torno:

Scrivi i tuoi pensieri limitanti.

Gioca a fare il detective e segui i tuoi pensieri ed emozioni per scoprire le convinzioni limitanti che ti bloccano. Mettile su carta e scegline una su cui lavorare.

Le tue convinzioni limitanti possono manifestarsi nei seguenti modi: quando trovi scuse, quando ti lamenti, quando hai pensieri negativi, quando indulgi in abitudini inutili, quando parli a te stesso in modi limitanti, quando salti a conclusioni e/o fai delle ipotesi, quando esiti o esprimi le tue paure, quando ti preoccupi di fallire o di commettere errori, quando pensi di procrastinare, quando pensi di abbandonarti al perfezionismo, etc…

Riconosci che queste sono credenze, non verità!

Questo è spesso il passo più difficile perché si è convinti che i nostri limiti siano reali! Ecco che entra in gioco la scelta. Cosa ti interessa di più: difendere i tuoi limiti o raggiungere i tuoi obiettivi e desideri?  

Prova una convinzione diversa, potenziante.

Scegli una convinzione che hai identificato e a fianco, annota come potrebbe diventare. Ad esempio trasforma la frase “sono troppo vecchio per cominciare a studiare l’inglese” in “non è mai troppo tardi per imparare l’inglese” oppure “non sarò mai felice” in “mi merito di essere felice“, etc. 

Metti in dubbio la tua convinzione e crea dei solidi punti di riferimento per la tua credenza potenziante.

Agisci

Adesso fai il primo passo. Quindi se hai scelto ad esempio di imparare l’inglese, inizia e fai il primo passo, compra un libro di testo o iscriviti ad un corso adatto, i tuoi pensieri sono alla base di qualunque azione.

Le convinzioni limitanti entrano nel pensiero a furia di ripetersele, quindi usa la stessa strategia per le convinzioni potenzianti, ripeti la tua convinzione, così potenzierai le tue credenze.

“Le nostre convinzioni possono plasmare, influenzare o perfino stabilire il nostro grado di intelligenza, di salute, di relazioni, di creatività, addirittura il nostro grado di felicità e di successo personale”. Robert Dilts

Grazie per aver letto questo articolo. E tu, quali convinzioni limitanti vorresti eliminare? Quali sono le convinzioni che osservi intorno a te e nelle persone che conosci?

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Fai pace con il tuo passato

Fai pace con il tuo passato

Te l’hanno già detto, vero? 3 passaggi necessari.

Sicuramente ne hai già sentito parlare e alcuni te lo avranno già consigliato ma “Fare pace con il passato” è un passo fondamentale per sviluppare una maggiore consapevolezza e iniziare un percorso per avvicinarsi alla versione migliore di se stessi.  

 

Con questo articolo iniziano gli approfondimenti dei punti che ritengo più importanti fra i 13 che vi ho suggerito nel mio precedente articolo sulla crescita personale, pubblicato su questo blog, e che potete rileggere cliccando qui. Buona lettura!

Per essere felici bisogna eliminare due cose: il timore di un male futuro e il ricordo di un male passato; questo non ci riguarda più, quello non ci riguarda ancora.” Seneca

Il 20 Marzo scorso si è celebrata la giornata della felicità e quindi la settimana in cui, in tutto il mondo, si sono organizzati eventi, conferenze e incontri per parlare di questa tanto agognata felicità e di come ottenerla.

Tanti ingredienti contribuiscono a rendere una persona serena (termine che preferisco), primo fra tutti fare pace con il proprio passato ma anche assumersi la responsabilità di rendere felici noi stessi e non aspettare eventi o persone che lo facciano al posto nostro, cosa che spesso accade.

 

Fare pace con il nostro passato non è cosa semplice, lo so, ma si può fare!

Le situazioni passate non scompaiono da sole. Bisogna impegnarsi a “lasciarle andare”. Se non si fa una scelta consapevole, si potrebbe finire per auto-sabotare ogni sforzo per superare questo dolore.

Molti di noi tendono a nascondere a se stessi e anche agli altri i propri fantasmi, i propri dolori e sofferenze, le proprie parti oscure, vergognandosi di affrontare e confrontarsi con il proprio passato e le ferite.

A volte gli echi dei nostri fallimenti passati o quelli che crediamo essere stati tali, riempiono i nostri pensieri e offuscano l’attenzione e la chiarezza di cui abbiamo bisogno per affrontare il presente e andare avanti.

 

Forse apparirà scontato ma qualunque evento accaduto nel passato ci è servito, ci ha insegnato una lezione specifica o aiutato a conoscere meglio noi stessi, chiarito che tipo di vita vorremmo vivere o il tipo di persona che vorremmo essere.

 

È facile immaginare come la nostra vita sarebbe potuta essere migliore se non avessimo incasinato quella particolare situazione o se avessimo fatto una scelta differente. Ma l’immaginazione fa brutti scherzi e ci allontana dalla realtà e quello che è certo è che non possiamo sapere veramente come sarebbe andata se avessimo optato per soluzioni differenti da quelle trovate in quel momento…magari sarebbe andata peggio!

 

Sliding Doors (porte scorrevoli), un film di Peter Howitt, uscito nel 1998, ebbe successo per l’idea originale e, all’epoca mi intrigò molto per la sua storia particolare e che, ogni tanto, ripesco dal cassetto delle lezioni apprese.

E’ la storia di Helen, la protagonista, interpretata da Gwyneth Paltrow, che un giorno, dopo essere arrivata in ritardo al lavoro, viene licenziata. A quel punto decide di tornare a casa prima del solito e va a prendere la metropolitana. Qui la sua storia si sdoppia, seguendo due differenti percorsi:

  1. Helen arriva alla metropolitana, perde il treno per un soffio e viene aggredita. Portata all’ospedale, ritornerà a casa e troverà il suo fidanzato che si sta preparando per andare al lavoro.
  2. Helen riesce a salire sulla metropolitana, arriva a casa molto prima del solito, sorprendendo così il fidanzato con la sua ex-fidanzata.  

 

A questo punto, il film sviluppa due trame parallele che a volte s’intersecano, mostrando cosa sarebbe successo nella vita di Helen se ci fossero stati o no quei fatidici attimi che possono cambiare la vita degli esseri umani. Inoltre, pur vivendo due vite differenti, le due Helen sono accomunate dall’accadimento di alcuni medesimi eventi, evidentemente perché Helen è destinata a viverli a prescindere dal percorso di vita intrapreso.

Qual è la morale?

 

Possiamo passare giornate intere pensando a come sarebbe potuta essere la nostra vita se le cose fossero andate in maniera diversa, ma questo non potrà mai cambiare quanto accaduto nel passato, sia che sia stato qualcosa di buono che di cattivo. probabilmente sarebbe dovuto accadere comunque.

 

Allora cosa si può fare per cercare che questo passato non continui a influenzare le nostre decisioni e ci guidi verso un futuro non desiderato? Perché lo sapete che se non si è risolto il passato, il futuro sarà sempre condizionato dai nostri pensieri negativi su quanto vissuto, sabotando così le nostre scelte, vero?

 

Passiamo alla pratica! Ti senti in colpa o ti vergogni per qualcosa che hai fatto, oppure hai dei rimorsi o dei rimpianti? Hai spesso nostalgia di momenti o persone del passato?

Rimugini su decisioni prese e di cui ti penti?

Se hai risposto sì a questi pochi esempi, sappi che queste emozioni sono indicatori che c’è qualcosa d’incompiuto, situazioni da risolvere per girare pagina e costruirti un futuro migliore.

Ci sono molti modi per riuscire a lasciare andare il passato, mettere da parte brutti ricordi e fare spazio al famoso “carpe diem” per poter vivere nel presente, nel qui e ora.

 

I 3 passaggi

Ecco tre passaggi che suggerisco di seguire per concentrarsi e godere del presente e prepararci al futuro in maniera più positiva:

1. Accettare

Un progetto fallito, un lavoro perso, una relazione terminata, un lutto non elaborato, sono eventi del passato che possono averci procurato un senso di delusione, sconfitta o dolore che continua ad accompagnare il nostro quotidiano. Se non accettiamo la possibilità di fallire e di provare emozioni negative, restiamo fermi senza combinare niente. La paura può essere paralizzante e può succedere di non rendersi conto che è questa paura a bloccarci. Per prima cosa, dobbiamo permetterci di vedere il passato per quello che è stato. Riconoscere i nostri pensieri e sentimenti, senza giudizio. I sentimenti sono il risultato di quello che pensiamo su quanto accaduto.  I nostri ricordi di eventi passati sono pensieri che a volte diventano ossessivi e causano una forte reazione emotiva. É come rivivere la stessa scena non una, ma mille volte. Questo mantiene vivi questi ricordi che non sono altro che nostri pensieri a cui possiamo togliere potere e significato. Accettare il proprio passato non significa voler cambiare o dimenticarlo; si tratta di alterare la propria percezione in modo che si possa vivere più liberamente. Nel momento in cui si inizia ad accettare il passato è il momento in cui si inizia il percorso di guarigione. Questo è l’inizio per poter lasciar andare, andare avanti e vivere di più nel presente. Bisogna darsi tempo. E’ un processo, non una gara o una competizione.

“Accetta, poi agisci. Accetta ogni cosa contenuta nel momento presente, come se l’avessi scelta tu. Sii in armonia con il presente e non tentare di combatterlo. Questo trasformerà miracolosamente la tua vita.” ~Eckhart Tolle

2. Imparare

Non si può cambiare ciò che è successo ma si può cambiare il modo in cui ci lasciamo influenzare da questi eventi. Quando si riflette attentamente su quello che è successo, su quale ruolo si è avuto (attivo o passivo) e a come si è stati influenzati da tali esperienze, quelle informazioni possono aiutarci a creare una nuova storia, quella che desideriamo vivere.

E’ come camminare sullo stesso marciapiede ogni giorno e inciampare nello stesso punto. Alla fine si può accettare che il marciapiede non sia uniforme e continuare a inciampare, prestare attenzione ai propri passi o trovare una nuova strada.

Dipende da noi, ma essendo aperti ai messaggi che ogni esperienza vissuta ci ha lasciato, si può smettere di inciampare e iniziare a prendere coscienza di quanto vogliamo che il passato controlli il nostro futuro.

Nella vita, si può imparare da ogni esperienza passata. Sappiamo già cosa non dobbiamo riprodurre e cosa dobbiamo evitare.

Se facciamo lo stesso errore di nuovo come in passato, allora non sarà più un errore, ma una scelta. Gli americani dicono: fail fast, fail often. Fallisci in fretta, fallisci spesso. 

“Quando il passato chiama, lascia parlare la segreteria telefonica. Non ha nulla di nuovo da dire “ – Mandy Hale

3. Perdonare

Per-donare significa lasciare andare il carico emotivo, liberarci dal dolore. Questo ci consente di fare spazio a nuove esperienze e a nuovi pensieri.

Nessuno dovrebbe identificarsi nel proprio dolore, non è sano e aumenta lo stress, danneggia la capacità di concentrarsi, studiare e lavorare, e influisce su ogni altro rapporto che abbiamo.

Spesso non possiamo o non riusciamo a perdonare qualcuno che ci ha ferito o che ci ha tradito.

Per farlo è necessario mettersi nei panni dell’altro/a e rendersi conto che si possono vedere le cose da punti di vista differenti.

Perdonare e accettare le nostre debolezze è un altro passo importante da fare per poter perdonare gli altri.

Perdonare non significa dire all’altro/a: “Sono d’accordo con quello che hai fatto”. Invece, vuol

dire: “Non sono d’accordo con quello che hai fatto, ma ti perdono comunque.”

Perdonare è un modo per ritrovare pace con noi stessi e con gli altri.

Perdona gli altri, ma perdona loro veramente, senza falsità, e perdona anche te stesso.

Solo così ti libererai dalle catene che ti legano a un passato che non puoi modificare.

Esercizio pratico: prendi un foglio e scrivi una lettera al tuo passato. Ringrazialo e ringraziati per ciò che è stato, per gli insegnamenti appresi. Perdona per iscritto tutte le persone che hai bisogno di perdonare (incluso te stesso). Prenditi tutto il tempo necessario. Può darsi che tu abbia bisogno di farlo in più volte: va bene così, non affrettare il processo. Ricordati che senza il tuo passato non saresti ciò che sei ora. Quando hai terminato, puoi fare di questa lettera ciò che vuoi: eliminarla o conservarla.

“Ricorda, se si affolla la mente  di pensieri negativi e si vive con sentimenti feriti, c’è poco spazio per qualcosa di positivo. È una scelta che si sta facendo per continuare a sentire il dolore, piuttosto che accogliere la gioia nella propria vita.”

Grazie per aver letto questo articolo. Conosci altri modi che possano aiutare a fare pace con il passato?

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Crescita personale:13 modi per stimolarla

Crescita personale:13 modi per stimolarla

Che cosa significa crescita personale?

E’ un viaggio alla scoperta di sé, è esplorare la propria identità, i propri talenti e potenzialità, oltre a sogni e aspirazioni. E’ un cammino che aiuta a crescere, a sviluppare fisicamente, mentalmente, spiritualmente e intellettualmente.

Si chiama personale, perché ogni essere è unico e quindi non esiste una strategia universale. Gli strumenti per seguire questo percorso sono innumerevoli, ognuno deve trovare quali sono quelli più confacenti alla sua personalità e ai suoi obiettivi.

La chiave è mettersi in situazioni che attiveranno tale esplorazione e sviluppo.

Crescita personale, perché fare questo tipo di percorso?

Per costruirsi una vita più ricca e gratificante. Un viaggio per vivere meglio le relazioni, per crescere in consapevolezza, per espandere la creatività, per celebrare la vita in libertà. Per imparare a riconoscere le nostre emozioni e gestirle.

Per me la Biodanza è stata l’inizio. Dopo un periodo difficile, dovuto alla separazione e divorzio, in cui avevo perso i miei principali punti di riferimento, ho ritrovato me stessagrazie a questa disciplina.

Ho ricontattato ed espresso le mie emozioni, superato le difficoltà e ritrovato il mio equilibrio.

Da quel momento, ho sempre continuato su questo cammino, cercando di scegliere hobby, corsi di specializzazione, attività e lavoro che mi aiutassero a diventare la versione migliore di me stessa e che rispecchiassero i miei valori…ma ho ancora tanto da imparare!

Per altre persone, il fatto scatenante potrebbe essere dover affrontare l’elaborazione di un lutto oppure i figli che se ne vanno e lasciano il “nido vuoto” oppure un lavoro che non piace più…c’è sempre un motivo alla base del desiderio di migliorare la nostra vita e di scoprire dove si trova il nostro pieno potenziale….e non è mai troppo tardi!

“Lo scopo della vita è sviluppare noi stessi. Ognuno di noi è al mondo per realizzare perfettamente sé stesso.” Oscar Wilde

Ecco i miei suggerimenti per stimolare questa crescita/percorso. Spero possano ispirarvi:

Fai pace con il tuo passato

C’è qualche torto subito o una situazione che ti ha reso infelice nel passato che non hai ancora lasciato andare?

Tenersi aggrappati a questi eventi impedisce di andare avanti e di diventare una persona migliore. Allontanati dal passato, perdona te stessa e vai avanti.

Fai un test della personalità

Per conoscerti meglio, ti suggerisco di eseguire questo test gratuito…fidati! Ti farà scoprire nuovi aspetti di te o rinforzerà ciò che già conosci della tua personalità. Io l’ho fatto e il risultato è “THE CAMPAIGNER”.

Conosci i tuoi valori

I valori ci aiutano a fare delle scelte, sono la spinta motivazionale che sorregge ogni nostra azione e comportamento, sono la nostra guida quando vogliamo fissare degli obiettivi. A volte ci perdiamo e siamo confuse, non sappiamo quale percorso di vita prendere, ci sentiamo insoddisfatte e poco centrate. Riconnettersi con i nostri valori, agire in base a loro ci permette di avere un sistema di riferimento che facilita il nostro processo decisionale, rafforza l’autostima, l’efficienza, fluidifica i nostri comportamenti e le nostre relazioni e aumenta la nostra motivazione, perché ci spinge all’azione in modo naturale.

Individua le tue convinzioni limitanti

Una convinzione limitante è una falsa credenza che una persona acquisisce come risultato di una conclusione errata su qualcosa che riguarda se stessa, gli altri o il mondo che lo circonda e costringe a filtrare le informazioni in base ad essa.

Per esempio, ti sei mai detta in alcune circostanze: non ce la farò mai, non sono in grado, sono troppo giovane o sono troppo vecchia, sono fatta così, non mi merito la felicità, etc…a chi non capita! Il problema è che le convinzioni limitanti costringono a vivere al di sotto del proprio potenziale. Per questi motivi, conoscerle, significa poter cambiare queste credenze e volgerle a nostro favore.

Rafforza la tua autostima

L’autostima è la valutazione che abbiamo di noi stessi, del nostro valore e capacità. E’ solo una componente del nostro benessere psicologico ma funziona come una particolare lente che ingigantisce o miniaturizza le nostre risorse personali. E’ uno dei principali aspetti che condiziona la nostra vita, nel bene e nel male. Quindi, è importante occuparsi con attenzione di sviluppare una valida e stabile autostima e dedicarsi agli aspetti che la possono far crescere e rinforzare. Perché l’autostima è, di fatto, uno dei punti centrali della vita.

Identifica i tuoi punti di forza

Conoscere i tuoi punti di forza come anche di debolezza ti dà una migliore comprensione di te stessa e di come funzioni. Ma suggerisco di focalizzarti sui punti di forza perché sapere in cosa puoi eccellere ti consente di mirare più in alto e ottenere molto di più. Invece di concentrarti sugli aspetti negativi, concentra le tue energie sulle cose in cui sei brava.

Esci dalla tua comfort zone

La zona di comfort è la nostra gabbia dorata. Un luogo fantastico dove tutto accade senza provocare ansia, disagio o inquietudine.

E’ quell’insieme di comportamenti e azioni che ripetiamo quotidianamente, quasi in maniera inconsapevole, e che ci fanno sentire al sicuro perché familiari.

In questa zona, però, non si cresce e non si può imparare nulla di nuovo. Ora immagina che devi smettere di fumare o cambiare stile di vita. Come ti senti al riguardo? Non proprio a tuo agio, giusto? Perché per fare questo devi andare fuori dalla tua zona di comfort e sfidare te stessa ad agire, mettendo in campo nuove energie. Esci dalla tua zona di comfort più spesso e aumenta la quantità di cose che ti fanno stare bene. Queste esperienze lasciano un senso più grande di realizzazione e soddisfazione rispetto al fare la stessa cosa ogni giorno.

Non paragonarti con altre persone

Confrontarsi di continuo con altre persone non è una buona attitudine. Prima o poi, lo facciamo tutti e alcuni lo fanno abbastanza spesso. È una ricetta infallibile per far diminuire l’autostima e creare infelicità. Non conosciamo veramente la vita delle persone a cui ci paragoniamo e spesso non si hanno gli elementi sufficienti per fare questo tipo di valutazione. Il rischio che si corre è di confrontarsi con qualcosa che non esiste, un ideale.

“Se un uomo volesse solo essere felice, non sarebbe così difficile, ma egli vuole essere più felice degli altri, e questo è quasi sempre difficile, perché noi ci figuriamo gli altri più felici di quanto non siano – Montaigne.

Scrivi

Scrivere è terapeutico, è un processo di auto-consapevolezza.

Mentre scrivi, chiarisci il tuo modo di pensare e leggendo ciò che hai scritto, dal punto di vista di una terza persona, ottieni più informazioni su di te. Scrivi dove vuoi e come vuoi, un blog pubblico o un diario privato,etc. Vedrai la differenza…basta lasciare libero sfogo alle tue emozioni e pensieri.

Leggi 

I libri sono fonti concentrate di saggezza. Più libri leggi, a più saggezza ti esponi. Ti aprono non solo a nuovi mondi, ma a nuove parole, pensieri e idee. Aumentano la capacità di comunicare, diminuiscono lo stress e rafforzano l’autostima. Ispirano a perseguire i propri sogni e obiettivi.

Definisci i tuoi obiettivi

In genere gran parte delle persone non ha idea di quale sia il suo destino e lascia che sia il risultato di una combinazione di coincidenze e fortuna. Spesso facciamo piani e riflettiamo sulle decisioni da prendere, ma di solito tralasciamo quelli che sono dettagli importanti. La nostra immaginazione, inoltre, tende a fantasticare, il che impedisce di sviluppare una strategia realistica. È per questo che molti dei nostri “programmi” rimangono solo sogni. Ma, una volta che cominci a scrivere quello che vuoi raggiungere, aumenteranno le possibilità di diventare la persona che davvero vuoi essere. Passare un po’ di tempo ad articolare alcune aspirazioni che sono nella tua mente, ti farà fare progressi mai immaginati prima di iniziare.

Fai qualcosa di nuovo 

Impara una nuova lingua, fai un corso di yoga, pilates, free climbing o altra disciplina che non hai mai provato, fai un viaggio da sola, cambia la strada che fai tutti i giorni per andare al lavoro, fai nuove amicizie, etc…facendo qualcosa di nuovo, diventiamo più resilienti, arricchiamo la nostra vita, aumentiamo la fiducia in noi stessi, abbiamo meno rimpianti e ispiriamo le persone che ci stanno vicine. Non dobbiamo pensare a passi enormi…ne bastano pochi ma ben fatti!

Stai a contatto con la natura 

Molti studi dimostrano che, in un mondo sempre più urbanizzato, il contatto con la natura è fondamentale per sviluppare un maggiore benessere psico-fisico, elevare l’autostima e l’umore e ridurre l’ansia e la rabbia. Inoltre, la natura ci aiuta a far fronte al dolore, distraendoci dal nostro disagio.

Quando sento la necessità di staccare completamente la spina, di rilassarmi, di trovare concentrazione e pace dentro di me, vado al mare! Specialmente in inverno quando non c’è nessuno. Vedere e ascoltare il mare mi rappacifica con me stessa e con il mondo, mi rigenera e mi ispira. 

Grazie per aver letto questo articolo. Conosci altri modi che possano aiutare a sviluppare la nostra consapevolezza e il nostro cammino verso una versione migliore di noi stessi?

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Ascolto di sé, ascolto degli altri

Ascolto di sé, ascolto degli altri

Qualche sera fa sono stata a vedere una mostra di cartoons di un vignettista franceseThierry Barrigue, co-fondatore del giornale satirico Vigousse, collaboratore di molte e importanti testate giornalistiche francesi e svizzere e cartoonista famoso, con un padre, Piem, altrettanto famoso. E vi chiederete: “cosa c’entra un cartoonista francese con l’ascolto?” C’entra…c’entra e adesso ve lo racconto.

 Il discorso di Thierry Barrigue, a presentazione della mostra e del film di 15 minuti, che avremmo visto poco dopo, inizia con il tema dell’ascolto e con la spiegazione del progetto “CrayonSolidaires. Le sue poche parole sono state potenti, profonde e mi hanno colpito al cuore, ed è quello che lui voleva fare, entrare in empatia con il pubblico ed emozionarlo parlando di rifugiati, di dignità e ascolto empatico del loro vissuto.

Il film testimonia l’esperienza vissuta da Thierry con altri due cartoonist svizzeri, Pitch Sjosted, durante la loro visita al campo profughi di Cherso in Grecia, al campo Aida di Betlemme in Palestina, ad alcune scuole nella striscia di Gaza, e al centro di detenzione per rifugiati a Holot, nel deserto del Negev, in Israele.

La finalità del loro progetto, “CrayonSolidaires”, è quella di condividere momenti di complicità con i rifugiati attraverso il disegno e la caricaturasorridere con loro, dar loro un nome, un’identità e soprattutto restituirgli la dignità perduta.

La magia del disegno dal vivo permette una comunicazione immediata, superando qualsiasi barriera culturale“, dice Thierry e, per fare questo, lui e i suoi collaboratori, hanno ascoltato attentamente le storie e i racconti dei rifugiati, adulti e bambini, sono entrati nelle loro tende, hanno “sentito” le loro emozioni, hanno “guardato” e poi disegnato i loro visi. 

Osare per essere ascoltati e ascoltare.

Alla fine del film, turbata dalla visione, mi sono detta: devo parlare con questo “personaggio” che ha la capacità di ridere ed emozionare allo stesso tempo, e che, per coincidenza o sincronicità, ha parlato di ascolto empatico, argomento di cui avevo scritto qui, poco tempo prima, sul mio Blog.

Mai avrei pensato che avrei avuto il coraggio di osare e chiederglieli di incontrarlo.

In verità, per prima cosa, sono andata verso la moglie che lui aveva presentato al pubblico come addetta alla comunicazione. Mi sono presentata, le ho parlato dell’interesse che le parole di suo marito mi avevano suscitato e, ad un certo punto, le ho chiesto: “posso incontrarlo?”

Lei si è allontanata e si è avvicinata a Thierry che stava parlando con altre persone. Ho visto lo sguardo di Thierry girarsi verso di me e dopo poco lei è ritornata dicendomi: sì, la vuole incontrare. Domani alle 18 qui all’Hotel.

Le dico, guardi che non sono una giornalista professionista, sono una professionista in altro ma non nell’intervistare personaggi celebri. Lei sorride e mi dice che va benissimo, anche meglio.

Nel frattempo anche lui ci raggiunge e inizia a spiegarmi come intende usare le sue caricature per dare un’identità perduta alle persone, di come è nata la necessità di condividere  questa sua abilità e di come è nato il progetto “CrayonSolidaires“, dei suoi amici di “Charlie Hebdo”.

Ci salutiamo, dandoci appuntamento per il giorno dopo. 

Immaginatevi come mi sono sentita quando sono uscita dall’Hotel!

Sono entrata in macchina, mi sono guardata allo specchietto retrovisore e mi sono detta: “ma eri proprio tu quella che chiedeva un’intervista a T., un noto disegnatore-giornalista, senza saperlo fare?” Chi l’avrebbe mai detto…ero proprio io!

Thierry ha avuto la capacità di farmi sentire che potevo osare perché lui era aperto all’incontro, allo scambio, all’accoglienza…e non credete che questo sia magnifico?

L’intervista…se così si può dire!

Ore 17 del giorno dopo, comincio a prepararmi. Arrivo all’Hotel 10 minuti prima e lui mi sta già aspettando nel giardino. Sono agitata. Mi siedo al suo tavolino. Lui sta bevendo una birra, io ordino un cocktail alcolico…almeno spero di sciogliermi un po’…ma poco dopo capisco che non ce ne sarebbe stato bisogno. Lui era in grado di sciogliere qualsiasi ghiacciaio con la sua forza, la sua passione, la sua volontà di darsi all’altro, di andare incontro all’altro e di nutrire l’anima del suo interlocutore e la sua.

Che meraviglia! 

Ero completamente “ravie”, rapita, traduzione che non rende così bene come in francese. Mi stavo completamente immergendo nelle sue parole.

Thierry mi dice che non può disegnare se prima non “guarda” con il cuore e che per la comunicazione succede la stessa cosa, ovvero: “per comunicare bisogna saper ascoltare l’altro, per me l’ascolto è una priorità, è appassionante, è una forma di gentilezza verso il mio interlocutore. Ho lavorato sempre per tutti, e adesso ho deciso di lavorare anche per le persone che soffrono, che sono al margine. Dunque, con il mio disegno voglio andare verso queste persone, dirgli buongiorno, voi esistetevi rispettovi ascolto e vi riconoscoe offrirgli la mia personalità”.

Lui danzava con le sue parole e io seguivo il suo ritmo…il ritmo del cuore,del suo cuore che ha ancora tanto da dare, nonostante i 45 anni di carriera, e varie vicissitudini di salute. Avere “sintonizzato” il mio ascolto con il suo mi ha fatto vivere le emozioni che lui ha vissuto nell’incontrare le persone che ha disegnato. L’ascolto si è trasformato, è andato oltre noi, mettendomi in comunicazione con persone distanti, connettendomi con quella profonda sensazione di appartenenza alla comunità umana.

L’incontro con Thierry è stato un incontro di umani che hanno deciso di dedicarsi del tempo, aprendo il proprio cuore e condividendo i propri valori e visioni.

Ringrazio la vita per avere messo questa occasione speciale e piena di grandi insegnamenti sulla mia strada e ringrazio me stessa per aver osato prenderla al volo!

Grazie per aver letto questo articolo. Qual è l’ultima volta in cui ti sei sentito/a veramente ascoltato/a o in cui hai ascoltato attentamente qualcuno?

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Come funziona il coaching

Come funziona il coaching

Perchè il coaching funziona

Non è sempre facile spiegare alle persone che me lo chiedono, cosa faccio durante una sessione di coaching e qual è l’essenza del coaching.

Il coaching può essere applicato in molte aree della vita: sviluppo personale (che è quello di cui mi occupo maggiormente), business, salute, lavoro, etc…però, la specificità del coaching e il suo valore stanno nel processo di scoperta e destrutturazione che porta all’identificazione dell’essenza del problema proposto dal cliente o coachee.

Questi sono solo alcuni degli strumenti e delle abilità utilizzate in una sessione di coaching. 

 

Ascolto attivo

Qual è l’ultima volta che ti sei sentito veramente ascoltato? 

Penso che a tutti sia capitato di sentirsi irritati perché il nostro interlocutore continuava a interromperci o perché ci rendevamo conto che il suo sguardo era distratto e assente, mentre cercavamo di finire il nostro discorso. 

Sento che uno dei doni migliori (se non il migliore) che si possa dare a un altro essere umano, oltre al proprio tempo, è la presenza e attenzione nell’ascolto.

La capacità di ascoltare in maniera consapevole, empatica e senza giudizio, creando uno spazio sacro di accettazione incondizionata con il cliente/coachee, di ascoltare le emozioni, le motivazioni, i valori e i paradigmi che stanno dietro le sue parole, di danzare con le sue intuizioni, ecco…tutto questo è la caratteristica più importante che un coach deve avere e/o sviluppare e praticare per condurre una sessione in maniera efficace. Questo è il modo migliore per incoraggiare le persone a scoprirsi e a liberare i propri potenziali.

“Saper ascoltare l’altro ci permette di riconoscere i mille volti della realtà” Carl Rogers

Domande potenti

Dall’ascolto profondo, nascono domande profonde. 

Il potere della domanda è enorme. Domande provocatorie e potenti possono aiutare il coachee a pensare “out of the box” (fuori dagli schemi), a interrompere modelli di comportamento inconsci, a scoprire nuovi territori, a dare impulso alla creatività, a stimolare una risposta che viene dal cuore. Facendo domande aperte e potenti, il coach invita il coachee alla chiarezza, all’azione, a espandere la conoscenza, a esplorare nuove prospettive e a rivalutare i pensieri in modo da scoprire quali sono le sue credenze limitanti. 

“Non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curioso”. Albert Einstein

 

GPS

Vi siete mai sentiti persi senza il vostro GPS?

Immagino di sì…a chi non è capitato di non riuscire a trovare la strada giusta per arrivare alla meta, girando per ore a vuoto? A me è successo!

Il sistema di navigazione ci dice esattamente dove siamo e suggerisce il percorso migliore per arrivare a destinazione.

Lo stesso accade nella nostra vita. Se non sappiamo dove siamo e dove vogliamo arrivare, ci sentiamo persi, senza meta. 

Un life coach funge da GPS per la vita, per aiutarti ad arrivare da dove sei oggi a dove vuoi essere domani.

Responsabilità  

Il coach crea le condizioni idonee affinché il coachee si assuma la responsabilità della propria crescita. Impegnarsi con il proprio coach aumenta la consapevolezza dell’energia da muovere per realizzare i propri obiettivi o intenzioni, in qualsiasi campo si stia operando (life, business, salute, etc…). Non è più qualcosa che semplicemente il coachee vuole fare ma è qualcosa che si impegna a fare. Grande differenza!

Tempi

Grazie alla chiarezza degli obiettivi, al sostegno nel superamento degli ostacoli, al mantenimento del focus, a un piano d’azione scritto e a un coach fortemente impegnato e che agisce in modo che il coachee sia sempre responsabile delle proprie scelte, il ritmo in cui un coachee raggiunge i risultati è spesso notevolmente accelerato.

 

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